Petäjävesi: nel mezzo del nulla

Chiesa di Petajavesi
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Quando sono stata in Finlandia, il mio obiettivo era puntare verso Nord e guardare verso la Lapponia.
Avevo fatto un bel po' di piani di viaggio e l'andata verso la Lapponia prevedeva di costeggiare il Golfo di Botnia e così si fece.
Il ritorno era un'incognita, come in molti viaggi, fino al giorno in cui decidemmo che sarebbe stata ora di tornare a Helsinki.
Dunque... la Finlandia è scarsamente popolata ma è non è di certo piccola e per andare dalla zona di Rovaniemi fino a Sud ci vuole un bel giorno intero di viaggio senza soste.
Dato che a noi piaceva da matti guidare in giro per la Finlandia (leggete: che bello non c'è nessuno per strada) decidemmo di fare almeno una tappa.
La città preposta al nostro riposto fu Jyvaskyla, che si legge Iuvascula.
Quella fu la città in cui scoprii che anche certi fast food sono capaci di sfamare in modo decente e dove riuscii a vedere un piccolo pezzettino di aurora boreale.
Non è per questo che vi sto parlando di Jyvaskyla.
A pochi km ad ovest della città c'è la chiesa di Petäjävesi, la chiesa in legno più vecchia della Finlandia (secondo alcuni).
Le chiese in legno sono un qualcosa di sorprendente e possono essere viste in moltissimi luoghi scandinavi. 
Spesso sono state fondate nel XVIII secolo ma l'origine dei culti in qui luoghi sono ben più antiche.
Come molte altre sue "colleghe", la chiesa di Petäjävesi sorge su quelli che un tempo erano luoghi di culti pagani. La chiesa poggia su fondamenta di pietra ma è costruita in legno per integrarsi totalmente con l'ambiente circostante e per non spezzare il dialogo con la natura circostante.
Tutto dentro è in legno e conserva un'atmosfera d'altri tempi, a cominciare dal forte profumo di resina mista a cera che si sprigiona nell'aria.
Dentro la costruzione è semplice, come lo sarebbe qualsiasi casa contadina della zona.
Ci sono solo delle bellissime sculture di angeli e santi con la faccia paffuta e gli occhi bene aperti sul mondo. Io ho amato quell'ambiente, non tanto per la devozione che ci ho visto, ma per la semplicità con cui è stata resa una comunione così grande come quella fra l'uomo e il Divino.
Dentro tutto quel legno ho quasi avuto l'impressione di una continuità speciale tra quelli che erano i culti pagani e un cristianesimo molto puro che punta all'ortodossia.
Oggi, mentre scrivo questo post è domenica e fuori piove. Il cielo è grigio ed io sogno quello di quel giorno a Petäjävesi.
Sogno quell'aria lieve di un giorno di fine estate, sogno il profumo della natura che solo in certi territori si fa sentire massicciamente.
Se avete in mente un giro in Finlandia e pensare di andare ben oltre Helsinki, segnatevi quella città dal nome impronunciabile di Jyvaskyla. 
Ci sono luoghi capaci di sorprendere e questo lo è.

2 commenti:

  1. una chiesa in legno, che strano, che bello! posso solo immaginare il profumo.

    in giappone mi ero abituata a vedere grandi santuari in legno, lì, uguali, da secoli ma rinnovati periodicamente, per evitare cedimenti.
    è un concetto così diverso da quello europeo, che punta a preservare le sue bellezze artistiche "così come sono".

    ciao!

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