Il Mondo visto da Shakespeare

Compleanno di William Shakespeare

Happy Birthday Will! Oggi, per chi non lo sapesse, è il compleanno di un uomo che è stato capace, a suo modo, di cambiare un po' il mondo e la mente delle persone.
Nel 1564, ovvero 450 anni fa, nasceva sulle rive dell'Avon, il grande William Shakespeare.
Su di lui ne sono state dette di ogni: che fosse una donna, che fosse un mercante siciliano emigrato in Inghilterra (teoria sostenuta dal grande Giacobbo e da Voyager) o che fosse capace di chissà che potere.
In parte lui aveva un potere magico: il dono di plasmare la parola e di raccontare mondi che non aveva mai visto. Ecco perché oggi voglio parlarvi del Mondo secondo Shakespeare.



Ogni volta che metto i piedi in Gran Bretagna nella mia mente riecheggiano le parole che Caliban recita nella Tempesta: "don't be afraid, this Island is full of noise. Sounds and sweet airs that give delight and hurt not." Non so perché ma io penso sempre alla Perfida Albione quando sento queste parole!

Ci sono persone che nascono con dei doni speciali, come quello di saper raccontare il mondo senza averlo visto. Stando a quello che sono le cronache, William Shakespeare si mosse solo nel sud dell'Inghilterra ma seppe immaginare la Danimarca, la Scozia, la Verona medievale e la Venezia del Rinascimento.
A lui bastavano le cronache del tempo e la mente creava.
Com'è il mondo visto da Shakespeare e cosa si può ancora cogliere di quanto era solito raccontare?

1) Stratford-upon-Avon
Non c'è storia di Shakespeare senza il luogo in cui è nato.
Qui tutto parla di lui e della sua vita, del suo genio e assistere ad uno spettacolo della Royal Shakespeare Company non è cosa da ricconi. I biglietti, se presi con un buon anticipo (per via del numero, non del costo) sono davvero un ottimo affare. E se Stratford non è stato abbastanza vi rimando al punto due.

2) The Globe
Per me la zona del Globe è una delle più interessanti a Londra, una di quelle che parla maggiormente al mio cuore. Il teatro in cui la compagnia di Shakespeare era solito esibirsi si trovava proprio qui ma venne distrutto da un incendio che lo rase al suolo. Al suo posto ora c'è la costruzione attuale, fedele riproduzione dell'antico teatro elisabettiano. La compagnia del Globe è spesso in tournée, anche in Italia. Io stessa, anni fa, vidi Macbeth messo in scena da loro e ancora ho la pelle d'oca. Dato che parliamo di Macbeth, andiamo al punto 3.

3) Macbeth e la sua Cawdor.
Il dramma di Macbeth è preso pari pari dalla storia medievale di Scozia e Shakespeare ha condito il tutto delineando al massimo il carattere dei personaggi.
La Cawdor di quel tempo non esiste più se non nelle fondamenta del castello di Macbeth, ancora visitabile adesso anche se più in veste secentesca che medievale.
Shakespeare ci può fare da guida per un viaggio in Scozia sulla scia di quelle cronache storiche che lui stesso lesse. Ci può portare a da Cawdor a Perth e poi verso il Bosco di Birnam, che vide la fine stessa di Macbeth.
Pensateci se avete voglia di vedere un po' di Scozia d'altri tempi!

4) La Venezia del Ghetto
Il buon William scrisse il Mercante di Venezia leggendo una cronaca tradotta dall'Italiano alla fine del '500.
Lui vide Venezia solo nelle parole altrui e nei disegni che i mercanti di stoffe portavano in Gran Bretagna.
Si immaginò tutto: dall'atmosfera, alle strade, allo splendore di certi ambienti.
La Venezia del Ghetto è anche quella che piace più a me e non vi nascondo di essere andata in cerca più volte di quei famosi cancelli che condannano Shylock alla lontananza dalla sua gente. Essi si trovavano in corrispondenza dei ponti che collegano il Ghetto al resto di Venezia. Ora non c'è più nulla che testimoni la loro presenza. Ma ci restano le parole di Shakespeare!

5) C'è del Marcio in Danimarca
Dite la verità... vi è mai capitato di arrivare in Danimarca e pronunciare questa frase!? A me sì... quello che non mi rende felice è che non sono ancora riuscita ad andare a Helsingør o Elsinore.
Come successo per Macbeth, il castello che si può visitare ora è di stampo rinascimentale e non ha più nulla dell'oscurità vissuta da Amleto.

6) Bosworth e la fine di un'era
Shakespeare seppe modulare e maneggiare meglio di chiunque al mondo una delle tematiche storiche inglesi più ostiche e difficili: quella della Guerra delle Due Rose. Per anni si combatté per determinare di chi fosse il trono, se degli York o dei Lancaster. La lotta finì nell'agosto del 1485 con la Battaglia di Bosworth e con la morte di Riccardo III.
Questa tragedia e la vicenda stessa di Riccardo possono essere il fil rouge per la visita di Leicester e delle zone circostanti, che videro proprio gli ultimi giorni di vita del crudele Re York.
Provate ad andare sul campo di battaglia, ora sede di un museo davvero interessante, e correte sul prato gridando "A horse, a horse, my kingdom for a horse"... è quasi liberatorio.

7) Quella Verona che poi non doveva essere Verona
Che dire di Romeo e Giulietta. A me quella tragedia prende davvero il cuore tanto che tutte le volte singhiozzo come una bimba.
Quello che pochi sanno è che il vero scenario della cronaca non era la città di Verona. La cronaca di Luigi da Porto che Shakespeare lesse parlava di un territorio tra Verona e Vicenza. Ne ho parlato in inglese sul blog di Darjeelin.

8) La Sicilia e gli Spagnoli
E' proprio a causa di questo mondo così distante dalla Gran Bretagna che alcuni ritengono che Shakespeare sia in realtà un tal Guglielmo Crollalanza (ovvero la traduzione di William Shakespeare), un mercante siciliano che si stabilì in UK e che viaggiò per tutta la penisola italica.
Molto Rumore per Nulla ha in sé il sentore speciale di quel mediterraneo in cui gli Spagnoli la facevano da padrona. Come fece il buon William a conoscere così tante cose?

Potrei andare avanti per ore, citando ad  una ad una tutto ciò che questo genio scrisse.
Hikmet una volta disse "Il più bello dei mari è quello che non navigammo" e forse Shakespeare pensava a questo quando scrisse la Tempesta, inventandosi un'isola mai vista se non dentro al suo cuore e alla sua immaginazione.
La Tempesta ha chiuso la sua carriera e la sua vita e per me è qualcosa di splendido.
E' come un augurio per ogni viaggiatore: di vagare per il mondo ma di naufragare con un sorriso su quell'isola che ha sempre sognato. Anche se non sa ancora dove si trovi.

Shakespeare muore lo stesso giorno in cui è nato, il 23 Aprile... nel 1616.
Quasi a farlo apposta il 23 Aprile è il giorno di San Giorgio, il patrono dell'Inghilterra (se siete curiosi, leggete dei patroni di Scozia e Galles). E' come se questo fosse il giorno più inglese di tutto il calendario!

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