La Favorita

Visitare Valdagno
La Favorita - © 2013 Giovy

Oggi vi porto a fare una passeggiata in un posto che ha sempre fatto parte della mia Valdagno.
Come vi raccontavo pochi giorni fa, sono qui perché si celebra la Festa d'Autunno e, per una volta, mi piacerebbe davvero raccontare i luoghi che mi hanno vista crescere.
Uno di questi posti è una villa che ha sempre occupato un posto nella casellina "mistero" dentro la mia testa.
Si chiama La Favorita e la sua costruzione è cominciata negli anni '30, ad opera di Gio Ponti e Francesco Bonfanti.
La Villa padronale non è una di quelle ville da mille e una notte ma rimaneva comunque un pensiero bello dentro la mia testa.
Quello che adoravo di quel luogo era il parco che, ancor oggi, riveste un ruolo importante nella bellezza della Favorita.
Per anni la villa fu privata e, come essa, il parco.
Veniva aperto, negli anni '80, per un concorso Ippico ed io e le mie amiche correvamo là come fosse chissà che avvenimento.
Già allora certe zone del parco e delle serre erano lasciate a se stesse e si vestivano di un certo stile decadente che a me piaceva tanto.
La Favorita, dentro la mia testa, era proprio una villa da inizio Novecento.
Mi immaginavo donne con pettinature morbide e cammeo appuntati al collo, vestite di colori pastello e dal profumo di borotalco.
Quando mi fermavo a guardare quello che io chiamavo "Il laghetto", vedevo queste donne sedute lì vicino, magari a struggersi per chissà che amore lontano.
Ecco, se dovessi abbinare La Favorita ad uno scrittore, questo sarebbe sicuramente D'Annunzio, con le sue parole ricamate e le atmosfere ovattate.
Ieri, camminando per il parco, ero davvero felice che fosse stato restituito alla città.
Da qualche anno, infatti, il muro di cinta che circondava il tutto, è stato abbattuto rendendo questo luogo un proseguimento naturale della zona di Valdagno in cui si trova.
Ora è il parco della mia città e questo è davvero bello.
Passeggiando per i suoi viali si viaggia nel tempo e nello spazio: nel giardino sono presenti alberi da molte parti del mondo.
Ieri mi sono fermata ad ammirare un acero giapponese che colorava con le sue foglie tutto ciò che lo circondava.
Ieri, camminando, mi sono sentita di nuovo a casa.
Ho percepito davvero dentro me il luogo in cui sono nata.
E questa,  a mio avviso, è una grande cosa perfetta.
Sinceramente, Valdagno mi sta facendo bene. 

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