Selinunte: vivere la Sicilia lentamente

Visitare Selinunte in Sicilia

Oggi il mio blog si veste di Sicilia, grazie a Francesco di Travel365.it.

Fra tutti i pensieri che vengono in mente quando si pensa alla Sicilia è costante il senso della Storia.
Un viaggio in Sicilia è un tuffo nelle origini, un ritorno al passato che coinvolge non solo la mente ma anche cuore e corpo: un viaggio che trova fra le coste della Sicilia sud-occidentale una sosta
ideale a Marinella di Selinunte, che con la sua vasta area archeologica, le sue spiagge selvagge e incontaminate e la borgata marinara rappresenta il perfetto connubio tra presente e passato.
L'esperienza inizia di buon'ora con l'incanto del pesce che si svolge tutti i giorni nelle prime ore della mattina: uno dei più antichi sistemi di vendita qui diventa routine quotidiana. I pescatori escono in mare nelle ore notturne e appena rientrati sono soliti vendere il pesce appena pescato attraverso un'asta con tanto di banditore urlante e la possibilità di fare buoni affari.
Assolutamente da provare la colazione a base di granita di limone selinuntina, riprendendo un uso degli abitanti del posto che amano trovare refrigerio dalla calura mattutina in questo modo. La granita di Selinunte è diversa per consistenza dalle solite granite siciliane, ed accompagnata da una brioche, affacciati sulla terrazza sul mare costruita sull'antico scalo nel centro del paese, assicura una colazione dal sapore fresco ed antico, su uno sfondo di pura natura che mette l'animo in pace con il mondo.
Per gli appassionati della natura e del mare, nascosta dal promontorio ad ovest, l'avventura si sposta verso la foce del Belice, attorno alla quale è stata realizzata una riserva naturale. La foce del fiume appare fra le dune sabbiose della spiaggia dove la macchia mediterranea cresce selvaggia insieme ai gigli di mare e alle alte piante di agave (Zabbare). In primavera, i più fortunati possono scovare un nido di uova di tartarughe marine, ed assistere alla loro schiusa.
La riserva è accessibile a poche centinaia di metri direttamente dalla borgata marinara oppure la si può raggiungere, nella sua parte più selvaggia, percorrendo pochi chilometri in auto, attraversando i binari della vecchia linea ferroviaria dismessa da alcune decine d'anni.
L'accesso alla spiaggia attraverso la vegetazione è facilitato da un percorso su passerelle in legno, attraverso il quale si giunge sulla riva del mare dove si può fare un bagno nelle acque limpide del mare, se il clima lo permette.
L'antica città greca, come il mitico Achille, ebbe una vita breve ma intensa, riuscendo, in un arco di tempo che va dal V sec. alla metà del III sec., a diventare in poco tempo una delle più ricche e prestigiose città dell'antichità.
Venne poi distrutta dalle guerre, da terremoti e maremoti, ed è oggi racchiusa all'interno del Parco Archeologico.
Il parco ha un interesse storico e archeologico notevole, e la visita è consigliata a chi cerca un weekend in Sicilia in contatto con la storia antica e con le origini della civiltà moderna. Tutta l'area è circondata da "dune" di terra che isolano il parco dal contesto moderno, cosicché entrare nel parco archeologico è come entrare in un mondo passato in cui il tempo sembra essersi fermato.
I suoni, i profumi, la luce hanno il sapore dell'eternità. Partendo dall'Acropoli, l'antico centro della città, fra i resti delle mura delle case e delle botteghe, percorrendo il decumano, si incontra un albero sotto al quale è possibile ripararsi qualche attimo dal sole seduti su una panchina; è questo uno dei posti più suggestivi dove chiudendo gli occhi sembra di sentire i passi e le voci delle persone che 2.500 anni fa hanno percorso quelle stesse strade, giungendo fino ai resti delle antiche porte dove restano ancora percorribili piccoli passaggi sotterranei. Le rovine dei Templi sacri sorgono sulla collina orientale, fuori dal centro abitato e colpiscono per la loro imponenza.
Imperdibile è una pausa nella parte sud del Tempio E, ricostruito agli inizi del secolo, da dove è possibile ammirare tramonti incantevoli e ricchi di fascino. Accanto al Tempio E, probabilmente dedicato ad Era, sorge anche il Tempio G, dedicato a Giove, il più grande mai progettato fra i templi greci, ma mai terminato di costruire, come mostrano le colonne rimaste lisce, senza scanalature, e tutte crollate tranne una, chiamata il Fuso della Vecchia.
La visita all'area archeologica si completa con una visita presso le Cave di Cusa, dove veniva estratto il materiale necessario alla costruzione degli edifici della città. Le cave si trovano a pochi chilometri dal parco archeologico e qui l'impatto col passato, se possibile, è ancora più intenso, poiché tutto sembra in attesa dell'arrivo dei lavoratori, pronti a riprendere da dove hanno lasciato.
Selinunte è un angolo di mondo dove a vita scorre ancora al lento ritmo della natura e del mare: viverla intensamente significa viverla lentamente.


Viaggio in Sicilia

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