Fontaine de Vaucluse: il giorno giusto

Francia Fontaine de Vaucluse
Picture by Stephaine_R @500px.com

Fontaine de Vaucluse, o solo Vaucluse, er gli amici, è uno di quei luoghi in Provenza dove se ci arrivi il giorno sbagliato è proprio una brutta cosa.
E' uno di quei posti che, a prima vista, o adori o non sopporti.
Se non la sopporti rischi di non tornarci più. E sarebbe un grande errore.
Ci andai la prima volta con i miei genitori, avevo 5 anni e facevamo una vacanza in Camper tra Svizzera e Francia.
Arrivammo a Vaucluse di domenica, in agosto, e mai errore fu più grande.
C'era tanta di quella gente che avevo paura di perdermi tra la folla.
Ad un certo punto ci sedemmo per bere qualcosa ad un tavolino del bar presente lì vicino che, quasi per miracolo, si era liberato.
Volevo la Lemonsoda ma non ce l'avevano, lo ricordo ancora malgrado siano passati 30 anni. Faceva caldo e dai tavolini guardavo l'acqua che scorre copiosa proprio lì sotto.
Chiesi a mia madre se quella fosse una piscina e se potessi fare il bagno visto che faceva caldo.
Lei ovviamente rispose no e sorrise ed io imparai il valore di quel luogo e soprattutto di quell'acqua un bel po' di anni dopo.
"Chiare, fresche et dolci acque..." scriveva un italiano di nome Francesco nel 1300 circa.
Io cominciai ad amare Petrarca già dal Liceo ma la vera e propria folgorazione arrivò al primo anno di università quando, studiando per Italiano I, scoprii il Secretum e capii quanto quell'uomo fosse contemporaneo, moderno, adatto al terzo millennio che arrivava.
Petrarca era un gran viaggiatore, come molti uomini di quell'epoca, e da Padova se ne partì alla volta della Provenza dove conobbe Laura.
La leggenda volle che si conobbero proprio a Vaucluse, proprio in quel luogo dove io volevo fare il bagno e dove le donne nobili dell'epoca andava a rinfrescarsi durante le caldi estati provenzali.
Ciò che rende quel luogo magico è proprio lo spirito di un uomo così grande e di un amore che si perde nella leggenda e nei giorni che scorrono.
Non so perché ma quando penso a Vaucluse mi viene in mente la Colazione dei Canottieri di Renoir.
Quel giorno che ci andai per la prima volta c'era davvero tanta gente, come vi dicevo, ma il bello di questa gente è che mi sembrava vivesse l'estate in pieno.
Anni dopo, nel vedere per la prima volta il Favoloso Mondo di Amélie, mi stupii nel vedere il vecchietto vicino di casa di Amélie parlare di quel quadro.
Tornai poi a Vaucluse, sempre d'estate ma era un giorno feriale.
Ero in viaggio verso la Camargue e chiesi ai miei amici di fare una deviazione in Provenza perché volevo dare un'altra possibilità a quel posto.
Sarà stato il caldo che quel giorno era davvero insistente, sarà stato che forse molti non avevano già iniziato le vacanze, sarà stato per quella strana magia che a volte segue il cuore dei viaggiatori e ne legge i desideri... non lo so... ma quel giorno a Vaucluse c'eravamo solo noi e le persone che lavoravano nel ristorante/bar che si trova lì vicino.
Di nuovo provai quella forte voglia di lanciarmi dentro l'acqua.
Per la prima volta sentii un bel tuffo al cuore perché, a differenza di quando avevo 5 anni, quel giorno portavo Petrarca dentro al mio cuore.
Sentivo le sue parole esplodermi negli occhi e per me era gioia pura.
Da quel giorno provo un desiderio incredibile di tornare in quel pezzo di Provenza.
Devo solo trovare il giorno giusto e portare il Canzoniere con me.

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