La gestazione di un viaggio

Viaggiare
Picture by Mirko Rubaltelli @ 500px.com
Stamattina, venendo al lavoro, cantavo tra me e la mia Super Yaris "La descrizione di un attimo", dei Tiromancino (quando facevano bella musica).
Al posto di dire "la descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano..." ho detto "la gestazione di un viaggio".
Nel giro di un minuto ho fatto tantissimi pensieri che nemmeno Mrs Bloom nello Ulysses di Joyce sarebbe capace.
Ho pensato che, con tutto rispetto per tutte le mamme del mondo, il viaggio necessita proprio di una gestazione.
Ogni viaggio dev'essere gestato per essere gestito nel migliore dei modi.
Anche la partenza compulsiva ha in se una che di gestazione.
Il viaggio è scatenato da una serie di pensieri che si mescolano e diventano una sola cosa: la voglia di partire.
La voglia di partire dev'essere protetta, nutrita ma soprattutto ascoltata.
Spesso ci mettiamo in testa di fare un viaggio non so dove e ci ostiniamo ad organizzarlo, arrancando, notando che le cose non vengono fuori naturalmente.

Quando sentiamo questa difficoltà vuol dire che non siamo nella direzione giusta.
La nostra voglia di partire ci parla fin dal primo istante.

Siamo noi che a volte la confondiamo con altri pensieri che, chissà come, arrivano alla nostra mente.
L'ascolto di noi stessi dev'essere sempre profondo, attento e partecipativo.
Più abbiamo paura di partire, meno la nostra voglia ci parlerà.
Più ci sentiremo liberi, meglio avverranno i nostri dialoghi, la pianificazione e meglio vivremo tutta la strada che dovremo percorrere.
Pensate all'attesa di un viaggio come la vita di un seme che, cullato dalla terra, diventa fiore e poi frutto.
Sentite tutto questo crescere in voi.
Sentitevi terra fertile e non abbiate mai paura di tutti i viaggi che vorrete partorire.

4 commenti:

  1. Da mamma e travel addicted non me la prendo a male... anzi!
    un viaggio contiene in se' una gestazione ... hai ragione quando dici che bisogna ascoltare, essere liberi, pensare a cio' che cresce in noi e cullarlo, senza paura.
    Bisogna farlo con i viaggi e con i figli.
    Anche se a volte non e' facile... :)
    Bisogna anche non ascoltare le voci esterne (non sempre almeno) quelle che ti dicono che sbagli, quelle che cercano di cambiarti la meta o il comportamento, quelle che ti dicono che sei pazza. Anche in questo caso vale per i viaggi e per i figli...e anche per i viaggi coi figli!;)
    Scusami...mi sono dilungata!:)

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  2. Molto felice del tuo commento.
    Su questo blog non c'è limite all'espressione! :)

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  3. un altro grande problema non è la gestazione della partenza, ma la gestazione del ritorno. insomma non ho ancora imparato a gestire la ri-partenza senza una malinconia convulsiva. ovunque vado l'erba del vicino è sempre più verde. come si chiama questa malattia?

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  4. Guarda, nemmeno io ho ancora imparato a gestirla bene.
    Credo si chiami "viaggite" acuta.

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Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

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