Cosa mi lega alle Lofoten

Photo: Terje Rakke - Nordic Life
Giorni fa stavo pensando alle Norvegia e alle Lofoten, che fanno parte della mia lista delle isole nordiche da scoprire. Ho seguito con interesse #MagicNorway e credo sempre di più che tra me e quelle isole ci sia un bel legame forte. Un viaggio negli arcipelaghi a Nord della Norvegia è per me qualcosa di grandioso, che sto cercando di compiere già da molto tempo.
Oggi ho deciso di raccontarvi, anche in modo scherzoso, cosa mi lega a quelle terre artiche norvegesi.


Se nasci a Valdagno in provincia di Vicenza, e tua madre è molto legata alla gastronomia locale, vieni svezzato a Maresina, Fioretta, Sopressa e Bacalà. Quest'ultimo rigorosamente con una C sola.
Il Bacalà a la Vicentina, si scrive così, viene erroneamente chiamato baccalà dato che si tratta di Stoccafisso.
Qual è la differenza? Si tratta sempre di merluzzo ma uno è sotto sale e al naturale(il baccalà) e l'altro è affumicato.
L'altro giorno, pensando alle Lofoten, ho capito che il mio legame con quelle terre è primordiale e risale a quando io ero nella pancia della Bruna e lei placava le voglie mangiando il Bacalà.
Come forse già sapete, un tal Piero Querini, nel 1432 approdò per puro caso alle Lofoten, si dice per un naufragio. Fu proprio lì che quell'uomo, veneziano ma molto legato da interessi economici alla provincia di Vicenza, scoprì lo stoccafisso e pensò bene di riportarlo a casa.
Il Bacalà a la Vicentina per me è una cosa serissima, attualmente ne ho un po' in freezer perché non posso vivere senza. In Provincia di Vicenza è viva da molto tempo anche una confraternita che tutela la ricetta originale.
E qui arriva il secondo punto di legame con le Lofoten.
Ai tempi in cui andavo al liceo, la provincia organizzava sempre un viaggio alle Lofoten per, stringere anno dopo anno, un legame saldo e forte con quelle isole che avevano aiutato il piatto vicentino più famoso a nascere. Ogni anno venivano scelti alcuni studenti in rappresentanza della cittadinanza.
Puntualmente facevo domanda e puntualmente non venivo scelta.
Fu proprio dando da bere alla piccola pianticella di speranza che avevo nel cuore che scoprii come gira il mondo: se non eri raccomandato, quel viaggio non lo facevi.
Ho passato anni buona buona senza pensare a quelle isole quando... ecco che arriva l'esame di storia della Lingua Italiana all'Università di Padova.
Per il monografico studiai parte dei diari di Querini e di nuovo la mia mente partì per Oslo, superò i fiordi e puntò verso le Lofoten.
I destino a volte è davvero beffardo: ti mette davanti tutto ciò che vuoi ma nello stesso tempo ti lega le mani per non farti cogliere ciò che vorresti.
Mi ricordo ancora all'esame... ero lì che parlavo con il Prof e raccontavo le avventure di un uomo, la parte del quale avrei interpretato volentieri in epoca moderna.
Quello che ho capito da tutto questo "meti e cava", per dirla alla veneta, è che il Bacalà è qualcosa di intramontabile nel mio cuore e che le Lofoten stanno sempre là.
Io sono diventata grande e sono diventata una viaggiatrice più consapevole... ma resto sempre una grande sognatrice.
Quello che so per certo è che prima o poi ci arriverò, lo so, e quel giorno mi presenterò a qualcuno del posto, magari proprio di Røst, dove approdò Querini, dicendo con voce fiera: "Hei, jeg i ver Vicenza"

Mai avrei pensato che il legame con un luogo così lontano fosse il posto in cui sono nata.

Viaggio a Røst Norvegia
Questa è Røst - Foto da Panoramio.com

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