Impressioni di Vienna

Un viaggio a Vienna
Il Prater di Vienna - © 2014 Giovy

Io e Giovy siamo tornati da poco dalla nostra piccola esplorazione di Vienna, capitale dell'Austria e della Mitteleuropa. I ricordi di questa bellissima città sono tanti, come gli argomenti di cui scrivere. Intanto che riordiniamo idee e materiale, vorrei fare una panoramica generale su questa esperienza.

Inizio dal viaggio, compiuto sul treno della OBB, da Venezia a Vienna. Da una famosa città europea ad un'altra, come in una tappa dei Grand Tour che andavano di moda anni addietro. Era anche la mia prima volta in un vagone letto, un'esperienza davvero particolare: con vino bianco come omaggio di benvenuto, e con la colazione servita in vagone, sembrava di essere in un episodio di Poirot. Senza delitto, ovviamente. Scesi dal treno ed arrivati allo splendido Hotel Falkensteiner Margareten, dove alloggiavamo, appena il tempo di posare le valige ed eravamo già in esplorazione per le strade della città.

Se dovessi descrivere con una parola sola l'atmosfera di Vienna, quella sarebbe tranquillità. È davvero sorprendente vedere in una metropoli, anche durante le ore di punta di una giornata lavorativa, la gente così rilassata e pacata. Uno spettacolo molto diverso dall'agitazione e dagli atteggiamenti convulsi che ho visto in altri grossi centri, sia italiani che europei. Come mi ha confermato una ragazza italiana che ho incontrato, e che vive e lavora a Vienna, qui le parole d'ordine sono riserbo e cortesia. Tanto per fare un esempio, sul tram una signora ha notato che la mia borsa fotografica era aperta e mi ha consigliato di chiuderla, insistendo gentilmente finché non ho capito cosa voleva dirmi (io non parlo il tedesco).

Un aspetto incredibilmente interessante di questa città, e che i viaggiatori soprattutto italiani dovrebbero tenere in considerazione (mi rivolgo principalmente a chi ci andrà per la prima volta) è il suo aspetto multiforme. Prima di partire per una destinazione, è inevitabile averne un'idea preconcetta, che non è quasi mai colpa nostra ma di ciò che ci è stato insegnato a scuola e magari riferito da altri che ci hanno preceduto. Nel caso di Vienna mi riferisco ai suoi spot intramontabili, che sono l'Hofburg, il Ring, la principessa Sissi, la pasticceria Sacher, il Prater, i vari musei, e così via. Ma qui c'è tanto altro da vedere, magari di meno eclatante, ma sicuramente originale e stuzzicante per il viaggiatore curioso.

Uscendo dalle varie stazioni della metropolitana o scendendo dai mezzi di superficie, a volte sembrava di arrivare in località diverse e distanti tra loro. Sono passato dallo sfavillante centro, pieno di storia, arte e cultura, e di lunghe file di negozi per gli amanti dello shopping; per poi magari dirigermi verso la periferia in un vecchio tram, e tornare indietro nel tempo tra palazzi di edilizia popolare risalenti ai periodi pre e post bellici, che fanno tornare in mente vecchi film in bianco e nero. Nella periferia viennese ci si rende veramente conto del numero di immigrati presenti: tantissimi negozi sono di proprietà di stranieri, specialmente turchi, tanto che si potrebbe dubitare di essere ancora in Europa centrale.

Volevo salire sulla Donau Turm, la torre vicino al Danubio, e ho visto Donau City, futuristico quartiere che contiene la sede locale dell'ONU oltre ad altri moderni palazzi. Nei pressi della Donau Turm ho poi scoperto che Vienna è anche città di riviera: una lunga fila di stabilimenti balneari sul famoso Fiume Blu si trova opposta al Donau Park, una vasta area verde per il relax e lo sport costruita su quello che un tempo era terreno militare. Tenetelo presente, se ci andate d'estate potreste anche farvi un bel bagno e prendere il sole.

Persino il cimitero monumentale Zentralfriedhof rispecchia l'anima sfaccettata di Vienna. Si può camminare nell'atmosfera gotica del settore ebraico, con le sue vecchie tombe ricoperte dall'edera che sembrano uscite da un film horror di Roger Corman, per poi andare a caccia delle celebrità che riposano più o meno in pace nei suoi terreni. Ho visto che Mozart, Beethoven e Schubert sono sepolti l'uno vicino all'altro, mentre Salieri (che la leggenda vuole sia stato l'assassino di Mozart) è stato per così dire "esiliato" in un settore lontano da tutti gli altri musicisti famosi. Ed è stato bello scoprire che Falco, popstar viennese di cui sono un grande fan, è ritratto in una istrionica gigantografia trasparente che si trova sulla sua tomba, come facesse ancora una delle sue performance. Infine, per non smentire l'anima multiculturale viennese, ci si può riposare in un parco costruito secondo le antiche regole della geomanzia.

Come da tradizione nei paesi nordici e/o germanici, ciclisti e pedoni sono tenuti in grande considerazione. Ognuno ha le sue piste preferenziali, che sono rispettate abbastanza rigorosamente (non come da noi, dove trovi il pedone in mezzo alla strada e la mamma con carrozzina sulla ciclabile). Una cosa davvero curiosa è l'avere scoperto che il monopattino è un mezzo di trasporto comune a Vienna, non solo per i ragazzi ma anche per normali adulti. In Italia la cosa farebbe abbastanza ridere, ma non qui, dove una mentalità più matura riesce a vederne i vantaggi: è veloce, piccolo, maneggevole, lo si porta in metropolitana o sul tram, e non consuma carburante. In giro si trovano rastrelliere con bici e monopattini parcheggiati gli uni di fianco agli altri.

I bambini degli asili sono uno spettacolo unico a Vienna. Maestri e maestre li portano spesso fuori per attività all'aperto: li ho visti fare di tutto, dalla semplice passeggiata, alla "scuola guida" per biciclette, al giardinaggio, e vengono portati in giro anche in metropolitana. Probabilmente lì vige un diverso sistema didattico e, sempre probabilmente, funziona. Non ho mai trovato bambini viennesi attaccati alle corde, come succede qui da noi. Bastano gli insegnanti, che sono gentili ma molto fermi, a fare incolonnare i bambini ed a tenerli uniti. Se si va in un parco, cappellini di colore diverso servono a non far perdere di vista (o a non cambiare di classe) i pargoli.

Lo street food impera, con chioschi dappertutto, sia di cibo locale che straniero. Chi ha visto il telefilm poliziesco Fast Forward, ambientato a Vienna, troverà la spiegazione del perché i protagonisti mangiano spesso in un baracchino cinese: perché qui ormai è diventato un normale aspetto della vita cittadina. Vi consiglio di non scartare questo lato culinario a priori, e non lasciatevi ingannare da paragoni con l'Italia. Per quello che ho potuto provare la qualità del cibo è molto buona, la birra alla spina è sempre stata all'altezza (anche nel posto apparentemente più cheap), e i prezzi sono in genere più bassi che da noi. Provate i vari tipi di wurstel e nudeln (traduzione tedesca di noodles, i tagliolini orientali) che trovate in circolazione, e sarete in sintonia con il folklore locale.

E se volete saperne di più su Vienna... Basta continuare a seguire il blog. Vi terremo aggiornati e vi racconteremo con maggiori dettagli quello che abbiamo visto. Aufwiedersehen!


Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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2 commenti:

  1. io mi sono innamorata di Vienna in gita di classe in quarta superiore. Era marzo, si gelava e sopratutto...sono passati 13 anni. Mi piacerebbe tanto rivederla in una stagione più mite. Noto con piacere che è piaciuta tanto anche a voi! Aspetto qualche foto e nuovi racconti!!!

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