Un viaggio verso le Ebridi Esterne

Ebridi Esterne
L'arcobaleno dalla mia finestra a Stornoway - © 2013 Giovy

Oggi ho voglia di mettere nero su bianco qualche consiglio per chi, pazzo come me, pensa di raggiungere le isole Ebridi Esterne prima o poi.
Un viaggio alle Ebridi Esterne non è qualcosa che si improvvisa.
Ero nella sala d'aspetto della Caledonian MacBryane a Ullapool quando un gruppetto di ragazzi italiani si avvicina al counter chiedendo un biglietto per Lewis, la più grande delle Isole.
La signorina al counter chiede loro quando vogliono tornare e loro, molto stupiti, dicono di voler fare un viaggio in giornata.
Pochi secondi dopo questi ragazzi se ne andarono a testa bassa, senza il loro viaggio alla Ebridi.
Forse avevano confuso le Isole.
Le Ebridi sono di due tipi: Interne e  Esterne.
Per Interne si intendono tutte quelle isole vicine a Skye, a Sud. 
Sono raggiungibili spesso con ponti e quindi un daytrip da quelle parti è molto più fattibile.
Le Esterne sono Lewis e Harris (che sono la stessa isola), Uist e St.Kilda.
Praticamente terre che lottano ogni giorno col vento e con l'Oceano.
Sono lontane, nordiche, ci sono dei ponti tra le due parte di Uist ma per il resto serve il traghetto.
Almeno 3 ore circa dalla "Scotland mainland".

Le strade su queste isole ci sono ma sono poche e spesso molto strette.
Queste terre sono il regno della torba e patria di gente che si divide in due categorie: quelli che non ti badano per nulla e quelli che ti aprono il cuore pieno di ospitalità.
La sensazione che abbiamo avuto noi su Lewis è che, viaggiatori o no loro, stanno bene lo stesso.
La loro vita non cambia.

Testimone di quest'ultima affermazione è il fatto che la domenica è tutto chiuso.
Questi luoghi sono estremamente puritani e religiosi.
Alla domenica non si lavora e ai bimbi è chiesto, ad esempio, di non giocare nei parchi pubblici.
La domenica è solo il giorno di Dio.
Tenete a mente questa cosa se programmate un viaggio da quelle parti perché la domenica non ci sono bus, le attrazioni a pagamento sono chiuse, i supermercati serrati. Non si beve, non si mangia, non si viaggia. Se non a piedi... come abbiamo fatto noi.
C'è una piccola eccezione che è come la terra promessa vista dal deserto: a Stornoway c'è un piccolo distributore di benzina aperto per qualche ora la domenica mattina.
Lì potete trovare da mangiare per il giorno della chiusura totale.
Sull'isola c'è poi un ristorante indiano molto buono. Anche quello vi darà da mangiare alla domenica.
Quindi, se potete, organizzate un itinerario che vada dal lunedì al sabato.
Sarà tutto più facile.

Se viaggiate con un'auto, prenotate in anticipo il traghetto.
Se invece, come noi, siete a piedi e vi affidate ai mezzi pubblici, è sufficiente arrivare al porto un'oretta prima della partenza del traghetto. C'è sempre posto.
Il ferry terminal dell'Isola di Lewis è molto vicino alla stazione degli autobus di Stornoway.
Stornoway è l'unica città dell'isola e tutto passa di lì.

Gli autobus per girare ci sono ma hanno orari molto strani.
Cercate di avere un'idea di massima del vostro itinerario prima di arrivare lì (usate Traveline, c'è anche l'App) , così da non restare a piedi in mezzo al nulla.
L'autobus si ferma dove volete. Ci sono le fermate segnalate lungo la strada ma ci sono anche le zone in cui nulla è indicato. Voi mettetevi da qualche parte lungo il tragitto e non appena vedete il bus, fate cenno. 
Nota importantissima: gli orari sono un po' "ballerini"(non come in altre zone del Regno Unito) per via delle strade che non sono poi così belle e semplici. Sicché voi andate alla fermata con un po' di anticipo e armatevi di pazienza.
In 5 giorni, l'unico momento di puntualità dei mezzi è stato alla partenza al mattino. 
Per il resto ho sempre creduto di restarmene in mezzo al nulla perché nessuno sarebbe più passato.
Il servizio pubblico è molto conveniente a livello di prezzi.

Mi sono resa conto che le Ebridi Esterne sono terre con molti tesori da mostrare ma non sono per tutti perché sono "ruspie", molto ruvide, estreme nella luce e nel buio (siamo a 58° Nord di latitudine) e molto conformi nel clima.
Per via della corrente del Golfo non farà mai freddissimo ma non sarà mai nemmeno caldo.
Ad Agosto, al mattino alle 8, la temperatura era intorno ai 10°.
Queste sono isole perfette se non temete il confronto con la natura e con il mondo perché spesso vi ritroverete da soli in mezzo alla campagna, alla torba, tra mare e terra ed in balia di venti molto intensi.
Qui non ci sono le comodità turistiche di molti altri luoghi della Scozia.
Pochi pub (e molto mal frequentanti), negozi essenziali e un grande supermercato che vi salverà pranzi e cene.
Saranno estreme, ma io le ho amate proprio per questo.

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