Un viaggio verso le Ebridi Esterne

Ebridi Esterne
L'arcobaleno dalla mia finestra a Stornoway - © 2013 Giovy

Oggi ho voglia di mettere nero su bianco qualche consiglio per chi, pazzo come me, pensa di raggiungere le isole Ebridi Esterne prima o poi.
Un viaggio alle Ebridi Esterne non è qualcosa che si improvvisa.
Ero nella sala d'aspetto della Caledonian MacBryane a Ullapool quando un gruppetto di ragazzi italiani si avvicina al counter chiedendo un biglietto per Lewis, la più grande delle Isole.
La signorina al counter chiede loro quando vogliono tornare e loro, molto stupiti, dicono di voler fare un viaggio in giornata.
Pochi secondi dopo questi ragazzi se ne andarono a testa bassa, senza il loro viaggio alla Ebridi.
Forse avevano confuso le Isole.
Le Ebridi sono di due tipi: Interne e  Esterne.
Per Interne si intendono tutte quelle isole vicine a Skye, a Sud. 
Sono raggiungibili spesso con ponti e quindi un daytrip da quelle parti è molto più fattibile.
Le Esterne sono Lewis e Harris (che sono la stessa isola), Uist e St.Kilda.
Praticamente terre che lottano ogni giorno col vento e con l'Oceano.
Sono lontane, nordiche, ci sono dei ponti tra le due parte di Uist ma per il resto serve il traghetto.
Almeno 3 ore circa dalla "Scotland mainland".

Le strade su queste isole ci sono ma sono poche e spesso molto strette.
Queste terre sono il regno della torba e patria di gente che si divide in due categorie: quelli che non ti badano per nulla e quelli che ti aprono il cuore pieno di ospitalità.
La sensazione che abbiamo avuto noi su Lewis è che, viaggiatori o no loro, stanno bene lo stesso.
La loro vita non cambia.

Testimone di quest'ultima affermazione è il fatto che la domenica è tutto chiuso.
Questi luoghi sono estremamente puritani e religiosi.
Alla domenica non si lavora e ai bimbi è chiesto, ad esempio, di non giocare nei parchi pubblici.
La domenica è solo il giorno di Dio.
Tenete a mente questa cosa se programmate un viaggio da quelle parti perché la domenica non ci sono bus, le attrazioni a pagamento sono chiuse, i supermercati serrati. Non si beve, non si mangia, non si viaggia. Se non a piedi... come abbiamo fatto noi.
C'è una piccola eccezione che è come la terra promessa vista dal deserto: a Stornoway c'è un piccolo distributore di benzina aperto per qualche ora la domenica mattina.
Lì potete trovare da mangiare per il giorno della chiusura totale.
Sull'isola c'è poi un ristorante indiano molto buono. Anche quello vi darà da mangiare alla domenica.
Quindi, se potete, organizzate un itinerario che vada dal lunedì al sabato.
Sarà tutto più facile.

Se viaggiate con un'auto, prenotate in anticipo il traghetto.
Se invece, come noi, siete a piedi e vi affidate ai mezzi pubblici, è sufficiente arrivare al porto un'oretta prima della partenza del traghetto. C'è sempre posto.
Il ferry terminal dell'Isola di Lewis è molto vicino alla stazione degli autobus di Stornoway.
Stornoway è l'unica città dell'isola e tutto passa di lì.

Gli autobus per girare ci sono ma hanno orari molto strani.
Cercate di avere un'idea di massima del vostro itinerario prima di arrivare lì (usate Traveline, c'è anche l'App) , così da non restare a piedi in mezzo al nulla.
L'autobus si ferma dove volete. Ci sono le fermate segnalate lungo la strada ma ci sono anche le zone in cui nulla è indicato. Voi mettetevi da qualche parte lungo il tragitto e non appena vedete il bus, fate cenno. 
Nota importantissima: gli orari sono un po' "ballerini"(non come in altre zone del Regno Unito) per via delle strade che non sono poi così belle e semplici. Sicché voi andate alla fermata con un po' di anticipo e armatevi di pazienza.
In 5 giorni, l'unico momento di puntualità dei mezzi è stato alla partenza al mattino. 
Per il resto ho sempre creduto di restarmene in mezzo al nulla perché nessuno sarebbe più passato.
Il servizio pubblico è molto conveniente a livello di prezzi.

Mi sono resa conto che le Ebridi Esterne sono terre con molti tesori da mostrare ma non sono per tutti perché sono "ruspie", molto ruvide, estreme nella luce e nel buio (siamo a 58° Nord di latitudine) e molto conformi nel clima.
Per via della corrente del Golfo non farà mai freddissimo ma non sarà mai nemmeno caldo.
Ad Agosto, al mattino alle 8, la temperatura era intorno ai 10°.
Queste sono isole perfette se non temete il confronto con la natura e con il mondo perché spesso vi ritroverete da soli in mezzo alla campagna, alla torba, tra mare e terra ed in balia di venti molto intensi.
Qui non ci sono le comodità turistiche di molti altri luoghi della Scozia.
Pochi pub (e molto mal frequentanti), negozi essenziali e un grande supermercato che vi salverà pranzi e cene.
Saranno estreme, ma io le ho amate proprio per questo.

Eoropie: una spiaggia alle Ebridi

Eoropie Beach - © 2013 Giovy

La Spiaggia di Eoropie sarebbe sicuramente nella top ten delle spiagge nordiche più belle al mondo, se questa top ten esistesse (magari la compilo io).
Come già scrissi per Kalajoki, in Finlandia, le spiagge al nord possono regalare grandi sensazioni.
Certo, non sono dei luoghi dove mettersi il costume e arrostirsi sotto il sole.
Di sicuro non ci si trovano ombrelloni o cose simili perché il vento è talmente forte da portare via ogni cosa. Guardate la foto qui sopra: vedete qualche albero voi?
Ecco, per l'appunto.
Ci troviamo ad Eoropie, un microscopico agglomerato di case a Nord dell'Isola di Lewis, alle Ebridi Esterne. Praticamente il Nord del Nord. 58° di Latitudine nord e oltre.
Malgrado il suo essere "on the edge", questa spiaggia è facilmente raggiungibile.
Gli autobus che partono dal Stornoway (linea W1) vi porteranno qui in circa 50 minuti.
Quando salirete, godetevi il viaggio e perdetevi nel paesaggio pieno di torba di queste isole così estreme.
Ci sono solo due strade da "traffico regolare" sull'Isola. Ne percorrerete quasi una completamente per arrivare qui. Ci troviamo infatti nell'angolo nord dell'Isola di Lewis, quello che secondo alcuni è il luogo più ventoso di tutto il Regno Unito.
Noi siamo arrivati lì e, scesi dall'autobus, ci siamo sentiti in mezzo al nulla.
Tra le poche case si trova una Tea Room gradevolissima (unico luogo dove andare in bagno... al di fuori della natura), dove il caffé è buono e costa poco. 
In pochi passi si arriva alla spiaggia e di lì si è soli con l'immensità della Natura di un luogo così grande come le Ebridi.
La sabbia era fredda per il vento e molto soffice.
Si sprofonda un po' camminando e si arriva all'acqua con un po' di fiatone.
Mettere i piedi nell'Oceano Atlantico è un'emozione a dir poco refrigerante.
L'acqua sarà stata a 10° ... occhio a non farvi trascinare dentro perché congelereste nel giro di poco.
Lì le onde sono forti, impetuose e l'odore del mare arriva addosso come un maglione capace di scaldare.
Sulla spiaggia c'eravamo solo noi e noi soli col rumore delle onde e le danze dei gabbiani.
Eoropie è un'esperienza nordica in toto... con la sua solitudine, il suo senso di essere distanti da ogni cosa. E' potente ciò che comunica e la sua forza della quale il fragore delle onde è l'espressione principale. 
E' un luogo dove sedersi a ragionare su cosa voglia dire "living on the edge".
Data la latitudine, qui a fine agosto è già visibile qualche aurora boreale.
In piena estate è il sole di mezzanotte a farla da padrona.
Vicino non ci sono B&B, no pub, no supermercati, nulla.
L'unico appiglio alla civiltà degli umani è quella Tea Room dalla quale bastano pochi passi, come vi dicevo, per sentirvi in un mondo che sa di sabbia, sale, nord e vento.


L'oceano a Eoropie - © 2013 Giovy

Un viaggio a Bath

Bath Somerset
La vista dai Roman Baths - © 2013 Giovy
Un viaggio a Bath è qualcosa che farebbe bene a tutti. Questa città del Somerset ha tutte le caratteristiche in regola per essere la destinazione perfetta per ognuno di noi. Cominciamo dalla Storia che, come sapete, è uno dei miei motivi di viaggio preferiti. Il territorio su cui sorge la città fu abitato da tempi immemori. Vuoi non fare un viaggio in Inghilterra per vedere un posto così?

Questa è l'Inghilterra


This is England! Questa è proprio l'Inghilterra.
Sono qui con Gian da qualche giorno e il cuore mio sta proprio bene.
Mentre stavamo atterrando a Bristol martedì pensavo che arrivare qui mi rende ogni volta più giovane di un'ora... e non è poco.
Girando per Bath mi sono lasciata prendere da un'atmosfera che nemmeno immaginavo. Questa parte del paese è un set continuo per il migliore dei film di sempre: la vita.
Cammino per le strade e assaporo un mondo che conosco bene ma che, allo stesso tempo, riesce a sorprendermi.
Oggi, arrivando a Salisbury e prendendomi il tempo di camminare in giro, ho avuto la possibilità di sentirmi dentro ad un mondo che poteva arrivare solo da una mente come quella dei Preraffaeliti.
Il mondo era un dipinto qui nel Wiltshire e sono bastati pochi passi fuori dalla città per trovarsi in quel l'Inghilterra che un po' mancava al mio cuore.
Oggi abbiamo camminato senza sosta perché in noi era scesa una pace felice, di quelle che non ti fanno sentire fame, sete e fatica.
E questo è proprio essere rapiti dal proprio viaggio.
Io domani mi faccio portare via di nuovo.

E' tempo di svegliarsi!

Pronti, partenza,via! E' ora di svegliarsi!
Scrivo questo post mentre sto facendo i bagagli per partire per l'Inghilterra.
Una settimana in quella terra e mi rigenero come non mai.
Pensando all'Italia e all'Italia Turistica ... ce n'è davvero bisogno.

Giorni fa ho visto un documentario sulla storia della Olivetti.
Ne ero molto incuriosita perché sapevo qualcosina a riguardo ma non ero proprio così informata.
L'ho guardato con estrema attenzione e, alla fine del documentario, ero triste come non mai.
Mi sono ritrovata ad ascoltare la storia di un'azienda Italiana, fondata da Italiani, nella provincia Italiana e ho visto in questa azienda tutto il buono che il nostro paese può dare.
La Olivetti rappresentava un'eccellenza assoluta finché un giorno non fu venduta (con molta ingerenza dello Stato). La squadra che aveva inventato la Programma 101 (praticamente il prototipo del PC moderno) venne fatta lavorare in segretezza. Il loro brevetto per un calcolatore domestico venne acquistato dall'azienda per 1$ e rivenduto anni dopo per 900 mila dollari alla HP. Sì, la HP.
Eravamo più avanti della IBM e ci siamo fatti fregare.
L'azienda ha chiuso e la passione di alcuni ingegneri elettronici è rimasta tale e s'è chiusa ora in qualche garage come passatempo per pensionati.
Potevamo avere noi un bel pezzo di Silicon Valley ma, cosa vuoi, tanto ci resta l'arte e il paesaggio!

E qui vi voglio: Arte e Paesaggio non bastano.
Ci vuole voglia di sperare, capacità imprenditoriale, affinità nel guardare avanti e, dulcis in fundo, la volontà di affidarsi a chi certi lavori li sa fare davvero.
Ci vuole anche l'umiltà di pensare che un sito non è una perdita di tempo e un blog non è solo una pagina web.
Non in tutti, ma molti (di quelli che seguo io) hanno dietro di sé un cervello che pensa, agisce, inventa, crea. Io sono brava con le strategie e la scrittura.
C'è chi è perfetto con le foto, chi con la promozione.
E già che ci siamo, non è detto che Internet debba essere sempre sinonimo di gratis, no?
La Rete non è un parco giochi per gente che non ha nulla da fare: questa rete virtuale è un mondo complesso ma che può dare molto.
Internet è capace di aprire le porte ad un sinergia tale da non riuscire nemmeno a metterla giù a parole.
Per comprendere tutto ciò c'è un gran bisogno di aprire gli occhi e far fruttare le relazioni e le capacità di gente che ha tanta voglia di darsi da fare.
Internet è il nostro futuro e va utilizzato nel migliore dei modi.

Per questo nasce E-TourismLab.
Il 25 e 26 Settembre, a Levico Terme, si svolgerà un importante avvenimento che servirà ad aprire gli occhi, speriamo, al mondo dell'ospitalità italiana.
Questa convention vuole creare consapevolezza, conoscenza e connessioni, vuole essere quella sveglia che serve davvero al mercato turistico italiano.
Perché Arte e Paesaggio di certo aiutano, ma nel 2013 non possono certo bastare.
Figuriamoci poi nel 2014, 2015...

Un mistero chiamato Wiltshire

Picture by Andreas Jones @500px.com
Quando dici Wiltshire, la prima cosa che viene in mente è Stonehenge.
La seconda cosa a cui si pensa è Salisbury, la sua cattedrale, la Magna Carta.
Ebbene, dopo aver salutato Jane Austen a Bath, io e Gian prenderemo un bel treno e ci recheremo proprio in quel del Wiltshire, la contea più misteriosa di tutto il Regno Unito.
Questa è la zona dei crop circles... ce ne sono più qui che in tutto il resto del mondo, dicono.
Questo è il luogo dove strane energie cosmiche si concentrano, proprio in prossimità di Stonehenge, dicono.
Questa regione rispecchia quell'ideale immaginario che tutti abbiamo dell'Inghilterra: dolci colline, colori tenui, romantici cottage e splendide dimore signorili.
Il 20 Settembre, al mattino, un treno ci condurrà da Bath a Salisbury.
E questa è l'unica certezza che ho.
L'ufficio del turismo della zona sta ultimando un programma che ci permetterà di scoprire la zona con i mezzi pubblici, come facciamo noi di solito.
Mi auguro che, mentre questo post verrà pubblicato, arrivi la mail che mi dica quale sarà il mio tetto sopra la testa.
Devo ammettere che una parte di questa incertezza mi solletica, un'altra mi terrorizza.
Ma non ci potrà essere nulla di male. Mi fido.
Io voglio bene al Regno Unito e lui vuole molto bene a me.
Quello che vi voglio dire è che sarò in giro per la più bella countryside che questa zona abbia da regalare. 
Cercherò di raccontarvela con l'hasthtag #LoveWilts.
Ricapitolando... 

- 18 e 19 Settembre: seguite #Jane2013, perché saremo a Bath dalla cara Jane Austen
- dal 20 al 24 Settembre: seguiteci con #LoveWilts ... sperando di potervi svelare tutti i misteri legati a questa mitica terra.

La mia speranza più grande è quella di riuscire a vedere Stonehenge il mattino del 22 Settembre.
Come già saprete, gli equinozi non sono mai alla stessa data tutti gli anni.
L'autunno inizia quel giorno ed io vorrei proprio essere su quella terra davvero speciale.

Come vi dico sempre ... stay tuned! 

Non ci credo, eppure l'ho fatto!

Giorni fa mi sono messa a pensare a quelle che erano le paure da viaggio.
Ne abbiamo davvero tante, di ogni genere: i primi giorni di pubblicazione del post sembrava vincere la paura di perdere l'aereo.
E' una cosa che davvero mi prende il cuore nel modo più brutto.
Oggi, quasi per contrappasso, mi sono messa a pensare a tutte quelle cose un po' matte che si fanno in viaggio e che ci fanno dire "Non ci credo, eppure l'ho fatto!"
A tal proposito vi invito a guardare il video dell'ultima campagna Heineken.



A me è piaciuto molto e mi è venuta in mente quella volta che, senza pensarci troppo, con alcuni amici, abbiamo preso su la macchina e siamo partiti per Monaco.
Niente di strano direte voi ... ma se aggiungiamo il fatto che era sabato mattina circa alle 10, non avevamo bagagli e a casa avevamo semplicemente detto "vado a fare un giro"... forse un po' di audacia c'è.
Una volta ero in Liguria e m'è venuta voglia di croissants come si deve.
Ho preso la macchina e sono arrivata in Francia.
Se la benzina costasse meno io farei di queste pazzie ogni settimana.
E voi, che pazzia avete in mente?

La Balblair Distillery

Angel Share Distillery
Ecco qui la Balblair - © 2013 Giovy
Una delle ragioni per cui mi viene in mente di far la borsa e partire è il fatto che, ogni tanto, vedo qualcosa che stimola al massimo la mia curiosità.
E' stato il caso del Film di Ken Loach "La Parte degli Angeli".
Erano anni che provavo ad organizzare un viaggio in Scozia e, per una cosa o per l'altra saltava.
Poi, a Gennaio, ho visto quel film e tutto s'è fatto più chiaro.
Spero l'abbiate visto... io in oggi caso farò poco spoiler: un ragazzo di Glascow si appassiona al whisky di qualità e con 3 amici tentano un'avventura pazzesca. Raggiungo così le Highlands.
Nelle Highlands vedrete volantini e pubblicità di mille distillerie sparse ovunque.
Le più rinomate sono quelle della Speyside oppure della zona che guarda il Dornoch Firth, proprio come la Balblair.
La foto che vedete qui sopra riproduce una delle inquadrature del film.
Davanti a me la distilleria e le montagne, dietro di me c'era il Dornoch Firth.
Una delle cose che rende grandioso il whisky scozzese di qualità è l'esatta distanza sia dalle montagne che dal mare. Si dice che l'aria del Dornoch Firth sia un qualcosa di incredibile per l'invecchiamento di quel distillato così prezioso.
Contattai la Balblair molto tempo prima di partire per la Scozia.
Ci accordammo per un tour in una determinata data, perché non ci sono sempre visite guidate.
Arrivare lì fu un viaggione da Inverness.
Un'ora di autobus fino a Tain, poi altri 20 minuti circa fino a Edderton.
Da lì si continua a piedi, al grido di 500 Miles dei Proclaimers.
Vi sembrerà di camminare in mezzo al nulla e all'eterno silenzio. Alla fine di una zona residenziale comincerete a vedere la distilleria.
Quando siamo arrivati, non stavamo nella pelle ma la delusione arrivò pronta quando ci dissero che non ci sarebbe stato il tour perché stavano risistemando una parte di distilleria.
Ci è dispiaciuto molto ma per fortuna siamo riusciti a degustare un ottimo single malt, invecchiato 15 anni. Io non sono un'esperta di whisky ma mi è piaciuto molto cercare di individuare tutti i sapori presenti in quel magnifico distillato.
La Balbair è la seconda distilleria più vecchia di Scozia. 
Esiste sul Dornoch Firth dalla fine del 1700. 
Sicuramente è stata fondata prima ma non ci sono registrazioni scritte a dimostrarlo.
Mancato tour a parte, io sono come Pollyanna e vedo il buono in moltissime cose.
Mi è piaciuto camminare fino a Edderton, anche se con l'autobus da Tain a lì abbiamo rischiato la vita.
Mi è piaciuto conoscere qualcosa che fino a quel giorno vagava in modo astratto nella mia mente.
Ho adorato i sapori di quel single malt che ho assaggiato.
La cosa più bella, però, è che c'eravamo solo noi. 
Noi due soli in mezzo alle Highlands, senza autobus pieni di turisti che affollano le strade.
Se pensate di andare a vedere una distilleria scozzese, sceglietela bene.
I grandi nomi sono spesso altisonanti e richiamano viaggi organizzati da ogni dove.
Trovate la vostra piccola "parte degli angeli" in mezzo a quel territorio.
La Balblair è stata la mia.

© 2013 Giovy

Vado a trovare Jane Austen

Picture from Edelweisspatterns.com
E' tempo di rispolverare un abbigliamento d'altri tempi, carissimi tutti.
E' tempo di prendere un aereo (e un treno) e raggiungere Bath.
Finalmente ci riuscirò: andrò qualche giorno nella città tanto cara alla grandissima Jane Austen.
Comincia domani, infatti, il Jane Austen Festival, ed io non vedo l'ora di essere là.
Il 18 e 19 Settembre, io e Gian saremo in quel di Bath per goderci l'atmosfera più unica di tutto il Regno Unito.
Da domani al 21 Settembre, la città del Sud Ovest dell'Inghilterra entra in toto in una macchina del tempo e torna nel 1813, anno in cui fu pubblicato Orgoglio e Pregiudizio.
Jane Austen non erano una donna nobile che scriveva chissà che romanzetti surrogato dell'attuale Beautiful.
La nostra cara Jane erano una donna, forse, più moderna di noi.
Bath è la città in cui lei visse per molti anni ed è stata proprio l'atmosfera di questo luogo ad influenzare molte delle vicende che lei racconta.
Bath si veste a festa e celebra una scrittrice senza tempo.
In programma al festival ci sono reading, teatro, visite guidate e addirittura un ballo in costume.
Per quel che riguarda me e Gian, noi saremo attenti spettatori di tutto ciò che accadrà in città.
Non mancheremo certo di raccontarvi quello che vedremo.
La città di Bath è una delle più ricche di storia di tutta l'Inghilterra.
Il nome, come ben si intuisce, è legato al fatto che qui vennero fondate delle Terme Romane.
Eh già, qui si parlava latino circa 1800 anni fa.
Bath è anche sede di una grande università ed è stata usata come location per un telefilm che io ho amato moltissimo: Bonekickers.
Io ho fantaviaggiato spesso con la mente, in lungo e in largo volando su questo luogo.
Sogno il mio arrivo a Bath da anni e non mi sembra vero di poterci andare.

Se amate Jane Austen e volete consegnarle qualche pensiero, scrivetemelo.
Li raccoglierò e li porterò al Jane Austen Centre.

Io cercherò di essere attiva su Twitter e Facebook per cercare di portarvi in viaggio con me.
L'hashtag da seguire, per quei giorni, è #Jane2013.

Nel frattempo restate aggrappati alle pagine del blog perché dopo Bath ci saranno altri luoghi da scoprire.
Vorrete mica che torni dall'Inghilterra così in fretta, no?
Stay Tuned...

Aggiornamento del 16 Settembre: dopo Bath, andremo a Salisbury, nel Wiltshire.

Paure in Viaggio

Disegno da Psicomamme.it
Lo so, stamattina sono in ritardo ma ieri sono stata tutto il giorno offline (che goduria) e allora eccomi qui a recuperare il post che, ovviamente, non ho scritto.
Ieri ero al mare da mio padre e, tornando indietro in piena notte, ero tra il sonno e la veglia mentre Gian guidava verso casa.
Non so per voi, ma per me il momento tra sogno e veglia è davvero grandioso: mi vengono in mente mille post e, puntualmente, al mattino me ne ricordo solo 2.
Quello a cui ho pensato ieri è un post sulla Paura. Eh già.
Mi sono resa conto che ora, a 35 anni, porto dentro alcune paure che a 20 anni non avevo.
Non so se sia io ad essere cambiata oppure se queste paure siano solo il risultato di una presa di coscienza maggiore verso la mia vita e le mie responsabilità.
Ho pensato quindi di scrivere questo post per condividere i miei pensieri a riguardo.
Ho cominciato a volare negli anni '80, avevo 9 anni e quelli erano tempi in cui non si volava spesso, se non per lavoro. I tempi dei low cost erano un po' lontanti.
Volare mi è sempre piaciuto un sacco e, successivamente a quel periodo, l'ho fatto non so quante volte e, durante ognuna di essere, non ho mai avuto paura.
Un giorno, tornando da Cuba, l'aereo su cui ero subì l'effetto di un grosso vuoto d'aria. La hostess volò quasi a terra. Io piantai le dita nel bracciolo ma non ebbi paura.
Un paio d'anni fa, volando da Bergamo verso Liverpool, passammo in mezzo ad un temporale.
Sembrava una scena da film: c'erano i lampi che squarciavano il cielo ed io avevo una paura folle.
Do la colpa di tutto questo al terremoto di Maggio dell'anno scorso: ha messo dentro di me il seme della paura di tutto ciò che non posso controllare.
O forse è solo la vecchiaia.
Quello che è un dato di fatto è che ora ci sono dei momenti, quando viaggio, in cui non sono serena.
In Scozia, quest'estate, abbiamo rischiato la vita sull'autobus e, per calmarmi, mi sono detta "poteva succedere a chiunque".
Quello che mi chiedo oggi è ... sono l'unica che più diventa grande più le cresce il timore in cuore?
Dove l'ho lasciata quell'impavida ventenne che in Brasile s'è vista 4 sparatorie davanti agli occhi senza battere troppo ciglio?
Condividete con me i vostri pensieri, le vostre avventure.
C'è qualcosa che, in viaggio, vi può fare paura? Come lo affrontate?

Arte Sella: che esperienza!

Valsugana Arte Sella
Qui si gioca a nascondino - © 2013 Giovy

Come vi dicevo la settimana scorsa, la Valsugana è uno di quei luoghi che se ne sta lì buono buono e non appena lo conosci è capace di sorprenderti.
Lo ha fatto sicuramente in quei tre giorni che ho passato a Levico.
Lo ha fatto sicuramente quando ho incontrato Arte Sella.
Questa manifestazione di arte internazionale nasce nel 1986 con l'intento di mostrare il dialogo artistico tra la montagna e l'uomo.
Si tratta di alcuni percorsi nel bosco dove poter incontrare opere di arte contemporanea costruite, pensate, ideate e realizzate con i soli materiali del bosco.
E' uno di quei luoghi, come scrivevo su Twitter, che ti permettono di ricordare i tuoi sogni di bambino, quando immaginavi che nel bosco ci fossero mille creature e mondi da esplorare.
Ad essere sincera, per me che ora ho 35 anni suonati, è ancora così.
Il bosco è il mio posto nel mondo, uno di quei rifugi dove gli alberi sembrano volermi proteggere da ogni cosa brutta.
Il bosco è sogno e forza reale allo stesso tempo
Così è stato per me Arte Sella qualche giorno fa.
E' possibile fare visite guidate (su prenotazione) ed io ve le consiglio caldamente.
Nelle forme del bosco possiamo vedere tutto ciò che la nostra mente vuole e le opere realizzate per Arte Sella potrebbero essere chissà che cosa. La spiegazione di una guida è molto utile per capire realmente l'entità e l'importanza di un progetto come questo.
Il biglietto d'entrata ai percorsi costa 6 euro e li vale tutti.
Per raggiungere Arte Sella è necessario arrivare a Borgo Valsugana e seguire le indicazioni o impostare il navigatore su "Malga Costa".
Un piccolo consiglio: godetevi il paesaggio mentre salite verso la Valle Sella perché merita moltissimo, soprattutto verso le 11 quando il sole è proprio dietro alle montagne.
Arte Sella è uno di quei luoghi adatti a tutte le occasioni di visita: da soli, in coppia, con la famiglia.
E' un percorso di cammino facile, ma servono comunque delle scarpe adatte.
Dalla mia visita della settimana scorsa ho imparato che godersi l'Arte in mezzo alla natura è un qualcosa che non ha prezzo.

Un Lago di nome Ness

Loch Ness - © 2013 Giovy

Eccolo lì... uno dei luoghi più famosi del mondo. Vuoi andare in Scozia e non andare a vedere Loch Ness? Cominciamo subito col mettere i puntini sulle i: o si dice Lago Ness o si dice Loch Ness. Non si dice Lago di Loch Ness... perchè sarebbe come dire Lago Lago di Ness. Puntualizzazioni a parte, questo luogo è così famoso che non richiederebbe nessuna descrizione, eppure è necessario sfatare qualche mito.

Storie dal Royal Mile

Edimburgo Royal Mile
Il Royal Mile - © 2013 Giovy
E' la via più famosa di Edimburgo e, a dirla tutta, non esisterebbe nemmeno.
Il Royal Mile è quel miglio, appunto, che unisce Holyrood Palace al Castello di Edimburgo, che si trova su di una rupe.
Era la strada percorsa dai reali per spostarsi da una residenza all'altra ma, in realtà, è il collage di più vie. 
E' il cuore pulsante di Edimburgo e lo è stato anche in passato.
Li si svolgevano attività, mercati; da quelle parti vivevano filosofi, letterati, scrittori.
Dal Royal Mile si domina tutta la città bassa e sembra di avere la capitale in pugno.
Quando ci sono andata io, circa un mese fa, era brulicante di gente per il Fringe Festival.
Forse sarà stato per la moltitudine di persone, forse perché mi piace camminare e osservare ciò che sta più in alto di me, forse perché sono curiosa... ma ho camminato per più volte da quelle parti osservando ciò che mi sovrastava.
Leggevo ogni piccola scritta, mi avvicinavo ad ogni targa che mi sembrava interessante.
Ho capito quindi che l'essenza del Royal Mile è quella di osservare ciò che non è scontato e a portata di naso.
Se pensate di andare a Edimburgo, non potete perdervi questa via così importante.
Segnatevi quindi le storie che mi accingo a segnalarvi.
Robert Burns House
Casa di Robert Burns - © 2013 Giovy
Sul Royal Mile ci viveva Robert Burns, uno dei capisaldi della poesia Scozzese.
Vicino a casa sua si trova anche un museo letterario.
Burns visse proprio lì e si struggeva perché la vita di città non era proprio quella adatta a lui.
Questo tormento ha però alimentato alla grande la sua poesia che resta nel cuore di tutti gli Scozzesi, anche ora.
Statua di David Hume
David Hume - © 2013 Giovy

Più o meno a metà del Royal Mile troverete la statua del filosofo David Hume.
Alzi la mano chi non l'ha odiato almeno per cinque minuti quando l'ha studiato.
A me non dispiaceva, anche se non era trai miei preferiti.
Noterete che la statua bronzea del filosofo presenta un "pollicione" bello lustro e consumato.
Chiunque passi davanti a Hume tocca il suo alluce perché porta bene, porta inventiva, porta occasioni per la propria via.
L'ho fatto anch'io... vi dirò.
Edimburgo Deacon Brodie
Deacon Brodie - © 2013 Giovy
La storia che però mi ha preso di più è quella di Deacon Brodie.
Proprio dirimpettaio a Hume c'è un pub dedicato a questo personaggio che, a fine settecento, viveva una doppia vita all'ombra della città alta.
Di giorno era un signore nobile, rispettabile, frequentante i salotti buoni della città.
Di notte si trasformava in un ladro senza scrupoli e in un assassino.
Si dice che Stevenson si sia ispirato a lui per scrivere Doctor Jeckyll e Mister Hyde.
Queste sono solo tre delle storie che potete leggere sui muri, su ciotoli, sulle case e nell'aria del Royal Mile.
Si dice che questa sia una delle zone con la più alta presenza di fantasmi di tutto il mondo.
Io ho visto il Royal Mile in pieno sole, in pieno Fringe e in piena Estate.
Vorrei riprovare a passare di lì col buio, avvolta nella nebbia per immaginare di incontrare proprio Stevenson sotto casa o la sua Mary Reilly, eternamente spaventata.

Tempo di Vendemmia

Sagre dell'Uva

Vedere i trattori che girano per strada pieni di uva mi ricorda proprio che Settembre è qui.
Mi è capitato spesso, ovunque abbia vissuto, di osservare il lento andare di questi mezzi di trasporto carichi di acini sballonzolanti.
La mia mente viaggia spesso e crea collegamenti che nessun umano potrebbe immaginare.
Pensare agli acini di uva mi riporta ai momenti delle Sagre dell'Uva o Sagre del Vino.
Come più piace a voi.
Siamo ai primi del mese e questo è proprio il tempo adatto per pensare di trascorrere un week end tra campi e profumo di mosto.
Si tratta di un momento che, a mio avviso, fa davvero bene al cuore perché si recupera un senso del convivio che era tipico della società di una volta.
Credo che l'Italia sia piena di feste dell'Uva o del vino, che dir si voglia.
Io ve ne indico due, una nel nostro paese e una appena fuori dal confine.
Cominciamo da questa, dalla Sagra dell'Uva di Mendrisio.
Il Mendrisiotto è una zona bellissima del Canton Ticino, appena dentro al confine, a 15 minuti da Como per darvi un'indicazione in termini di tempo.
D'autunno è una parte di Svizzera davvero bella: si colora come fosse una bellissima donna che sta aspettando il proprio amante. Diventa fantastica!
Dal 27 al 29 Settembre il Centro Storico verrà chiuso al traffico e si riempirà di stand dove poter mangiare e bere. Le corti più belle verranno aperte al pubblico e diventeranno luogo di degustazione del Merlot Ticinese.
Vi sbagliate di grosso se pensate che in Svizzera non sappiano fare il vino!
Se, invece, volete rimanere nella nostra penisola, dal 13 al 19 Settembre si svolgerà la Festa dell'Uva a Soave, in provincia di Verona.
Io e Soave abbiamo passato momenti duri ma adoro questo piccolo comune e il suo castello davvero speciale.
Si tratta della prima festa dell'Uva mai organizzata in Italia. La prima edizione risale al 1929.
Se in Ticino ci dedichiamo al rosso, qui è l'uva Garganega a farla da padrona.
Vi confesso un segreto: a me la Garganega piace un sacco, ma non ditelo a nessuno!!

Che scegliate la Svizzera o l'Italia, l'importante è che decidiate di regalarvi un momento fatto di gusto, di cose buone, di natura e di territori da esplorare.
Buon viaggio!

Un giro in Valsugana

Levico Valsugana
Foto da VisitValsugana.it
Ciao, domani vado in Valsugana!
Eh già, borsa pronta, mente pure... si parte!
Mi attendono tre giorni in una di quelle valli in cui andavo spesso quando ero piccola.
La Valsugana per me è sempre stata la seconda porta del Trentino.
La prima era la Vallarsa, molto più vicina a dove sono cresciuta.
La Valsugana era quella valle nella quale transitavo per andarmene dalle parti di Trento.
Io, sinceramente, non vedo l'ora perchè saranno dei giorni davvero interessanti.
La mia destinazione sarà Levico Terme, che è un posticino davvero grazioso (nei miei ricordi) e che ho proprio voglia di esplorare.
Come mai vado da quelle parti?
Mi attendono 3 giorni in compagni di alcuni cari blogger e gli organizzatori di E-TourismLab.
Il nostro compito sarà quello di esplorare le zone e le locations che ospiteranno questo evento/laboratiorio sul mondo del turismo e del web.
Io mi sento proprio in the mood for exploring.
La Valsugana è un territorio ricco di storia e di natura.
Nel nostro programma c'è anche la visita ad ArteSella, luogo che "corteggio" davvero da molto tempo.
Per gli amanti della Storia come me, la Valsugana offre una serie davvero grande di opportunità di esplorazione.
Sono giorni che penso al numero di forti della Grande Guerra presenti in quella zona e, sinceramente, spero di riuscire a ritagliarmi del tempo da dedicare a questo pezzo di storia del nostro paese.
Ci sono luoghi che, in apparenza, sembrano quasi delle sorelle timidi di altri posti ben più noti.
La Valsugana, in primis, regala un po' questo genere di sensazione.
Sembra nascondersi dietro la notorietà di molte altre valli trentine ma è uguale a tutte loro per bellezza, offerta, cieli azzurri e montagne da esplorare.
Io parto, seguitemi su Twitter con l'hashtag #MeetETL!

Berlino che ricorda il passato

Picture from Wikipedia
Berlino mi è sempre sembrata una città molto legata al tema del ricordo.
E' come se un sottile ma costante fil rouge la legasse indissolubilmente a quello che è stato il suo passato, proiettandola irrimediabilmente in un futuro magnifico.
Già, Berlino è come una specie di insalata mista dove ogni sapore è grandioso perché accostato a qualcosa di diametralmente opposto.
Il simbolo assoluto di questo dualismo tipico della capitale tedesca è, a mio avviso, la Kaiser Wilhelm Gedächtinskirche.
Non c'è nome più complicato per chi non sa il tedesco.
Ho sentito mille storpiature di questo luogo e della via vicino alla quale si trova: Kurfürsterdamm.
I Berlinesi chiamano questo mega viale stracolmo di negozi Ku'damm
Se non sapete il tedesco, imparate pure questo soprannome... un po' più facile e sicuramente comprensibile a tutti.
La prima volta che mi sono ritrovata su questa viale storico ho continuato ad osservare proprio quello che rimane della Kaiser Wilhelm Kirche e cercavo di immaginare come fosse il tutto prima dei bombardamenti.
La mia mente è capace di voli pindarici ed in quel momento la Ku'damm contemporanea sparì.
Restò la strada pavimentata all'antica, restò una meravigliosa chiesa dell'Ottocento.
Sentivo passare le carrozze, non le auto, e la Zoo Bahnhof era appena stata aperta.
Mi trovavo molto prima della guerra, molto prima della spartizione della città, molto prima di Christiane F e la sua vicenda terribilmente reale.
Berlino sa essere davvero una città magica dove vale la pena di trovare l'alloggio perfetto per poterci restare molti giorni, magari con Oh Berlin, servizio sempre utile ai noi viaggiatori seriali.
Io sto già pensando alla prossima partenza, e voi?


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