Quella volta a Kassel

Picture by Albert Videt 

Quando cominciai a studiare seriamente tedesco alle medie, tutte le storie del mio libro di tedesco erano ambientate in una scuola di Kassel. I primi tempi ridevamo come stupidi in classe quando la prof nominava questa città, per la strana assonanza di quel nome. Beata stupidità. Anno dopo anno cominciai a conoscere davvero bene quella città perché il mio libro di tedesco, con la scusa di raccontare la grammatica, faceva un bel esercizio di Storytelling per promuovere quella città.

Io non me ne rendevo conto al tempo ma Kassel mi stava conquistando. E' successa la stessa cosa con York, che era protagonista del mio libro di grammatica inglese. Leggi, leggi, fai esercizio, leggi, ti interrogano e leggi ancora e poi va a finire che tu ci vai in quella città. Sia York che Kassel. Non so perché sono partita per l'Assia, ovvero Essen ... come si chiama in Tedesco quel Land.

Kassel è proprio lì, al centro della Germania e non proprio distante da Francoforte. Quella parte della Germania è un cuore pulsante e teutonico, carico di una storia tale che nemmeno immaginiamo. La città venne fondata da popolazioni locali ma furono i Romani a parlarne per la prima volta in forma scritta. La città ne vide di ogni, infatti non so quante guerre sono passate da queste parti. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu quasi rasa al suolo dai bombardamenti inglesi ma ci fu qualcosa che si salvò.

Girare per le vie di Kassel è come viaggiare con la macchina del tempo. Ci sono vie e zone delle quali si nota l'estrema ricostruzione. Ci sono dei luoghi che trasudano medioevo ed epoche in cui la Germania era una potenza assoluta, l'unico impero ancora in piedi. In questa città vissero a lungo i Fratelli Grimm. Fu qui che compirono la loro mitica impresa di raccolta e catalogazione di tutta quella che era la tradizione di favole narrate a voce alta.

Qui i Grimm fecero la fortuna di Walt Disney senza saperlo e, a dirla tutta, secondo me si rivoltano nella tomba ogni qualvolta qualcuno intona Provate a fischiettar. Povera Biancaneve, torturata per anni e rinchiusa in una personalità che proprio non era la sua! Io ho un ricordo bellissimo legato ad un pomeriggio di luglio passato a Kassel.

Ero al Löwenburg, appena fuori Kassel. Si tratta di un castello magnifico, costruito nel Medioevo e rimaneggiato nelle epoche successive. Per il destino delle opere d'arte, la guerra l'ha risparmiato. Quel giorno tentavo l'ennesima lettura dei Grimm in Tedesco. Sono come il pane vecchio: speciali ma un po' duri da masticare ma quando ci riesci non c'è pari. Io ero nel parco del castello, sentivo il tiepido sole di luglio, un po' di vento e tanta tranquillità.

La Germania per me è sempre stata sinonimo di momenti sereni, quasi sospesi. Quel pomeriggio arrivai infondo all'oscurità di Biancaneve, capii tutto quel buio, quel dolore e quel freddo glaciale. Capii un pezzo di quel mondo. Avete presente quando vi ostinate a finire un libro ma non ce la fate e poi improvvisamente un giorno riuscite nell'impresa?

Ecco, per me Kassel è una città bellissima e interessante perché mi ha fatto innamorare dei Grimm e del loro mondo perfettamente crudele. Che bellezza! Da quel momento ho decapitato in modo figurato tutte le principesse sorridenti e le ho sostituite con l'unica Biancaneve che poteva esistere: quella di Shrek... solo perché canta Immigrant Song!


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