Un'escursione al Corno alle Scale

Escursione al Corno alle Scale

Il Corno alle Scale è una splendida montagna di 1944 m. o 1945 m. (a seconda di dove leggete i dati) che si trova nell'Appennino settentrionale, in provincia di Bologna ma a due passi da quelle di Modena e Pistoia, e inclusa all'interno del parco regionale omonimo. Questo territorio ha diverse attrattive non solo naturalistiche: parlando delle principali cito il conosciuto comprensorio sciistico, il Santuario della Madonna dell'Acero, le Cascate del Dardagna, il Lago Scaffaiolo con l'adiacente Rifugio Duca degli Abruzzi, la presenza delle aquile ed una manciata di bei paesi.

Al Corno si può accedere da diverse vie, così come nel suo circondario ci sono molti diversi sentieri che portano da altre parti, ad ogni modo oggi vi presento un percorso ad anello che è un classico dei classici dell'escursionismo appenninico. Questo percorso è davvero pregevole perché riunisce in sé molti aspetti: porta in vetta ad un "quasi 2000", ha una parte avventurosa, un'altra rilassante e comunque tutto si svolge in una bellissima cornice paesaggistica. Ha il solo inconveniente costituito dalla presenza della "ferramenta" sciistica, come tralicci e impianti di risalita, a rovinare un po' il panorama. Comunque armatevi di mappa, cartacea o elettronica, e seguitemi.

Per iniziare si arriva al parcheggio delle piste da sci nelle vicinanze del Lago Cavone e del rifugio omonimo, un po' dopo il Santuario della Madonna dell'Acero: il sentiero che porta al Corno parte proprio vicino a questo piccolo bacino artificiale. Dopo alcuni minuti di salita tra gli alberi si arriva in una bella valle di origine glaciale, un cosiddetto circo, che si percorre tenendo la sinistra fino a salire verso un passo detto del Vallone. Da qui volgendovi a destra vedrete l'inconfondibile sagoma del Corno alle Scale, e capirete anche l'origine del suo nome.

Sulle prime questa vista può intimorire, specie gli escursionisti alle prime armi. La via che porta in cima segue una cresta all'apparenza molto ripida chiamata Balzi dell'Ora, e non per niente questo sentiero è classificato EE (per escursionisti esperti). In realtà è peggio da lontano che da vicino, è percorribile anche se non siete Messner e permette di divertirsi con alcune facili arrampicate sulle rocce. Richiede comunque un po' di esperienza di montagna, discreta forma fisica (alcuni tratti "tirano" molto) e soprattutto assenza di vertigini: se qualcuno si spaventa o si blocca per questo motivo, la discesa per la stessa via sarebbe (come accade spesso in montagna) molto più difficile della salita. Per riassumere il concetto: non è un'ascesa da compiere tanto per farsi una passeggiata.

Giunti in vetta vi troverete al cospetto di una grande croce metallica, che pare un traliccio dell'alta tensione. Sebbene possa sembrare scenografica, sinceramente sono fra quelli che non capiscono il motivo di deturpare una montagna con della ferraglia (come se non ne vedessimo abbastanza nelle nostre città). Comunque, se avete la fortuna di trovare tempo bello e aria limpida, vi potete riposare dalla fatica godendo di una magnifica vista sui monti e le valli circostanti.

Esaurita la parte avventurosa della gita, ora comincia quella rilassante. Dalle croce parte un chiarissimo e facile sentiero, che potete seguire a vista e che vi porterà verso il Lago Scaffaiolo, un piccolo specchio d'acqua apparentemente di poca importanza. Ma non fatevi ingannare, perché invece nasconde diversi aspetti interessanti ed anche misteriosi, è stato studiato da scienziati come Cassini e Spallanzani, e citato persino da Boccaccio. Questo lago non è di origine glaciale, non ha pesci ma solo rane, ed è praticamente privo di alghe (caratteristiche comuni ad altri bacini simili nell'Appennino). Non ha immissari, emissari e nessuna sorgente idrica evidente, ma d'estate il livello dell'acqua non cala. Questa stranezza ha alimentato diverse leggende, tra le quali la presunta mancanza di fondo o la presenza di canali che lo collegavano al mare e che potevano risucchiare le persone. In realtà la profondità non arriva ai 3 metri, e la scarsa evaporazione è dovuta principalmente al terreno particolarmente impermeabile.

Sul Lago Scaffaiolo aleggia da secoli una leggenda: se vi si lancia dentro un sasso si scatena una tempesta. Questa diceria affonda le radici nella verità scientifica, tanto da apparire reale. Molto semplicemente, in questa zona il clima è altamente instabile a causa dello scontro di masse d'aria con diversa temperatura ed umidità, ed è possibile passare dal sereno alla pioggia nel giro di minuti. Sono stato diverse volte in loco e posso testimoniare che nell'arco di una giornata il meteo non è mai rimasto stabile. Anni fa, durante un'escursione in marzo, ho iniziato il giro col sole e le maniche corte, a metà giornata è nevicato, ed ho finito col sole e le maniche corte. Quindi, se scagliate un sasso nel lago con l'intento di stupire gli amici e far piovere, avete un'alta probabilità di farvi una fama come streghe e stregoni.

Vicino al lago troverete il Rifugio Duca degli Abruzzi, il più antico dell'Appennino settentrionale essendo stato fondato nel 19° secolo, che offre alloggio, servizio bar e ristorante. È aperto tutto i giorni d'estate, e nei fine settimana durante il resto dell'anno. Dal rifugio infine vedrete un ampio sentiero in discesa, una vera e propria strada sterrata (che d'inverno diventa una pista da sci) che senza difficoltà vi riporterà al parcheggio da dove siete partiti. Iniziando di buon mattino questo anello si compie tranquillamente nell'arco di una giornata, anche per i camminatori più lenti.

Vi sconsiglio sentitamente questa escursione nei mesi invernali: con ghiaccio e neve la salita al Corno alle Scale può presentare difficoltà alpinistiche, mentre la presenza di pista da sci e da fondo vi precluderebbe l'accesso a molte zone del percorso. D'estate, anche col cielo più terso ed il sole più luminoso, portate con voi giacca, pantaloni e coprizaino impermeabili, ed una maglietta di ricambio: la pioggia è sempre in agguato. In primavera ed autunno portate qualcosa di caldo da indossare (fleece e/o giacca a vento): per l'instabilità meteorologica la temperatura può abbassarsi di molto, anche se in partenza è alta. E, anche se i sentieri sembrano facili da trovare, non dimenticate mai la cartina.


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