La Scozia e Festa di Sant'Andrea

Festa di Sant'Andrea Scozia
Foto da Flick
Oggi è il 30 Novembre, il calendario ci dice che è Sant'Andrea e la Scozia è in gran festa.
Vivendo ormai nel Villaggio Globale da molti anni, siamo abituati ad un certo meltin pot delle Feste Nazionali o tradizionali.
Pur abitando in Italia, e essendo vissuti decenni senza, ci auguriamo buon Halloween e, pochi giorni fa, ho letto tweet e post su Facebook che auguravano buon giorno del Ringraziamento così... solo perché era tale giorno.
Eh?!?! Sono rimasta stranita.

Alla scoperta dei Chippy

Dove mangiare Fish and Chips
© 2013 Giovy

Questa meraviglia untissima che vedete qui sopra è un magico pezzo di merluzzo, pastellato a dovere, fritto per bene e servito su di un letto di patatine pazzesche: in poche parole è il Fish and Chips.
Siccome oggi è venerdì, mangiamo pesce e facciamo un viaggio tra i migliori "Chippy" di Inghilterra, Irlanda, Scozia e Isola di Man.

Leaving New York

Picture from Wikimedia Commons

Lasciare New York non è cosa facile.
Lo dicono anche i R.E.M. in una canzone che ho sempre adorato.
Spesso leggiamo su guide e internet come arrivare in una data città. Oggi mi sono messa in testa, invece, di raccontarvi come lasciare la Grande Mela nel modo migliore.

La Finlandia on the road

Viaggio in Finlandia on the road
Picture from 500px.com
Un viaggio in Finlandia on the road è un'esperienza che non si dimentica di certo.
Io l'ho fatto d'estate, quando le giornate sono pressoché infinite, la temperatura è gentile e le zanzare sono in tenuta da anti-sommossa.
Già, le zanzare in Finlandia!
Quando pensi ai paesi scandinavi non si considera mai la presenza di strani insettini da quelle parti.
La Zanzara è il simbolo nazionale delle Finlandia estiva e ci vogliono repellenti potenti per non essere punti. La buona notizia è che di giorno non ci sono ... lì le zanzare tigre devono ancora mettere zampa.
Punture a parte, viaggiare in Finlandia è tranquillo e molto rilassante.

Amsterdam in Inverno

Viaggio ad Amsterdam in Inverno
Picture from Flickr
Un viaggio ad Amsterdam in inverno e, a mio avviso, qualcosa di indimenticabile.
Trovo che il freddo si addica molto a certe città. Amsterdam fa di certo parte di questo gruppo anche se devo ammettere che la Capitale Olandese è fantastica in tutte le stagioni.
Le ho provate tutte, tranne che l'estate. Occorrerà rimediare!
Quando ero piccola passavo un po' di tempo con la mia nonna materna.
Nella sua libreria c'erano tre libri che prendevano particolarmente la mia attenzione di bimba lettrice: Piccole Donne, Piccole Donne crescono e Pattini d'Argento:
Di quest'ultimo adoravo la copertina perché c'erano i pattinatori sui canali di Amsterdam ed io sognavo di poter vivere un'avventura simile.

Dove andare a Capodanno

Dove andare a Capodanno
Picture by Takanori Kishikawa @ 500px.com
Quante volte vi siete trovati nella situazione in cui qualcuno chiede: "Cosa facciamo a Capodanno?"
Io un bel po', almeno da che ho ricordi chiari.
Vengo dal Veneto e tra e i miei amici di diceva sempre "Sa femo l'Ultimo?" tanto che una volta volevamo mettere dei manifesti bianchi (non esistevano ancora i Social) in giro per Valdagno, il mio paese, e chiedere a tutti quelli che non avevano idea di cosa fare di iscriversi lì, così poi avremmo fatto una festa.
Crescendo, la domanda da parte mia è cambiata da Cosa Facciamo a Dove Andiamo perché sono sempre stata una di quelle che prendeva, partiva e andava.
Non ho mai amato molto i veglioni, i vestiti sbarluccicanti e le pettinature che dovevano stare su per tutta la notte. Per me capodanno era andare da qualche parte, col mio piumino ben allacciato e bardata per il freddo. Ai tacchi ho sempre preferito gli anfibi.

Il giorno del Doctor Who

Picture for courtesy of Doctor Who Official Page
- Who are you?
- I'm the Doctor
- The Doctor ... who?

Oggi è The Doctor's Day. Oggi si celebra il Cinquantesimo compleanno di quello che è il personaggio più longevo di ogni serie televisiva comparsa al mondo.
Pariamo dall'inzio.
Era il 23 Novembre del 1963 quando la BBC mandava in onda una serie che avrebbe inchiodato agli schermi tutto il Regno Unito.

Moelfre, un sospiro per il Galles

Galles Moelfre

Oggi ho voglia di ricordare una bellissima giornata d'estate passata in parte a Moelfre, sferzata dal vento gentile del Galles e addolcita da un sole che portava la temperatura a circa 23°.
Non male per un Agosto in Galles, non male anche perché avevo portato con me la protezione solare che, per una che ha la pelle chiara come la mia, ci vuole proprio.
Quel giorno eravamo partiti alla volta di Amlwch, che si pronuncia Amluk, un paesino gallese dal porto molto particolare, a nord dell'Isola di Anglesey.

Nr.1 Royal Crescent

Bath Royal Crescent
Nr. 1 Royal Crescent, Bath - © 2013 Giovy
Per scrivere questo post dovrei ingentilire un po' i miei modi, sedermi in punta di divano con una tazza di Earl Grey profumata e vestirmi come la grande Jane Austen.
Oggi vi vuole classe perché si parla del nr.1 del Royal Crescent a Bath.
Appena sono arrivata in quella città del Somerset, ho posato lo zaino, messo i sandali e mi sono diretta dalle parti dei Marlborough Buildings, proprio davanti ai prati che guardano il Royal Crescent.
Questo complesso di case (sono circa 30) è stato costruito alla fine del 1700 in pieno periodo Regency e, assieme al Circus, è il complesso di case più famose di Bath.

Ancora un giro al pub!

Foto di Gianluca Vecchi
Vi è piaciuta la prima puntata di questo giro dei Pub?
Come promesso andiamo avanti con questo secondo post perché ci sarebbero non so quanti luoghi da segnalare, vivere e conoscere.
Ogni volta che cito un pub chiudo gli occhi e mi ritrovo là: ne sento i profumi, percepisco il legno del pavimento sotto i miei piedi e tocco con le mie mani quel bancone che, secondo me, ne ha molte da raccontare.
Il pub è proprio come un libro da aprire, leggere e assaporare fino all'ultima parola.

Ritorniamo quindi a fare il nostro mega-viaggio nelle Isole Britanniche & Company.
Da dove ripartiamo?

L'Argento Vivo di Madrid

Gran Via Madrid
Picture by Almer Frades @ 500px.com
Quando sono arrivata a Madrid per la prima volta, scesi dall'aereo e con i miei amici (i miei due Hermanos) si partì immediatamente per Toledo.
Non feci tempo a rendermi conto che ero arrivata in Spagna che subito mi ritrovavo di nuovo in viaggio.
Mio fratello mi aveva già descritto tutta la strada da Barajas a Toledo, così ... con l'immaginazione e la sapienza di chi quella strada l'aveva fatta non so quante volte col suo camion in solitaria.
Già, mio fratello conosceva bene le strade di Spagna e la sua conoscenza mi fu molto utile in quel viaggio.
Vagammo tra Spagna e Portogallo per 2 settimane. E poi tornammo a Madrid.
Il nostro B&B si trovava in una zona che più centrale non poteva essere: tra la Gran Via e Callao.
Mi ero impressa nella mente quelle due fermate della Metro come non so cosa in quei giorni.
Arrivavamo da giorni fatti di mare e vento dell'Oceano.
Arrivavamo dal fatto di aver attraversato l'Extremadura e il suo quasi deserto.
Ritorvarmi a Madrid fu un vero e proprio colpo.
La città sembrava avere l'argento vivo addosso e mi piacque parecchio.
Madrid ha un'aria totalmente diversa da Barcellona, sono due mondi come lo sono Marte e Venere.
Io mi ritrovavo proprio in un luogo che andava sbucciato come la migliore e più sugosa delle Arance.
Di Madrid tutti conosciamo la grande movida e il fatto di non spegnersi mai.
Io la osservai per bene una mattina all'alba.
Durante un altro viaggio, fatto per lavoro.
Era prestissimo ma non perché fossi andata ancora fuori dalla sera prima ma, in perfetta contro-tendenza, ero sveglia perché dovevo andare andare all'aeroporto.
Ovviamente ero sempre in zona Gran Via - Callao... non so perché ma in quelle chiassose e grandi strade mi sento come se fossi a casa mia.
Scesi in strada molto prima che aprisse la metro, saranno state le 5.
La gente era ancora in giro, con la stessa sensazione addosso di quando finisce un grande spettacolo e metti tutto via per andare a casa.
Passeggiai in vano e, chissà perché, nella mia testa ero convinta di trovare qualche panificio aperto per recuperare qualche dolcezza per rendere migliore il mio risveglio mattutino.
Camminai tra la Chueca e poi a Malasaña, dove tutte le saracinesche erano abbassate e i marciapiedi erano popolati da qualche sopravvissuto della notte precedente.
Incrociai lo sguardo di un passante. Sorridemmo entrambi.
Trovai delle brioches dolci, non so per quale strano regalo del destino.
Tornai sulla Gran Via con la consapevolezza di aver guardato Madrid nuda quel mattino.
La città era denudata del suo casino, delle sue auto, del suo eterno fragore.
Sembrava davvero un'attrice stanca che, però, non aveva perso quel bellissimo argento vivo che contraddistingue la sua espressione.
Arrivarono le 6, presi la metro e mi lasciai ipnotizzare dal rumore dei vagoni e del loro viaggio.
Barajas non mi sembrò mai così vicino.

Mi manca Spoleto!

Spoleto Umbria
Foto © 2013 Giovy
L'altro giorno sono andata al Supermercato e, nel reparto pasta, ho trovato un pacco di Strangozzi.
Mi è subito partito l'embolo della nostalgia per Spoleto.
Ho passato in Umbria poco più di una settimana, a Luglio.
Sono stati giorni intensi, segnati da tempi stretti ma anche da bellissimi momenti di contemplazione.
Era una vita che non andavo in Umbria e non so dirvi il perché.
Non appena il treno è arrivato dalle parti di Narni, tutto ci è ricomposto nella mia mente: era come se on avessi mai lasciato quelle terre... era come se quel verde non fosse mai uscito dai miei pensieri di viaggiatrice.
Una volta approdata a Spoleto, mi sono innamorata di quel colore di rosa misto a beige (non troverei nessun altro modo per definirlo), tipico degli edifici di quella zona.
Al sole sembravano assumente le tonalità dell'oro.
Verso sera si ingentilivano e viravano al rosa con una dolcezza quasi impalpabile.
Ho pensato in questi giorni a Spoleto e ho capito a cosa mi manca.
Mi mancano quelle colline, orgogliose e alte, coperte di verde... slanciate verso il cielo quasi volessero essere monti.
Mi manca il panorama dalla Rocca Albornoziana, nome che non imparerò mai a dire bene.
Scambio sempre qualche lettera.
Da lassù, in una bella giornata, si vedeva fino a Spello... o almeno così diceva una placca posta sul bordo di un belvedere che non avrei lasciato mai.
Mi mancano i manicaretti del Ristorante Apollinare, dove uno chef giovane e, allo stesso tempo, fantasticamente bravo era capace di regalarci l'Umbria intera con i suoi piatti.
Mi mancano i suoi Strangozzi, ai quali ho pensato proprio al supermercato.
Mi manca quella caramella di pastasfoglia ripiena di caciotta.
Potrei stare qui mille anni ad elencarvi i suoi manicaretti ma il consiglio migliore che vi posso dare è quello di farvi un giro in centro a Spoleto e testare personalmente la sua cucina.
Mi manca il fondo sconnesso delle strade del centro dove ciotoli e sanpietrini la facevano da padrona e, malgrado i sandali bassi, le mie caviglie tremavano ad ogni passo fatto senza attenzione.
Mi manca il vento che, puntuale ogni sera alle 18 circa, arrivava a rinfrescare le sere d'estate.

Quello che mi viene da dire è che a Spoleto ci sono proprio stata bene.
In Umbria sono stata bene ed ho già tanta voglia di tornarci.
Magari se arrivasse anche il pagamento che mi spetta...
Aggiornamento di Gennaio 2014: dopo 5 mesi... ce l'hanno fatta a saldare quanto mi spettava.

Tempo di Mercatini di Natale

Mercatino di Natale di Norimberga
Foto da Mercatinidinatale.com
Proprio ieri pensavo che non manca molto a Natale, anzi.
Questo è proprio il periodo in cui i mercatini di Natale spuntano come funghi in molte città del mondo.
Ci sono luoghi dove la tradizione dei mercatini è vera, storica, legata alla città.
Ce ne sono molti altri dove i banchetti spuntano per un puro gusto commerciale.
Non è il caso delle città di cui vi racconto oggi.
Questi luoghi sono molto diversi tra di loro per storia, posizione e tradizione.
Cominciamo con quello che, forse, è il più tradizionale e natalizio.

Il primo mercatino di cui vi parlo è il mercatino di Norimberga: il Christkindlesmarkt.
Si tratta di un mercato di lunga tradizione, molto scenografico.
Si hanno documenti certi dello svolgimento di questo mercato già dal 1600 ed è stato interrotto solamente dalla Seconda Guerra Mondiale, quando Norimberga è stata quasi rasa al suolo.
L'edizione 2013 apre il 29 Novembre e chiude alla Vigilia di Natale.
Si svolge nella Hauptmarkt Platz che, vi assicuro, è davvero bellissima in ogni stagione.
Norimberga è una città molto interessante e comoda da raggiungere anche col treno.
Il centro si gira a piedi e con la Nürnberg Card vi semplificate molto la vita.

Il secondo luogo è Salisbury.
Se leggete questo blog sapete già quanto il Wiltshire mi abbia colpito.
Giorni fa riguardavo vecchi biglietti di Natale che ho conservato: alcuni avevano immagini tipicamente natalizie con Alberi addobbati e pacchi regalo. Altri rappresentavano dei villaggi addormentati sotto la neve. Osservando questi biglietti mi sono resa conto come quei disegni rappresentassero la campagna inglese in versione natalizia.
Salisbury a Natale si trasforma e la sua piazza principale diventa un mercato.
Perché non regalarci un po' di gusto inglese in questo Natale?
Il Salisbury Christmas Market comincia il 28 Novembre e termina il 21 Dicembre.
Giusto in tempo per andare a Stonehenge per il Solstizio d'Inverno (che secondo molti studiosi è il vero motivo per cui Stonehenge è stata costruita)

Per il terzo mercatino torniamo in Italia, in quella città di cui ogni tanto devo parlare, perché le voglio molto ma molto bene: Rovereto (avevate indovinato??)
In questa città trentina il Natale assume una connotazione molto "di mondo".
Il mercatino di Rovereto, infatti, si chiama il Natale dei Popoli e già dal logo, ispirato all'estetica di Fortunato Depero, promette già bellissime cose.
Il mercatino si ispira a valori di condivione, pace, dialogo tra le popolazioni mondiali.
E' o non è una figata questa?
Comincia il  22 Novembre e termina il 6 Gennaio.

Come successo per il post sui pub ieri, anche per i Mercatini non si finirebbe mai di scrivere.
Questi sono tre consigli ai quali tengo davvero molto... voi dove andrete?

In giro per pub

Foto © Gianluca Vecchi
Se andare in giro per club si dice "let's go clubbing", andare per pub si può dire "let's go pubbing"!?
Ecco, questo post inizia con una domanda... ma anche con molte certezze.
Le cose certe che voglio mettere nero su bianco qui sul mio blog di viaggi sono i nomi di qualche pub che, a mio avvisio, merita particolarmente.
Andar per pub è una di quelle magnifiche attività che si possono intraprendere quando si è in giro per le Isole Britanniche.
Se anni di guerre e rivendicazioni politiche e di origine hanno diviso queste isole in almeno 4 nazioni (facciamo 5, ci aggiungiamo la Cornovaglia), il gusto del Pub è un elemento di comune tradizione che mai passerà.
Da un bel po' di anni è nata la CAMRA, acronimo che sta per Campaign for the Real Ale, ed è una cosa per la quale bisogna ringraziare il cielo.
La CAMRA è diventata un'associazione fondamentale per mantenere viva la realtà dei pub di qualità in tutto il Regno Unito e oltre. Se avete in mente di cercare una buona lista di pub della zona in cui state per andare ... consultate il sito di questa associazione, non tradisce mai!
Ovviamente, i pub associati alla CAMRA servono per lo più Real Ale e birre legate al territorio, birre che sono qualitativamente significative.
Se andate in posti come Irlanda, Inghilterra, Galles, Cornovaglia, Scozia e Isola di Man cercate di andare oltre al fatto di bere delle birre commerciali.
Ci sta la pinta di Guinnes appena arrivati a Dublino, ma aprite gli occhi quanto entrate in un pub: ci saranno birre dai nomi sconosciuti che non chiedono altro che essere assaggiate.
Provate! Andate oltre ciò che già conoscete! Siete o non siete viaggiatori?
Ecco quindi la mia lista di pub tutti da scoprire.

1) The Black Boy Inn
Northgate Street, Caernarfon, Galles
Ho dedicato un post a questo pub perché è stato tappa fissa dei giorni che ho passato a Caernarfon.
E' uno dei pub più vecchi di tutta la Gran Bretagna e ha una bella storia da raccontare.
Qui c'è la Purple Moose, una delle Real Ale più buone che abbia mai bevuto.
Inoltre, la cucina è qualcosa di speciale e viene servita a tutte le ore (cosa non scontata per un pub)

2) The Ship Inn
Red Wharf Bay, Anglesey, Galles
Anche di questo luogo vi ho già parlato e vale quanto scritto per il Black Boy Inn.
Qui si mangia solo ad orari prefissi, chiedete al banco.
La Real Ale migliore servita qui è la Rampart, della Conwy Brewery

3) The Dispensary
87 Renshaw Street, Liverpool, Inghilterra
Toh... anche del Dispensay ho già parlato e questo è proprio un pub ruspio, vero e totalmente da gente del posto. Il publican è un uomo di poche parole ma mai scortese.
Qui non si mangia e vi consiglio di frequentarlo intorno alle 17, quando si anima della gente che torna dal lavoro. Avrete uno spaccato splendido della vita di Liverpool.
Birra consigliata: Mark's Mild

4) The Conan Doyle
73 York Place, Edimburgo, Scozia
Non sempre i pub di qualità sono indipendenti. Ci sono anche delle catene storiche che possiedono pub in tutto il regno unito. La Nicholson è una di queste e i suoi pub sono tradizionali, ben curati, con un'offerta davvero ottima. Questo è davvero un grande pub.
Si mangia bene (è spesso pieno, mettevi in lista magari) e c'è un trionfo di Real Ale!
Io qui ho assaggiato una 80/. (Si chiama proprio Ottanta Scellini, è una tipologia di birra scozzese) davvero buonissima.

5)The Castle Arms
the Quay, Castletown, Isola di Man
Conosciuto anche come Gluepot, questo è proprio un pub bellissimo.
Ci sono entrata in un giorno piovosissimo e m'ha scaldato anche l'anima. La birra da scegliere qui è quella che volete, purché sia Okells, il birrificio dell'isola.

6) The Shore Hotel
Old Laxey Hill, Laxey, Isola di Man
Questo non è solo un pub... è un Brew Pub, ovvero un luogo con il suo proprio microbirrificio.
E con questo ho detto tutto.

7) The Rutland and Derby Arms
Millstone lane, Leicester, Inghilterra
Come per magia, sono finita qui dentro appena arrivata a Leicester.
Ottimo luogo, free wifi e birra di ogni tipo.
Si mangia solo ad orari prestabiliti.
Birra consigliata: Tiger ... cos'altro chiedere in un città la cui squadra di Rugby si chiama The Tigers.

8) Tigh Ned
Inis Oirr, Isole Aran, Irlanda
Questo è uno di quei luoghi che ogni viaggiatore spera di trovare prima o poi.
Pub che risale alla fine del 1800, qui mi sono proprio gustata l'essenza delle Isole Aran.
Con una pinta di stout pazzesca, di cui non ricordo il nome. Ahimé!

Man mano che questa lista prende forma, io mi appunto su un foglio il nome tutti quei pub che mi vengono in mente e che meriterebbero una menzione speciale.
Ho come idea che la seconda puntata di questo post si stia già formando da sola, quindi ... stay tuned!

Vi lascio solo qualche piccolo avvertimento o consiglio, vedete voi come chiamarlo.
Non in tutti i pub si mangia e soprattutto non ovunque si può mangiare ad ogni ora.
Molti pub tradizionali sono ottimi luoghi dove assaggiare la cucina locale.
Dimenticate la parola Gastro-pub! L'ho letta su Vanity Fair questa settimana e sono impallidita.
Quella è una parola coniata qui nella nostra italica penisola.
Nelle Isole Britanniche non vuol dire nulla.
I pub sono luoghi dove si mangia semplice, locale e si mangia bene... ma dovete essere aperti ai gusti di una nazione diversa e agli orari di questa nazione. Quindi se si mangia alle 12 e non più tardi, accettatelo!
Nei pub tradizionali di solito si ordina al banco ed è gentilezza e buona consuetudine riportare i bicchieri dopo aver consumato. Regalerete un sorriso, apprezzeranno la vostra gentilezza e non vi costerà nulla
Mamme, non me ne vogliate, ma non tutti i pub sono family friendly.
La regola vorrebbe che si possa entrare nei pub solo dopo la maggiore età e alcuni luoghi sono ancora fedeli a questa indicazione. Nelle località più frequentate solitamente i pub sono aperti a tutti ma voi date sempre un occhio alle indicazioni scritte sulla porta, ok?

I Pub stanno alle Isole Britanniche come i caffé tradizionali stanno alle abitudini Italiane.
Goderseli con calma, in maniera rilassata, magari dopo una giornata di cammino o di viaggio è un regalo che facciamo alla nostra anima!

(Ogni guida ha un secondo capitolo: ecco come proseguire nella ricerca dei migliori pub)

Il Tweed di Harris

Ebridi Tweed di Harris
La mia sciarpa di Tweed - © 2013 Giovy

Quello che vedete qui sopra è un prezzo di Tweed.
Originale Harris tweed, comprato alle Ebridi in un luogo che consiglio a tutti di frequentare.
Si tratta di una vera e propria cantina... uno di quei buchi provvidenziali dove trovi di tutto al prezzo che vuoi tu.
Il posto si trova a Stornoway, sull'Isola di Lewis, e si chiama Lewis Loom Centre.
Se non amate il disordine, questo non è il luogo che fa per voi... ma in tutto quell'ammasso di tessuti, oggetti fatti di tweed e poster con le varie specie di pecore presenti al mondo io ci ho visto tante cose belle. E non solo materiali.
Lì ci ho visto un bel pezzo dell'essenza dell'isola, dell'essenza delle Ebridi.
Il Tweed è uno dei tessuti di lana più preziosi al mondo.
Al metro può arrivare a costare attorno alle 70£ e anche di più.
Un viaggio alle Ebridi può aiutare anche nel capire come mai un pezzo di tessuto possa costare così tanto.
Il Tweed è originario di Harris, la parte sud dell'Isola di Lewis ma si produce in tutte le Ebridi Esterne.
Viene venduto nei negozi di souvenir di tutta la Scozia, assieme ai kilt per turisti e alle felpe con scritto "Scotland". La sua vera essenza però è la difficoltà e la lontanza.
Quella lana sa davvero di lavoro duro, sporco e difficile.
Il Tweed alle Ebridi è un affare di famiglia: si produce in casa.
Un tempo (ma la cosa dura ancora oggi) ogni famiglia aveva in casa il suo proprio telaio da tweed.
Il lavoro funziona così: la famiglia riceve le rocche di lana filata e colorata per fare l'ordito.
Monta questi fili annodandoli uno ad uno (per circa 700 volte) sul telaio e poi prepara la navetta con il filo per la trama.
Una volta definito il "pattern", ovvero il disegno, si parte a tessere.
E di va avanti forse per giorni.
Finito qui si controlla la pezza centimetro per centimetro mettendola in controluce per trovarne i difetti e correggerli. Solo dopo questa attività la pezza è pronta e il furgone del locale consorzio la può ritirare.

Io sono nata in una città laniera e per me questi gesti sono familiari e ne riconosco la durezza.
Quando prendo in mano la mia sciarpa di Tweed ne sento in pieno la preziosità, i gesti faticosi e le mille vicende che hanno alla sua creazione.
Il Tweed mi regala la forza del vento delle Ebridi e la morbidezza del suo terreno fatto di torba.
Il Tweed mi regala la sensazione di essere ancora là.

Il Tweed non è solo una sciarpa... è un pezzo della strada percorsa su quelle isole splendide chiamate Ebridi Esterne.

Vi racconto il Burgenland

Austria Burgenland
© 2013 Giovy

Domenica ho fatto il goulash e mi è tornato in mente quel momento in cui dal Burgenland sono arrivata al confine con l'Ungheria.
Quello che vedete qui sopra è il panorama dalle parti di Güssing e la parte della foto più vicina all'orizzonte è proprio l'Ungheria.
Il Burgenland è l'Austria che proprio non mi aspettavo.
Se giocassimo all'associazione di idee ed io vi dicessi Austria, la prima cosa a essere messa sul piatto sarebbero le Alpi, poi il Tirolo, i Mercatini e Vienna.
A ruota seguirebbe, almeno per me, la Carinzia.
Il Burgenland è quella regione che nessuno immagina, a meno che non ci sia stato almeno una volta.
Gian mi disse, durante quei giorni austriaci, che gli sembrava di stare in Val di Non.
Un po' aveva ragione perché il Burgenland è una regione di mele, dolci colline, spazi aperti e vino.
Per arrivare qui occorre percorrere l'autostrada A2 ( bollino per 10 giorni 8€), passare Graz e continuare in direzione Vienna fino all'uscita di Bad Waltersdorf.
Da qui, vi troverete a guidare in un bellissimo territorio fatto di boschi, strade tortuose ma non troppo e grandi sali scendi.
I paesini sono piccoli e sono il giusto miscuglio tra Austria e Ungheria.
Questo luogo ha "cambiato padrone un bel po' di volte nel corso della sua vita.
Quasi tutti i paesi qui hanno il nome sia in tedesco che in ungherese.
Il mio consiglio è quello di arrivare fino a Stegersbach per poi proseguire in direzione Ungheria.
Viaggiando lungo la statale passerete paesaggi da favola: ad inizio ottobre, ad esempio, i campi erano pieni di zucche e tutto sembrava color arancio.
L'Ungheria dista da Stegersbach circa 20 minuti d'auto.
Già che siete da queste parti, parcheggiate e ... gambe in spalla... salite fino a gustarvi il castello di Güssing. Da lì il panorama al tramonto è qualcosa di incredibile.
Attraversando il Burgenland ho proprio creato dentro la mia mente una nuova immagine di Austria: dolce, morbida, piena di colori pazzeschi e di profumi irresistibili.
Qualche giorno nel Burgenland può sicuramente regalare una nuova prospettiva su una nazione sicuramente interessante e capace di rinnovarsi.
Io ci tornerei... venite con me?

L'Isola di Anglesey

Galles Isola di Anglesey
Picture from VisitAnglesey Brochure

Ynys Mon, Isola di Anglesey ... uno dei posti più belli che io abbi visto. Giorni fa, stavo spulciando i miei post sul Galles e pensavo che quella terra mi manca molto. Mi sono resa conto che vi ho raccontato un sacco di cose su quella splendida nazione celtica ma non vi ho ancora parlato in dettaglio di quella meraviglia chiamata Isola di Anglesey. Tra me e le isole c'è sempre amore grande e non so perché.

Merida: una Spagna Inaspettata

Extremadura, Merida, Spagna
Merida - Teatro Romano - Picture by David Rodrigues Palomar @ 500px.com
Io sono stregata dalle zone di confine.
Il confine ha sempre qualcosa di speciale per me.
Il confine è estremo ed io amo i luoghi estremi.
Ecco perché il nome Extremadura ha sempre suscitato in me grandi pensieri.
Ci sono arrivata la prima volta praticamente per caso.
Dovevo tornare da Lisbona a Madrid e la strada passava dritta per quella zona.
Mi guardavo attorno come se stessi attraversando un paese mai visto.
L'Extemadura è la regione spagnola che confina a Ovest con il Portogallo e, a primo avviso, potrebbe sembrarvi la terra di nessuno.
Non è così: è un luogo molto interessante e lo capirono già i Romani, molto tempo fa.
Ieri vi raccontavo di Bath dei Roman Baths; oggi vi porto al Teatro Romano di Merida.
Venne fondata dalla V e X legione dell'esercito di Augusto.
Uno non ci pensa mai, ma le legioni erano la prima e vera community globale del nostro mondo.
Arrivavano in un territorio spesso spoglio e lo impreziosivano di tutte le loro storie, tradizioni, lingue, gusti, provenienze.
Nella stessa legione potevano coabitare soldati provenienti dalla penisola Italica e gente del Nord Africa, o dai territori al di là delle Alpi. Erano un solo grande esercito fatto di peculiarità.
Nessuna di queste peculiarità moriva vicino ad un'altra; anzi... tutte trionfavano.
Per questo le città fondate dai Romani molto distanti da Roma mi interessano da matti.
Tra quelle rovine io ci vedo la vita di molte persone.
Tra quelle rovine io riesco a scorgere il mondo.
Quando mi sono trovata davanti al teatro Romano di Merida sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Ci ho trovato ordine e precisione.
Ci ho visto molta voglia di raccontare il passato e proiettarlo nel futuro.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: ci sono luoghi fuori dall'Italia che raccontano la "Romanitas" mille volte meglio che nel nostro paese.
Il segreto? In luoghi così non viene mai dato nulla per scontato.
Per questo Merida sorprende e regala del gran stupore per gli occhi.
Ed io ci tornerei anche ora.!

Bristol Temple Meads

Briston Temple Meads
Bristol Temple Meads - © 2013 Giovy

Bristol è una città che io devo amo e che vorrei conoscere meglio. Ho già scritto un post su di lei e non mi sono di certo mancate le occasioni per passeggiare per le sue vie o per girarci con l'autobus. Bristol, dentro la mia mente, è un crocevia di destini, partenze, arrivi e avventure. Due sono i punti principali della città dove i destini dei viaggiatori si snodano: l'aeroporto e la Stazione di Temple Meads.

Le Terme Romane di Bath

Bath - Visitando le Terme Romane
© 2013 Giovy
Ero indecisa se usare come titolo il nome inglese di questo luogo: Roman Baths of Bath.
Sembra una scioglilingua e magari qualche Inglese usa questa locuzione anche con quell'intento.
Mi sono resa conto solo ieri di aver raccontato in generale del mio viaggio a Bath, di Jane Austen (su Non Solo Turisti) ma non ero ancora scesa nel dettaglio di questo splendido posto che sono le Terme Romane.

Le 52 Gallerie sul Pasubio

52 Gallerie Pasubio
Foto da Wikimedia Commos 
Se volete vedere il panorama immortalato qui sopra, dovrete mettervi gli scarponi per fare un sentiero che non è solo una strada tracciata sulla montagna. E', allo stesso tempo, un libro di storia e un luogo immensamente umano: le 52 Gallerie.
Se leggete questo blog da molto tempo saprete bene che, ai primi di Novembre, io scrivo spesso di luoghi legati alla fine della Prima Guerra Mondiale.
E' come una specie di tarlo nella mia mente: ieri era il 4 Novembre ed io penso sempre a quell'armistizio che, per l'Italia, mise fine ad una guerra micidiale.
La cosa che mi rende un po' stranita è il fatto l'Italia celebra proprio marginalmente quest'armistizio mentre Francia e Inghilterra lo considerano ancora una pietra miliare della loro storia come nazione.
Anyway, tornando alle 52 Gallerie, sono un grande classico del trekking dell'Alto Vicentino.
Se nasci dalle mie parti, cominci a sentirne parlare quando sei all'asilo.
Le affrontai per la prima volta intorno agli 8 anni, con mio fratello.
Il percorso più conosciuto prevede la salita dalle 52 Gallerie, un po' di riposo al Rifugio Papa e la discesa per la strada degli Eroi. Tutti luoghi legati alla Prima Guerra mondiale.
La seconda volta che camminai sulla strada delle Gallerie ero in età da scuola media.
Ci andai con C.A.I. locale e la nostra guida era un signore molto serio che ci spiegò come, secondo lui, la gente dovrebbe affrontare quel sentiero di sei kilometri e mezzo circa: in silenzio.
L'atmosfera, di fronte alla prima galleria, è difatti solenne.
Si ricorda in quel luogo il sacrificio di chi scavò quei 52 buchi nel sasso della montagna.
Un quarto della strada è infatti costituita da tunnel, più o meno larghi, più o meno alti, attraverso i quali si arrivava in un luogo sicuro dove, nel 1916 e 1917 l'artiglieria Austriaca non poteva vederti.
Le Gallerie sono state costruite per portare sul monte rifornimenti, cibo, armi e chissà quante altre cose senza che gli Austriaci vedessero i soldati Italiani.
Successivamente a quella volta, salii su per quella strada non so quante altre volte: di giorno, di notte, al tramonto, all'alba, con qualsiasi condizione atmosferica.
Ci sono punti in cui il dislivello si fa sentire ma non fu per quello che, la gran parte delle volte, feci quel percorso in silenzio.
Nei giorni scorsi sono stata nel mio Alto Vicentino ma il tempo è stato tiranno.
Non ho avuto l'occasione di andare a salutare il Pasubio ma quel monte è sempre con me, nel mio cuore e nella mia mente.
Se vi capitasse di andare da quelle parti, portate gli scarponi, mettete nello zaino tanta acqua e portate il vostro saluto a quella montagna che, se solo potesse parlare, avrebbe miliardi di storie da raccontare.
Una grande avvertenza: questo è un luogo bellissimo ma non è turistico.
Dentro le gallerie si scivola, ci vuole la pila, alcune sono lunghe (sui 100 metri) e basse. Quindi se soffrite di claustrofobia pensateci bene prima di mettervi in cammino.
Certi luoghi si conquistano passo dopo passo e questo è proprio uno di quei posti.

Ottobre a Roma

Visitare Roma


Era una vita che non riuscivo ad andare a Roma. Nei primi anni del 2000 io e Roma ci vedevamo almeno 4 volte l'anno. O anche di più. Non male per una che abitava nell'Alto Vicentino e poi in Svizzera. Roma per me è sempre stato un mondo diverso: se a casa mia mettevo il maglione pesante, a Roma potevo sicuramente stare con la felpa leggera.

La Favorita

Visitare Valdagno
La Favorita - © 2013 Giovy

Oggi vi porto a fare una passeggiata in un posto che ha sempre fatto parte della mia Valdagno.
Come vi raccontavo pochi giorni fa, sono qui perché si celebra la Festa d'Autunno e, per una volta, mi piacerebbe davvero raccontare i luoghi che mi hanno vista crescere.
Uno di questi posti è una villa che ha sempre occupato un posto nella casellina "mistero" dentro la mia testa.
Si chiama La Favorita e la sua costruzione è cominciata negli anni '30, ad opera di Gio Ponti e Francesco Bonfanti.
La Villa padronale non è una di quelle ville da mille e una notte ma rimaneva comunque un pensiero bello dentro la mia testa.
Quello che adoravo di quel luogo era il parco che, ancor oggi, riveste un ruolo importante nella bellezza della Favorita.
Per anni la villa fu privata e, come essa, il parco.
Veniva aperto, negli anni '80, per un concorso Ippico ed io e le mie amiche correvamo là come fosse chissà che avvenimento.
Già allora certe zone del parco e delle serre erano lasciate a se stesse e si vestivano di un certo stile decadente che a me piaceva tanto.
La Favorita, dentro la mia testa, era proprio una villa da inizio Novecento.
Mi immaginavo donne con pettinature morbide e cammeo appuntati al collo, vestite di colori pastello e dal profumo di borotalco.
Quando mi fermavo a guardare quello che io chiamavo "Il laghetto", vedevo queste donne sedute lì vicino, magari a struggersi per chissà che amore lontano.
Ecco, se dovessi abbinare La Favorita ad uno scrittore, questo sarebbe sicuramente D'Annunzio, con le sue parole ricamate e le atmosfere ovattate.
Ieri, camminando per il parco, ero davvero felice che fosse stato restituito alla città.
Da qualche anno, infatti, il muro di cinta che circondava il tutto, è stato abbattuto rendendo questo luogo un proseguimento naturale della zona di Valdagno in cui si trova.
Ora è il parco della mia città e questo è davvero bello.
Passeggiando per i suoi viali si viaggia nel tempo e nello spazio: nel giardino sono presenti alberi da molte parti del mondo.
Ieri mi sono fermata ad ammirare un acero giapponese che colorava con le sue foglie tutto ciò che lo circondava.
Ieri, camminando, mi sono sentita di nuovo a casa.
Ho percepito davvero dentro me il luogo in cui sono nata.
E questa,  a mio avviso, è una grande cosa perfetta.
Sinceramente, Valdagno mi sta facendo bene. 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...