Un pomeriggio ad Aigues-Mortes

Francia Aigues Martes Camargue
Picture by Christian Klein @500px.com


Quando scrissi il mio primo post sulla Camargue accennai ad un pomeriggio in giro per Aigues-Mortes.
Era la Francia del Sud come uno la immagina: caldo, cicale, saline, paludi, colori magnifici e vecchietti che giocano a bocce per ingannare il tempo.

Quando ero piccola e pensavo alla Camargue la mia mente visualizzava subito Les Saintes Maries-de-la -Mer. Immaginavo quella cittadina come un villaggio di appena quattro strade sperduto il mezzo alle paludi.
Arrivò poi il momento di programmare quel viaggio che, dalla Svizzera, mi avrebbe portata ai Paesi Baschi, passando obbligatoriamente per Tolosa.

Arrivata in Camargue, mentre mi dibattevo in una lotta corpo a corpo con le zanzare, decisi di esplorare quel territorio che la mia fantasia si ostinava ad immaginare piccolino e ristretto.
Mai idea dentro la mia testa fu tanto fuori luogo.

La Camargue è davvero una distesa immensa e, a mio avviso, molto del suo bello è visibile maggiormente in quella parte della regione che guarda la vicina Montpellier.

Gli stagni che ci trovano sulla strada che va verso ovest sono un qualcosa di incredibile.
La prima tappa, viaggiando proprio nella direzione del tramonto del sole, è proprio Aigues-Mortes che, secondo il mio modesto parere, è qualcosa che sorprende.

Per poter godere a pieno del paesaggio di questo secondo luogo famoso della Camargue è necessario spingersi sull'acqua.

Dall'ingresso del centro storico della città ci sono moltissimi battelli che partono per navigare i bellisimi canali.
Vedere la città dall'acqua regala un non so che di completezza.

Io ero bardata e spalmata di crema FP50 come non so cosa perché, chiara come sono io, quel giorno rasentavo l'ustione.
Armatevi di cappellini e salari vari e godetevi Aigues-Mortes dall'acqua.
Finito il giro attorno ad un territorio che sembra del tutto sterminato, sfidate il caldo e affrontate le splendide viette della città.

Quel giorno io fui molto fortunata e mi spinsi fino al cammino di ronda delle mura che circondano la città.
Anni dopo, in Galles, scoprii che il Castello di Caernarfon e la cinta muraria della città sono stati costruiti proprio seguendo il modello che fu di Aigues-Mortes.

Mai mi sarei aspettata di trovare una connessione così forte tra due territori tanto diversi.
Aigues-Mortes (dall'antico occitano, significa Acque morte, palude) è per me il gusto di pane e olio, mangiato per tappare i buchi della fame all'ombra di un glicine che sembrava sceso dal cielo da quanto bello.

Aigues-Mortes è una crepe al cioccolato, non proprio estiva come gusto ma speciale nel suo ricordo.
Aigues-Mortes è per me la mia testa messa sotto il getto ristoratore di una fontanella, perché al caldo non resisto mai.
Aigues-Mortes è un tramonto sulle saline, troppo bello per entrare in una foto.

Troppo bello per lasciare la mia mente.

Spesso si dice che il meglio del Sud della Francia si mostri a primavera.
Io vi consiglio un giro ad Aigues-Mortes quando fa caldo.
Perché nell'estate la città sembra ferma, pronta solo a farsi visitare da tanti viaggiatori curiosi.

5 commenti:

  1. Aigues-Mortes è davvero un dedalo di ricordi nella mia mente, nella mia visita del 2007 ricordo in particolare un enorme negozio di dolci, chissà se ancora esiste!

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    1. Varrebbe la pena di partire per andarlo a cercare!

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    2. Esiste, esiste, ci siamo entrati anche noi un mesetto fa...

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  2. Mi viene solo da sospirare alla lettura di questo tuo racconto di viaggio.
    Che meraviglia!
    Ciao Susanna

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    1. Motivo in più per organizzare e partire, no?

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