Cosa non fare in Sénegal

Cosa non fare in Senegal

Una decina di giorni fa ho scritto un post che raccontava cosa non fare in Galles. Oggi continuiamo su questa scia e vi racconto cosa NON fare in Sénegal, consigli che possono essere validi anche nei paesi con esso confinanti come Mauritania e Mali.

L'Africa Occidentale è formata da un bel po' di stati che vanno dalle ex colonie inglesi a quelle francesi.
La parte che ho conosciuto io è proprio quella occupata dal Sénegal e da quei paesi che citavo nell'introduzione.
Il Sénegal è sempre stato considerato come un'oasi di pace e democrazia all'interno di una zona che spesso risultava tumultuosa e un po' agitata.
Qualche anno fa, anche il Sénegal abbandonò lo stato di pace, in concomitanza con le elezioni presidenziali ma, da quello che ho saputo, ora siamo tornati alla calma di prima... fatta sempre eccezione per la zona Sud, la Casamance, dove ogni tanto scoppia qualche tafferuglio per questioni di confini.
E' un peccato perché questa zona, naturalmente e storicamente, è molto interessante.

Io in Sénegal ci sono stata da sola (per un tot di giorni) e con poca gente (per altri giorni) e non ho avuto problemi. Mi sono affidata a gente locale perché lì c'è sempre un tipo che conosce un altro tipo il cui amico ti può dare un passaggio. Ricordo ancora una coppia che aveva vissuto in Italia; loro mi accompagnarono a Thiès su di una Renault 4 e fu bellissimo. Ci fermammo in mezzo al nulla per acquistare e mangiare un cocomero. Mi sporcai così tanto mangiandolo che tinsi la maglietta una volta tornata in Italia.


Racconti a parte... cosa non fare in Sénegal?

1) Considerare questo luogo un posto rimasto indietro.
La società senegalese è davvero avanti. Se questo luogo vivesse condizioni climatiche più favorevoli forse ce lo ritroveremmo tra i paesi più avanzati. Come il Brasile.
A loro manca l'acqua, non la cultura, non la voglia di fare.
Questo paese ha dato i natali ad un gran politico Africano che fu anche poeta: Lèopold Sédar Sengor.
Qui si discute di società, economia e politica anche nei villaggi. Jeune Afrique è uno dei magazine più diffusi.

2) Avere pregiudizi sul fatto che siano musulmani
In aereo, mentre viaggiavo verso Dakar, ho ascoltato per caso la signora seduta dietro di me parlare col marito. Diceva cose del tipo "ma mi devo mettere il velo?"
Spesso si tende a confondere la religione col fanatismo, soprattutto parlando di Islam.
Il Sénegal è un paese islamico ma laico. La religione è staccata dalla vita politica e civile e, pensate un po', qui hanno sindaci donna!
Io non ho visto niqab o shador. Non ho mai avuto problemi a girare in canottiera ma ho rispettato la loro cultura (v.punto successivo)

3) Dimenticare la cultura
Il fatto che sia un paese avanti e laico dal punto di vista religioso non cancella certi atteggiamenti o comportamenti. E' l'uomo che governa in casa: a lui si chiedono le cose e alla moglie si restituiscono.
Dormivo a casa di una famiglia senegalese che conosceva me e i miei genitori.
Eravamo riuniti per cenare e chiesi dell'acqua rivolgendomi alla moglie dell'uomo che mi ospitava. Lei sorrise e mi fece cenno col capo di chiedere a suo marito. Così feci.
Lui mi porse il bicchiere e poi feci per riconsegnarlo sempre a lui. Chek sorrise e mi fece cenno di darlo alla moglie. Ci misi un po' a capire certe dinamiche, ma fu interessante.

4) Ignorare la madre
Se vi trovate in una stanza con una famiglia senegalese e con loro c'è anche la nonna (ovvero la madre del capo famiglia) la prima ad essere salutata dev'essere proprio la nonna.
Nella società senegalese è la più importante. E' la prima ad essere salutata al mattino e l'ultima a benedirti se sei in partenza. Se vedete una nonna, non ignoratela mai.

5) Sprecare Acqua
Fate attenzione all'acqua. In questa zona d'Africa è preziosa come l'oro. Sicché scordatevi la super doccia e l'acqua in bagno si tira una o due volte al giorno.

6) Chiudersi in un résort di Cap Skiring, Saly o Nianing
Gran bei posti, dove i grandi alberghi si sono assicurati posizioni molto in vista, per il turismo di provenienza per di più francese. Magari qualche giorno qui ci può stare ma io sceglierei di andare, piuttosto, a Popenguine oppure Ngor. Tutto più piccolo, più locale, più vivo e più Africano.

7) Fare il turista a Touba
La città sacra del Sénegal è Touba. Qui si trova la moschea più grande del paese e chi si ritrovano i fedeli durante le più importanti feste islamiche. Questo luogo è un tripudio di devozione, colori, storie e etnie.
Un giro qui è qualcosa di speciale e va vissuto con un atteggiamento molto umile.
Per capire Touba occorre fare un passo indietro, metter via smartphone e macchina fotografica e osservare.

8) Dimenticarsi di contrattare
E' tipico dei popoli arabi e anche di quelli di matrice più africana: qui si contratta.
Se non contrattate la gente si offende.
Un giorno, dalle parti di Thiès, stavo per comprare delle banane al primo prezzo che mi era stato detto.
Avevo fatto i conti e si trattava di un prezzo conveniente.
La signora del mercato si offese e allora contrattai: le tornò il sorriso.
Contrattate tutto!

9) Ridere se si vedono degli uomini per mano
Fuori da Dakar e dalle vie principali delle altre città, di sera non c'è una grande illuminazione.
Per questo motivo, vedrete tanta gente tenersi per mano, a prescindere dal sesso e dalla relazione.
La gente si tiene per mano per non perdersi nel buio e per essere più visibile.
Se girerete di sera con della gente locale, vi potrebbe capitare si sentirvi prendere al mano.
Non abbiate timore e non stranitevi!

Il Sénegal è un gran bel paese, così vicino (5 ore d'aereo dall'Italia), il pane lì buonissimo (Ah, Vive la France!) e ogni persona fa di tutto per accoglierti.
E' un'Africa gentile e dolce, pur essendo totalmente fiera del suo valore e del suo ruolo nel mondo.

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