Quel treno attraverso la Mongolia

Ferrovia Transmongolica
Picture by Lars Bemelmans @500px.com
Splendida Bolormaa
Arresa all'amore
Fluida cortorta molle resistente
Lascia fluire il dolore
Che la felicità è senza limite 
E va e viene
Densamente spopolata è la felicità

C.S.I - Bolormaa

Nella vita di molti viaggiatori (mi verrebbe da dire "tutti" ma mi sbilancerei troppo) c'è quel momento in cui ti accorgi che davvero il mondo è densamente spopolato o popolato, come dicono i C.S.I.
A me è successo presto prestissimo, perché mi sono ritrovata nel mezzo di un viaggio che mai avrei creduto di fare.
Era il 2000 ed era di Marzo.
Molto prima che acquistassi il mio primo cellulare.
Fu come destarsi da un lungo letargo fatto di non so che cosa.
Mi risvegliai (moralmente diciamo) su di un lungo treno che attraversa il deserto.
Quel deserto si chiamava e si chiama tutt'ora Gobi.
Ed io ne fui travolta in un modo pazzesco.
In quel viaggio c'era il mio fedele walkman (oddio... come fa viaggio-vintage!) con me, il mio inseparabile diario pieno di cose e tanta curiosità e stupore.
Ero a Pechino e si decise di andare verso Nord.
Prima si disse: "Andiamo in Manciuria e Mongolia interna".
Poi quel "interna" si perse e restò solo la Mongolia.
Giorni fa gli amici Wyw erano in radio a dire qualche parola prima di partire.
Hanno nominato la Transmongolica ed io mi sono rivista in un attimo su quel treno che a me sembrava lunghissimo mentre immenso non lo era.
Ma il suo viaggio lo era certamente.
Ci vuole del tempo per viaggiare lenti e spesso non lo si ha.
Avventure come la Transmongolica sono un qualcosa che ti posiziona nel cuore qualcosa di nuovo.
C'è chi si innamora delle steppe, c'è chi adora la stranezza "aliena" (nel senso di diversa) di una città come Ulan Bator.
Quando la vidi io era ancora un baco dentro al proprio bozzolo.
Ora probabilmente è nella sua fase farfalla e speriamo duri tantissimo se non sempre.
Io mi sono innamorata del giallo ocra del deserto dei Gobi.
Mi immaginavo mille storie ambientate su quella terra mista a sabbia che sapeva volare via come i miei pensieri.
Lo guardavo e lui, come per magia entrava dentro di me.
E nelle mie orecchie risuonavano i C.S.I: la voce di Giovanni Lindo Ferretti e quella bellissima di Ginevra di Marco aiutavano i miei occhi a spalancarsi ad un Asia che mai avrei pensato di mettere in conto.
Il viaggio durò giorni, su giorni, su giorni. Andata e ritorno. Come gli Hobbit.
Scesa dal treno a Pechino mi chiesi quando avrei rivisto quel deserto così speciale ai miei occhi.
Successe poco dopo; lo vidi dall'aereo mentre tornavo in Italia.
Mentalmente lanciai giù un sassolino per dire a quel luogo "aspettami, prima o poi torno".
Tornerò? Chi può saperlo.
Intanto affido un pezzettino dei miei pensieri a Wyw.
Chissà che passino di lì, pensandomi almeno un minuto.
Che la strada sia buona, sempre...

8 commenti:

  1. Buongiorno, cara Giovy! Mi sono letta d'un fiato questo post, è perfetto per i nostri amici Wyw.
    Io credo che mi spaventerebbe un po' un viaggio di giorni e giorni in treno, ma dal finestrino dello scompartimento si deve vedere un mondo infinito, questo lo so.
    E immagino la tua emozione di vedere quel quel mondo dall'alto!
    Bello viaggiare attraverso i tuoi occhi, grazie carissima!

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    1. Grazie mille Miss!
      E' stato un viaggio molto intenso.
      Impossibile dimenticarlo!

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  2. Hey Giovy grazie mille per la dedica e soprattutto per il pensiero :) mmi hai già portato sul treno e mi hai dato una visione di come sarebbe potuto essere il deserto in estate/primavera.... è da giorni che la bianca signora non ci lascia un minuto, troveremo il suo bianco manto per km, ma anche questo è assai affascinante!! certamente ti penseremo cara e ti riporteremo con noi promesso!! ;)

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  3. Giovy che splendido racconto...
    in una breve pausa pomeridiana, mi hai portata dall'ufficio in un posto molto più caldo e affascinante.
    Un abbraccio

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  4. Complimenti Giovy! Mi sono immaginata lì... ed è stato proprio un bel sogno ad occhi aperti.

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  5. @Wyw: vi ho in mente sempre!

    @Sara: felice di aver riempito un po' della tua pausa

    @Valuita: sapere di riuscire a far viaggiare con le mie parole è per me una grande cosa!

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  6. che bello! mi piacerebbe tanto potermelo concedere, un viaggio così, nel mio "secondo tempo" di viaggi che ho ancora davanti

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    1. E' un viaggio magnifico, che entra proprio fino all'anima.

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