Le pietre di Carnac

Pietre di Carnac Francia
Picture by Olivier Fouillard @500px.com
Oggi si vola verso una terra di nome Bretagna, verso le Pietre di Carnac.
Una terra che probabilmente amerei con tutta la mia forza.
Uso il condizionale perché questo è un fantaviaggio, uno di quelli che ho sognato molto ma che non ho ancora potuto fare.
Uno si immagina un travel blogger sempre con lo zaino in spalla o la valigia pronta.
Ci sono momenti in cui è così ma io, infondo, sono proprio una trentacinquenne molto comune.
Un compagno che adoro, una casa che per ora va bene, un lavoro, tanti sogni e un'agenda che straripa di sogni e di appuntamenti fissati e da fissare.
Vorrei una giornata di 36 ore almeno perché così almeno riuscirei a fare tutto e a riposarmi un po' di più. Quando mi fermo succede una di quelle cose che adoro fare: la mia mente parte e macina viaggi.
C'è chi macina ricette, poesie, cose fare o chissà quante altre cose.
La mia testa macina viaggi.
L'altro giorno ero sul divano (ah caro divano!) e sono partita per il mio viaggio mentale.
Ho volato sopra mezza Francia e sono arrivata a Carnac.
Chi mi conosce e mi legge da un po' sa quanto sono appassionata di stone circles, soprattutto quelli senza nome, come sull'Isola di Man, o quelli di cui ancora non si è capito molto, come Castlerigg.
Carnac è un qualcosa senza tempo, Carnac è qualcosa di così perfetto e di così antico che quando si parla di neolitico e di culti misteriosi, tutti partono da lì.
Siamo in Bretagna, ve lo dicevo prima, alla fine di una penisola non distantissima da Nantes.
Si tratta di una cittadina molto piccola e praticamente sul mare.
D'estate dev'essere incantevole e il pesce sarà sicuramente ottimo e da provare.
Ciò che porta la gente a Carnac, per lo più, non sono i freschi venti del Nord e il soffio gentile dell'Atlantico. Non c'è Capasanta che tenga a Carnac di fronte i megaliti di quella zona.
Non c'è pezzo di merluzzo che possa attirare di più della spianata geometrica e regolare che si trova a pochissimi kilometri dal centro abitato.
Ho letto di tutto su quel luogo e ho visto non so quanti documentari.
Il complesso di megaliti di Carnac è forse il più grande al mondo.
Quando si parla di antichità così misteriose un piccolo dubbio è sempre d'obbligo ma quello che non viene di certo discusso è che Carnaca sia capace di stupire.
Si calcola che il sito risalga al 6500 a.C. ... non so se avete presente!??!?
Circa 3000 anni in più rispetto alle piramidi.
Spesso si va in cerca del mistero in chissà che giungla o terra lontana quando ad un'oretta e mezza di volo dall'Italia c'è stupore per tutti i nostri occhi messi assieme.
Inutile dirvi che Carnac, come molti altri siti del neolitico, sia presa d'assalto in certi giorni dell'anno come i due solstizi.
Inutile anche ribadire che luoghi come questo non sono stati fondati per ritualità celtiche o simili.
I celti e i bretoni veneravano luoghi come questo perché capace di richiamare qualcosa di ancestrale.
La preistoria di Carnac è qui che solletica i miei sogni in un modo che nemmeno vi dico.
Mi piace guardare il passato per poterlo capire, forse a modo mio.
Mi piace guardare il passato perché chi aveva posato queste pietre aveva sogni, un futuro, un Dio in cui sperare.

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