Il giusto tempo

Visitare Asiago
L'altopiano tra le nuvole - © Giovy 2013
Nessuno è profeta in patria e ci sono mille modi per rendersene conto.
Succede che torni molto vicino a dove sei cresciuta, dove tutto ha un odore, un sapore, una visione familiare.
Succede che ci torni proprio quando ti senti un po' in bilico, un po' così.
Le nuvole si aprono davanti a te e guardi l'Altopiano di Asiago farsi spazio tra le nuvole... e tutto diventa chiaro.
Quel sapore, quell'odore, quella visione e tutto quello che hai dentro te.
Non vivo più nell'Alto Vicentino da dieci anni ormai ed è proprio la lontananza a far si che il mio cuore coltivi l'amore verso la mia terra.
Non è cosa da poco e non è un qualcosa che avrei dato per scontato.
Quando me ne andai fu per lavoro e dentro di me tirai un sospiro di sollievo perché mi sembrava di poter abbracciare, finalmente, il mondo.
Ma c'era qualcosa che restava lì, un po' appeso e mi faceva piangere ogni volta che tornavo e poi ripartivo: le mie montagne.
Giorni fa mi sono trovata davanti ad un panorama che mi ha fatto commuovere e non sarò mai riconoscente a Terranostra, Coldiretti Vicenza e Studio Cru per avermi portato di nuovo a ragionare su quanto amo raccontare la mia terra.
Camminavano sull'Altpiano, pochi passi dietro Malga Spill.
L'aria era fredda ma io stavo bene anche se ero in bermuda. Ero rapita dalla mia terra e da quello che vedevo attorno a me. Ho visto pisacan (tarassaco), maresina (tanaceto) bruscandoli (asparagi selvatici), sciopeti (è un erba chiamata anche carletti).
Ho mangiato (di nuovo) cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
Scherzi a parte, io alla cosa che racconta Proust relativamente al ricordo legato al sapore ci credo da matti.
Sabato eravamo a pranzo all'Agriturismo al Cucco, un posto imperdibile.
Sul mio piatto si sono presentati polenta e pisacan e a me è scesa una lacrima, anche se forse nessuno se n'è accorto. Quello era il sapore della primavera a casa di mia nonna, dopo aver passato un sabato in giro a campi per trovare erbe selvatiche.
Io sabato scorso sono tornata bambina ascoltando di nuovo qualcuno parlare di Anguane e Salbei.
Mente viaggiavo per tornare a casa, pensavo a tutto questo e mi sono detta che spesso si cerca la bellezza troppo lontano da dove si è "caduti dall'albero".
C'è un tempo per cercare lidi tropicali.
C'è quello delle vacanze estreme e quello, forse di quelle comode.
C'è quello per amare l'Europa più di ogni altra cosa.
C'è quello dei misteri e dei luoghi famosi.
C'è anche quello in cui si torna a casa, almeno col cuore.
E si comincia a raccontare il luogo che ci ha dato forma, sapore, carattere e vita.
Quel tempo per me inizia ora.


Alto Vicentino
Valdastico - © Giovy 2013

4 commenti:

  1. la memoria involontaria che emerge da sapori e odori è una cosa non solo vera, ma anche straordinaria!

    a me narrare le cose della mia terra sta dando tante soddisfazioni (e forse un giorno verrà il momento di raccontare le terre lontane?), spero le dia anche a te :)

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  2. è forte l'emozione che trasmetti dai tuoi (nostri)luoghi.
    grazie giovanna! a presto per l'Agno Tour :)
    claudia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a voi tutti Claudia!
      Sono stata felicissima di averti conosciuta! :)

      Elimina

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