Le 52 Gallerie sul Pasubio

52 Gallerie Pasubio
Foto da Wikimedia Commos 
Se volete vedere il panorama immortalato qui sopra, dovrete mettervi gli scarponi per fare un sentiero che non è solo una strada tracciata sulla montagna. E', allo stesso tempo, un libro di storia e un luogo immensamente umano: le 52 Gallerie.
Se leggete questo blog da molto tempo saprete bene che, ai primi di Novembre, io scrivo spesso di luoghi legati alla fine della Prima Guerra Mondiale.
E' come una specie di tarlo nella mia mente: ieri era il 4 Novembre ed io penso sempre a quell'armistizio che, per l'Italia, mise fine ad una guerra micidiale.
La cosa che mi rende un po' stranita è il fatto l'Italia celebra proprio marginalmente quest'armistizio mentre Francia e Inghilterra lo considerano ancora una pietra miliare della loro storia come nazione.
Anyway, tornando alle 52 Gallerie, sono un grande classico del trekking dell'Alto Vicentino.
Se nasci dalle mie parti, cominci a sentirne parlare quando sei all'asilo.
Le affrontai per la prima volta intorno agli 8 anni, con mio fratello.
Il percorso più conosciuto prevede la salita dalle 52 Gallerie, un po' di riposo al Rifugio Papa e la discesa per la strada degli Eroi. Tutti luoghi legati alla Prima Guerra mondiale.
La seconda volta che camminai sulla strada delle Gallerie ero in età da scuola media.
Ci andai con C.A.I. locale e la nostra guida era un signore molto serio che ci spiegò come, secondo lui, la gente dovrebbe affrontare quel sentiero di sei kilometri e mezzo circa: in silenzio.
L'atmosfera, di fronte alla prima galleria, è difatti solenne.
Si ricorda in quel luogo il sacrificio di chi scavò quei 52 buchi nel sasso della montagna.
Un quarto della strada è infatti costituita da tunnel, più o meno larghi, più o meno alti, attraverso i quali si arrivava in un luogo sicuro dove, nel 1916 e 1917 l'artiglieria Austriaca non poteva vederti.
Le Gallerie sono state costruite per portare sul monte rifornimenti, cibo, armi e chissà quante altre cose senza che gli Austriaci vedessero i soldati Italiani.
Successivamente a quella volta, salii su per quella strada non so quante altre volte: di giorno, di notte, al tramonto, all'alba, con qualsiasi condizione atmosferica.
Ci sono punti in cui il dislivello si fa sentire ma non fu per quello che, la gran parte delle volte, feci quel percorso in silenzio.
Nei giorni scorsi sono stata nel mio Alto Vicentino ma il tempo è stato tiranno.
Non ho avuto l'occasione di andare a salutare il Pasubio ma quel monte è sempre con me, nel mio cuore e nella mia mente.
Se vi capitasse di andare da quelle parti, portate gli scarponi, mettete nello zaino tanta acqua e portate il vostro saluto a quella montagna che, se solo potesse parlare, avrebbe miliardi di storie da raccontare.
Una grande avvertenza: questo è un luogo bellissimo ma non è turistico.
Dentro le gallerie si scivola, ci vuole la pila, alcune sono lunghe (sui 100 metri) e basse. Quindi se soffrite di claustrofobia pensateci bene prima di mettervi in cammino.
Certi luoghi si conquistano passo dopo passo e questo è proprio uno di quei posti.

4 commenti:

  1. Anch'io sono stata spesso sul Pasubio e da li sono arrivata fino alle 7 croci sopra il rifugio A.Papa e fino a vedere il dente Austriaco, linea di confine durante la prima grande guerra, tra il fronte italiano e quello austriaco appunto.
    Luogo di memoria che è giusto percorrere per ricordare questo grande avvenimento e tutte le persone morte nelle trincee, alcuni pezzi ancora visibili.
    Anch'io essendo vicentina ho percorso più e più volte quei percorsi sin da bambina con i miei genitori che mi hanno fatto amare questi luoghi e conoscere la loro storia,sia la strada degli eroi, antica mulattiera militare e molte altre volte proprio per le galleria. Paesaggi mozzafiato, io in una giornata davvero limpida (che capita però poche volte) dalla strade delle gallerie, sono riuscita a vedere la laguna di Venezia, ho visto camosci e trovato un piccolo pipistrello all'uscita di una galleria.
    I paesaggi sono diversi lungo i due percorsi, Nella strada degli eroi si cammina molto in mezzo al bosco, e qui si può ammirare soprattutto la flora della zona. Invece la meraviglia delle gallerie è proprio il paesaggio visibile quando si esce dalle varie gallerie e che prima ho descritto.
    Io però consiglio a chi decide di intraprendere questo percorso per raggiungere poi il rifugio Papa, di scendere poi per la strada degli Scarubbi , con rispettive scorciatoie, in quanto vi porterà direttamente dove avete lasciato in precedenza l'auto, e di percorrere la strada degli eroi in un altra occasione in quanto le partenza dei due percorsi sono collocate in due posti diversi e non molto vicini.
    mi raccomando come è stato scritto non è una passeggiata turistica, serve l'abbigliamento e l'equipaggiamento adeguato e un pò di allenamento e molta molta attenzione.
    Buona Passeggiata a tutti. Chi percorrerà almeno una volta le gallerie non le dimenticherà mai per tutto ciò che vedrà, scoprirà e potrà imparare e tramandare poi alle generazioni future, perchè quel che è successo su quei monti non venga mai dimenticato.

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    1. Percorrere gli Scarrubbi per il ritorno forse è la cosa migliore.
      Io sono sempre scesa dalla strada degli Eroi e poi qualcuno correva a recuperare una macchina :)
      Le Gallerie sono davvero qualcosa di indimenticabile, hai ragione.
      Grazie per il tuo commento e per essere passata di qui.

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    2. anch'io come voi ho cominciato fin da piccolo ha fare le 52 gallerie e il Pasubio con le sue varianti (Val fontana d' oro - val canale - ferrata delle cinque cime ) pero' le gallerie hanno un fascino particolare e non ti stanchi mai di farle ( le ho fatte anche in solitaria ) .Il prossimo anno centenario dela Grande guerra cerco di portare anche mie figlie per fargli vedere dovehanno sacrificato la vita molti uomini per la libertà

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    3. Ciao Paolo,
      grazie per il tuo commento.
      Hai ragione che, malgrado la salita, percorrere la Strada delle Gallerie non è stancante.
      L'anno prossimo anch'io la rifarò proprio perché il centenario ha un significato particolare per me.

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