Toledo e la sua cattedrale scrivente

Viaggio a Toledo Spagna
Picture by Domingo Leiva @500px.com
Prima che possiate stranirvi per il titolo di questo post, leggete fino infondo.
Siamo a Toledo, in un caldissimo giorno di agosto.
Non c'è una nuvola in cielo e siamo sicuramente oltre i trenta gradi.
Il caldo mi pesa meno quando sono in viaggio, non so a voi.
Siamo io e i miei due Hermanos, as usual, e stiamo girando in centro cercando di conoscere una città che tra l'Alcazar e la sua cattedrale ha mille storie da raccontare.
Se poi a questo aggiungiamo ogni singola via del centro storico ... siamo a posto.
A Toledo ci visse El Greco ed io ho sempre immaginato quella città così drammatica come lo sono i suoi dipinti. Ho sempre immaginato un simil- Torquemada aggirarsi per la città al tramonto mentre tutti scappano e cercano un riparo da qualsiasi peccato/non-peccato avessero commesso.
Diciamolo qui: la Spagna del '500 richiama molto un'immagine che è, nello stesso tempo, austera e pomposa. Sicuramente ci fa venire in mente un periodi in cui non si poteva tanto vivere a cuor leggero.
Quando mi trovai con i miei amici al cospetto della cattedrale, l'anima di Torquemada si impossesò di uno dei custodi del momumento.
Stavamo entrando molto placidi e tranquilli quando venimmo fermati per abbigliamento inopportuno.
Io m'ero attrezzata, lo ammetto.
Con tutto quel caldo giravo in canottiera, pantaloni corti e sandali ma portavo con me una sciarpina di cotone per coprirmi le spalle e, udite udite, una gonna di cotone lunga.
Dopo la sgridata del custode, mi coprii ed entrai.
I miei due Hermanos dovettero comprarsi una bellissima "camiseta" al banchetto dei souvenir per poter entrare nella chiesa.
Quel che giusto è giusto: era stata una nostra leggerezza il non aver pensato che un luogo di culto va rispettato anche nell'abbigliamento.
Non appena Torquemada lasciò il corpo del custode, anche i miei due Hermanos entrarono nella cattedrale e da lì in poi partì nella mia mente un film pazzesco.
La cattedrale è immensa, molto decorata ma anche molto scura in alcuni angoli.
Proprio in quei punti la mia mente figurava loschi monaci vestiti di nero aggirarsi quasi senza camminare ma volando, come se fossero creature di altri mondi (come la suora dei Blues Brothers).
Mi immaginavo anche la tensione delle persone, il timore di Dio all'ennesima potenza e nello stesso tempo mi immaginavo pomposi matrimoni regali.
La Cattedrale di Toledo sarebbe il posto adatto per sedersi con calma, con una quantità disumana di fogli e penne (la tecnologia mal si addice all'idea piena di storia che io ho del luogo) per scrivere uno, cento, mille romanzi diversi.


1 commento:

  1. Rilancio con la leggenda del Santo Graal a Valencia!:)
    Scatenati, io l'ho fatto quando ci sono stata ... E non vedo l'ora di raccontare queste storie al patato!!;)

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