La Quinceañera di Santiago

Quinceanera
Santiago de Cuba - © Giovy 2013

La Quinceañera, in tutta l'America Latina, e quindi anche a Cuba, è un fatto davvero serio. Di per sé, indica il momento dell'entrata ufficiale in società di una ragazza che equivale con il compimento del 15 anno d'età. Quando ero piccola mi capitava di passare del tempo con mia nonna Cecilia e lei guardare le telenovelas sudamericane. Io avevo capito da lì che a 15 anni si poteva fare un festone immenso! Quando arrivò il mio turno di compiere quella benedetta età, mia madre smorzò i miei entusiasmi e mi spiegò per bene che non potevo prendere una tradizione latinoamericana e portarla così nella mia vita. La cosa mi restò un po' lì ma si risolse tutto durante il mio secondo viaggio a Cuba.

Ero a Santiago, più che altro per fare delle ricerche storiche per la mia tesi e per scoprire quel lato dell'Isla Grande che non avevo ancora visto. Gironzolavo per la città e capitai vicino ad una scuola dove c'erano delle bimbe che correvano di qua e di là. Era il primo pomeriggio, il caldo si faceva sentire un po' ed io me ne stavo ad osservare le corse dei bimbi e sorridevo. E lì è nata la foto qui sopra. Ad un certo punto arrivò una mega macchina americana degli anni '50. Di certo non vi dico nulla di nuovo nel comunicarvi che Cuba è colma di queste macchine. Ce ne sono certe messe a punto per i turisti ma ve ne sono altre (soprattutto nelle zone a Sud) che sono delle vere e proprie opere d'arte. Le guardi e ti chiedi come fanno ad andare avanti.

Anyway... da quella macchina uscì una ragazzina vestita quasi da principessa. Tutti la applaudivano e lei camminava a braccetto con suo padre ed era raggiante. Il primo pensiero fu "questo è un matrimonio" ma poi la guardai bene e capii che si trattava di una festa per i 15 anni. Mi avvicinai d'istinto, volevo fotografarla ma poi mi resi conto che avrei violato un suo momento magico ed allora non lo feci. Le ero vicina e chiesi se potevo farle gli auguri. Non so come ma lei si illuminò ancora di più. Suo padre sorrideva e la scortò dentro ad una corte della parte vecchia di Santiago, sentivo la musica e gli applausi per la festeggiata.

Io ero lì felice perché, per un piccolo momento, avevo preso parte ad una Quinceañera e mi sembrava una grande cosa. Stavo per andarmene quando il padre della festeggiata tornò fuori con un bicchiere di rum per me. Mi chiedeva di brindare a sua figlia e ... come potevo rifiutare? Buttato giù il rum ringraziai di nuovo e lui invitò me e la persona che era con me alla festa. Subito rifiutai con cortesia ma venni letteralmente trascinata in quella bellissima corte cubana.

La musica era alta, il rum buonissimo e arroz y frijoles a volontà. Mi sentivo in obbligo di tenermi indietro dal banchetto per non fare quella imbucata ad una festa ma ogni tanto arrivava qualche parente della festeggiata a portarmi da mangiare e bere. Lasciai la festa che erano ormai le 22 suonate e forse la più suonata ero io perché non so quanto avevo mangiato, bevuto e ballato.

Quello che più mi restò addosso di quella notte fu l'accoglienza e la sensazione di essere, sebbene in piccola parte, un po' un membro di quella famiglia. Tutti mi chiedevano da dove fossi, cosa facessi e nel mezzo della risposta qualcuno mi trascinava a ballare. Non importava fosse giovane, vecchio, donna o uomo ... la festa era una cosa grandiosa. Mi sono chiesta per un po' cosa la rendesse così speciale: era la sua genuinità.

Un'esperienza targata Cuba che non dimenticherò mai.

2 commenti:

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