E' una questione di Sandali

I sandali della Giovy - In Egitto -© Giovy 2013 

Non vi é mai capitato di pensare ai vostri feticci da viaggio? Tutti ne abbiamo almeno uno: una maglietta dalla quale non ci separiamo mai, un paio di scarpe, un nastro per capelli o un quaderno dove segnare le nostre esperienze Io, non so come mai ho pensato a loro ... ai miei vecchi sandali da trekking, quelli che da un po' di tempo mi hanno lasciata ma che mi sono rimasti fedeli per tanti, tantissimi viaggi. 

Non so come mai sono andata a riguardare questa vecchia foto e mi sono messa a pensare a quelle cose che ti porti in viaggio e che non vorresti lasciare mai. Ci sono degli oggetti che spesso ricoprono un'importanza davvero grande. Il primo fu il mio zaino rosso che mia nonna mi comprò nel lontano 1990, al mio primo campo scout itinerante. Ricordo ancora il suo entusiasmo nel comprarmelo proprio a quel colore ed io, che non ho mai portato molto il rosso (ho la pelle troppo chiara, mi sbatte) ero titubante.

Anni dopo, al mio arrivo da Dakar, ringraziai il cielo che quello zaino fosse rosso e si distinguesse benissimo in mezzo alla catasta di borse, borsoni & Co. ammassate da un lato della sala degli arrivi dell'aeroporto di Dakar. Tornando dal Messico, poi, una bretella mi lasciò. Stavo smontando dal treno che da Roma (ero arrivata a Fiumicino) mi aveva portata fino a Milano. Un balzo dal treno e ... hopp... la bretella ha ceduto. Disperazione più totale perché, dentro la mia mente, quello zaino era eterno. Come la mia nonna del resto.  Non era possibile aggiustarlo perché non avrebbe retto i 12/15 Kg di qualche altro viaggio. Ero triste, molto triste. Presi lo zaino, lo vaporizzai con del disinfettante e lo chiusi in un sacco trasparente. E' ancora là. Non lo butterò mai perché per me ha aperto la strada di una certa indipendenza e di una grande libertà.

Dopo lo zaino ci fu una maglietta della Anlaids che comprai ad un concerto. Era grigio melange e riportava le parole di Everybody needs somebody to love dei Blues BrothersTutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare, diceva così. Io la mettevo ad ogni partenza. Ogni volta che lasciavo casa mia per qualche luogo precisato o imprecisato.  Il primo istante del viaggio, quello che doveva portarmi da casa a chissà dove, avveniva con quella maglietta addosso. Con quella sono arrivata ovunque: dal nord al sud del mondo. Dall'est all'ovest.  Poi una lavatrice troppo vecchia me l'ha strappata sul retro.
E da quel giorno è dentro il mio baule pieno di ricordi. Ma anche nel mio cuore, sempre.

Il mio ultimo oggetto feticcio da viaggio sono stati i miei sandali, quelli che vedete sopra lì. Li comprai credo attorno al 2003 e li ho usati attivamente fino al 2012. Hanno cominciato a portarmi in giro per i sentieri di Svizzera e hanno finito la loro vita poco prima di partire per l'Isola di Man. Con me hanno visto sabbia, sporco, pulito, strade asfaltate, sentieri, fango, roccia, acqua, prati, boschi, città, campagna, montagna, scogli. Grazie a loro ho capito che potevo percorrere terreni impervi anche senza la protezione di una scarpa chiusa. Grazie a loro ho scoperto la bellezza di un temporale, la dolcezza dei piedi che si bagnano e la meraviglia di sentirli asciugare semplicemente grazie all'aria di un dato luogo.

Ho passato le estati con i piedi abbronzati secondo il disegno delle loro stringhe. Senza di loro il viaggio non sarebbe stato tale. Nel 2012 li ho dovuti buttare. Ahimé. C'ho messo a buttarli, è stato difficile per me. E' stato come lasciar andare un parte di quello che sono. E poi ne ho comprati di nuovi ... uguali ... un altro prolungamento naturale dei miei piedi. Sicché ora vi chiedo se sono io un po' matta ad avere questi feticci oppure se ognuno di voi ha il suo piccolo oggetto-chiave che porta sempre con sé.

Raccontatemelo, dai... quali sono i vostri oggetti irrinunciabili quando viaggiate?

15 commenti:

  1. Una foto di Calimero e Silente, gli unici esseri viventi che mi mancano davvero quando sono in giro per il mondo, le scarpe da trekking comprate per il Tibet, miglioni di fazzoletti...perchè quando torno è sempre un dramma ;-)

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    1. Sempre provvista di fazzoletti anch'io... :)

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  2. Mi ha fatto sorridere questo post: Kuala Lumpur, dopo 3 mesi e passa di viaggio in laos,cambogia, vietnam le mie infradito "hawaianas" tarocchissime decidono abbandonarrmi... la suola era cosí usata che si é bucata! Non ho mai fatto cosí fatica a dire addio a un paio di scarpe!! Per fortuna che poi ho conosciuto un paio di infradito di minnie che mi hanno fatto elaborare il lutto rapidamente ;-)

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    1. Ti capisco in pieno, per i miei sandali è stato così

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  3. Io ho la "mini-tracolla" da viaggio, piccola abbastanza da stare sempre addosso (e se necessario dormirci insieme!) con dentro il portafoglio e i documenti e attaccato un portafortuna che mi ha regalato un ragazzo incontrato in Cina...
    Ancora integra per ora!;)

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    1. Le minitracolle sono sempre una grande cosa. Hai tutta la mia approvazione!

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  4. Ciao Giovy, bellissimo post, che finalmente riesco a leggere. Effettivamente io ne ho parecchi di feticci in viaggio, ma in particolare ho una felpa presa in Svezia, il mio primo viaggio con Andre non avevamo niente solo una tenda e due sacchi letto super leggeri...mi sono ritrovata in un negozio a Gotland con tra le mani questa felpa, pagata 15 euro per affrontare il freddo notturno. è sempre stata con me in ogni viaggio, ma proprio durante questo viaggio di preciso in Mongolia la zip ha ceduto ho detto: pazienza...la indosso lo stesso... e si...sono arrivata a chiudere la zip a mano!!! poi si è strappata sui polsini....andre mi ha incitato a buttarla e a prenderne una nuova!!! Ma è ancora qui in Vietnam con me, la uso per fare ogni spostamento da città in città....ahhaahh sembro una barbona, ma so che mi tornerà utile!! e poi è un simbolo della trovata libertà con il viaggio e andre, per me un perfetto connubio. :) Ti salutiamo tanto

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    1. Cara Iri... Cari Wyw,
      che bello leggervi!! :)
      Vi penso sempre tutti i giorni e sono sicura che il vostro viaggio stia andando enissimo.
      Chissà che bella la tua felpa!!
      Vi abbraccio forte fortissimo!

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  5. nel novembre 2003, il nonno ci aveva lasciato da poco.
    avevo 17 anni e stavo per prendere il mio primo aereo, direzione brasile. mia nonna mi ha dato la catenina d'oro del nonno e un santino che l'aveva accompagnata in svizzera, quando dopo la guerra era andata a lavorare lì.
    il santino non ce l'ho più, lo tenevo nel portafoglio e a roma me l'hanno rubato. mi è pesato molto più dei soldi persi.
    la catenina la metto ogni volta che prendo un aereo o affronto un viaggio lungo.

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  6. Ciao Giovy,
    Io non ho oggetti "feticcio" se non il pigiama di mio nonno (che però nn porto mai in viaggio x paura di non perderlo rovinarlo ecc). Ma la mia fidanzata parte sempre con la stessa maglietta, orrenda, da anni. Spero sempre la perda tra un fare e disfare la valigia e l'altro ma niente... ;) anche lei aveva un paio di sandali, definiti "sanfrancesco" xke modello frate e li ha tenuti x anni, mare montagna caldo freddo giostre prati. Non voleva buttarli mai ma erano talmente distrutti ed odorosi che...insieme ad un amico li abbiamo appesi allo stendino e le abbiamo lasciato un biglietto: visto che non ci hai pensato tu, abbiamo deciso di farla finita noi e ci siamo suicidati. Ahahah. Lei ha provato a recuperarli ma siamo riusciti a farla ragionare e...logicamente ne ha ripreso un paio uguale!

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    1. E' una storia in cui mi ritrovo molto! :)

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  7. Ciao Giovy
    come ho scritto in un post sul nostro blog ci sono parecchi oggetti 'inutili ma indispensabili' che mi porto sempre appresso. La bussola, gessetti colorati, un mazzetto di corda, il cubo di Rubik, ecc. Sono retaggi di gioventù che in teoria alla mia veneranda età dovrei razionalizzare, ma l'analisi non si è ancora spinta fino a lì :-)

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  8. Da bravo terrone italico, in viaggio non mi separo mai da una vecchia cartolina affrancata che ritrae il Santuario Mariano di Montevergine(in cima alla bellissima montagna che sovrasta la mia città, Avellino) con su montato un dipinto della Madonna che dice "Ciao!". Proprio perché non si sa mai... allo stesso scopo indosso sempre al collo un pendente con su incisa la runa vichinga del buon viaggio, e così tra protezione cristiana e protezione pagana dovrei essere in una botte di ferro(almeno spero).

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    1. La devozione è sempre una compagna di viaggio simpatica

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