Fotografare in viaggio #2: foto d'architettura



Architexture 4
Architexture #4 - Manchester (England), Media City UK ©2012 Gianluca Vecchi

Gran parte dello spazio nei rullini e nelle schede di memoria dei viaggiatori è occupato da foto d'architettura. Dalla standing stone neolitica al palazzo ipermoderno, con tutto quello che c'è in mezzo, riprendere e conservare immagini delle costruzioni che si incontrano nei luoghi che visitiamo è una delle cose più normali ed istintive. Con alcuni semplici accorgimenti, però, i nostri scatti possono diventare qualcosa di più di semplici ricordi in un album o sul desktop di un computer: vediamo insieme i principali.

Cominciamo da una cosa che sembra ovvia ma non lo è affatto, e cioè la scelta dei soggetti. Non limitatevi a fotografare le cose più scontate, ma cercate sempre l'originalità. Il monumento famoso è stato immortalato miliardi di volte, ma forse a due passi da lì c'è un antico negozio di cui quasi nessuno sa niente e che sarete tra i pochi a documentare. Lo stesso monumento famoso può essere ripreso in modalità e situazioni diverse, che possono dare valore aggiunto ad un soggetto ormai abusato. Metteteci il vostro zampino, insomma.

Non escludete a priori la presenza di persone in questo tipo di immagini. Quando si fotografa architettura è istintivo concentrarsi solo sul soggetto escludendo tutto il resto, ma in realtà gli esseri umani possono essere molto utili per i vostri scopi. In primo luogo una persona fornisce una scala di misurazione, che serve a dare l'idea delle dimensioni di ciò che state fotografando. Come rendere bene l'idea che un edificio è gigantesco o minuscolo, oppure che una gradinata è lunghissima? Piazzateci qualcuno et voilà, il gioco è fatto.

Le persone possono dare quel tocco di originalità di cui parlavo poco prima. Faccio un esempio estremo: una  baita tirolese con sciatori è banale, con turisti giapponesi in kimono è originale. Non è però detto che gli esseri umani debbano sempre essere in contrasto con il soggetto da riprendere. Per fare un altro esempio estremo: una centrale elettrica sarà certamente descritta meglio da normali operai in tuta che fanno un lavoro particolare (come smontare una turbina), piuttosto che da gente inusuale (tipo i giapponesi in kimono di prima).

Le persone servono anche a contestualizzare l'architettura, cioè a far capire che ambiente si descrive e per cosa è utile (o inutile). Una casa in rovina con gente dal volto cupo può significare distruzione e arretratezza, ma con gente che sorride può significare ricostruzione e fiducia nel futuro. Se la stessa gente triste o allegra è ripresa in un quartiere appena sorto, la vostra foto potrebbe rendere l'idea che quel quartiere è triste (e non gradito) o allegro (e gradito). Oppure un moderno ospedale senza medici in camice e malati sofferenti potrebbe sembrare solo un albergo o un centro benessere. E, molto semplicemente, la presenza di persone può far capire che un luogo è abitato stabilmente.

Molto importante è la scelta tra bianco e nero e colore, che è ben più di una questione di gusto personale ed incide sulla qualità finale della vostra foto, oltre che sul concetto che volete trasmettere. Un grattacielo moderno e futuristico sarà rappresentato meglio e più elegantemente dal bianco e nero, che fa risaltare la forma e la geometria; mentre un'edificio riccamente decorato in toni diversi sarà descritto meglio dal colore.

Il bianco e nero di solito accentua il senso di desolazione e tristezza: quindi se siete in un quartiere povero e disagiato, e volete sottolineare questo aspetto, dovreste riprendere in bianco e nero anche un coloratissimo murale. Al contrario, il colore esalta l'allegria e la felicità: lo stesso murale, in un quartiere modesto ma tranquillo e dignitoso, al naturale descriverà meglio queste caratteristiche. Il bianco e nero è anche il tono che si associa facilmente alla solitudine ed alla severità, mentre il colore si accosta solitamente alla spensieratezza ed alla compagnia. Quindi potreste, ad esempio, fotografare uno stesso monastero nei due modi, a seconda che vogliate rimarcare la dura rinuncia dei monaci ai piaceri del mondo (bianco e nero), oppure il sereno isolamento dai suoi problemi (colore). Gli esempi sarebbero infiniti, comunque il concetto alla base credo sia chiaro.

La composizione dell'immagine è un altro fattore da tenere bene in considerazione, anzi, direi che è il principale. Con una buona composizione potrete ricavare una bella foto anche in condizioni avverse e con mezzi modesti.

Innanzitutto è utile, quando possibile, mettere il soggetto in un contesto che ne giustifichi l'esistenza e ne sottolinei l'utilità attuale o passata (lo abbiamo visto prima parlando delle persone). Ad esempio, la foto di una fontana sarà molto più significativa se scattata mentre qualcuno ci beve, come quella di un porto quando è pieno di barche, o quella di una piscina quando ci sono nuotatori.

La regola dei terzi non va mai dimenticata, specie per soggetti solitari come torri, fari, monoliti, eccetera. Posizionarli decentrati su linee e punti forti (detti anche d'interesse) dà loro più enfasi e rende l'immagine più gradevole all'osservatore, piuttosto che piazzarli istintivamente in mezzo all'inquadratura. Questa regola non va applicata ad occhi chiusi, perché ci sono casi (come in quello delle aberrazioni, delle quali parlerò tra poco) in cui può essere inutile e nociva per ovvie questioni di geometria. Per esempio, volete sottolineare che un certo palazzo domina un quartiere? Usate la regola dei terzi. Volete invece far vedere che lo stesso palazzo è fatto da due parti esattamente speculari? Ponetelo al centro dell'inquadratura.

Componete bene anche la geometria stessa di edifici e manufatti, sempre quando è possibile. Quindi le linee diagonali in genere è più gradevole ed elegante che finiscano esattamente negli angoli dell'inquadratura, piuttosto che a caso sul bordo. Anche dirigere certi particolari appuntiti verso gli angoli (tipo i piccoli gargoyle che a volte si trovano sulle grondaie) rende più accurata la composizione. Le linee come spigoli, bordi di finestre, scalini, mancorrenti, eccetera, possono essere sfruttate anche come cornici e/o indicatrici all'interno della foto, delimitando particolari interessanti o indirizzandovi l'occhio dell'osservatore.

Due cose spesso lasciate al caso e quindi soggette ad errori sono le scelte di lunghezza focalepunto di ripresa, parametri che possono causare aberrazioni dell'immagine. Gli obiettivi con lunghezza focale corta tendono a distorcere linee e forme, regalandoci le tipiche foto con pali arcuati stile Charlot e pareti a barilotto (il famoso effetto grandangolo). Avere un punto di ripresa non allineato in senso orizzontale o verticale, tenere cioè la fotocamera storta rispetto al soggetto, causa l'inclinazione delle linee (le altrettanto famose linee cadenti), effetto che tutti hanno visto fotografando un campanile dal basso ed ottenendo così un appuntito obelisco in stile egizio.

Le aberrazioni possono essere pregi o difetti, dipende da cosa volete ottenere. Ad esempio, se vedete la facciata di un grande edificio con tante finestre tutte uguali, e volete riprodurne la geometria e la simmetria, avere linee curve e cadenti non è molto bello. La foto in grandangolo di una piazza è un'immagine gradevole ed apprezzata, mentre una casa che sembra una botte non è un gran risultato; riprendere un via di sbieco ne sottolinea la lunghezza, e fotografare un edificio dal basso gli regala dinamicità e imponenza; mentre se usate una finestra come cornice per un particolare, ma le linee sono tutte storte e inclinate, l'immagine non sarà efficace. Eccetera, eccetera. I casi sono molti e diversi, comunque il principio di base è questo: se il vostro scopo è rigoroso e descrittivo dovreste evitare le aberrazioni, mentre se è ludico o artistico potete anche ricercarle (in modo ragionato, s'intende).

I programmi di post-produzione come Photoshop hanno strumenti che entro certi limiti correggono le aberrazioni. Se queste sono lievi si possono anche eliminare completamente, tenendo però conto che la correzione di una distorsione è anch'essa una distorsione, che va ad incidere su altre parti dell'immagine allungandole, accorciandole, incurvandole o inclinandole. Se poi grandangolo e linee cadenti sono combinati, può essere molto difficile bilanciare le rispettive correzioni, ottenendo comici risultati (come spigoli di case e lampioni che sembrano serpenti). Quindi il metodo migliore per ottenere un'immagine il più possibile geometricamente corretta è farlo mentre scattate, scegliendo la focale giusta e facendo attenzione a dove vi mettete e a come tenete in mano la fotocamera.

Infine, il consiglio che ritengo più importante: usate la creatività, ma con intelligenza. Fare foto storte o sfocate a caso di un grattacielo potrebbe anche portarvi molti like e fave in un social network, ma molto difficilmente porterà miglioramenti alla vostra tecnica.


Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
La riproduzione è vietata e l'originale si trova solo su Emotion Recollected In Tranquillity.

2 commenti:

  1. Bellissimo post ricco di spunti. Amo la fotografia, soprattutto in viaggio.
    Perfettamente d'accordo sull'importanza della presenza di uomini quando si fotografano grandi edifici. La prospettiva è fondamentale! :)

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    Risposte
    1. Grazie Manuela per la lettura ed il commento. Sono contento che il post ti sia piaciuto, e ti abbia dato spunti per la tua passione. Spero tornerai a trovarci!

      Ciao,
      Gian

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