Il cucchiaio di Toledo

Viaggio nel cuore della Spagna
Picture by Angel Rollon @500px.com
Quando io e i miei due Hermanos siamo arrivati in Spagna, abbiamo preso la nostra bella Seat Ibiza a noleggio e siamo subito fuggiti da Madrid. La capitale spagnola ci avrebbe accolto alla fine del nostro viaggio. Quello, non appena arrivati, era il momento dell'autostrada e di Toledo.
Me l'ero sognata in tutte le salse quella città.
Me la immaginavo afosa, con le mura roventi per il sole d'agosto, tutta color sabbia con due immense ed imponenti strutture a farle da guardia: uno era il castello l'altro la cattedrale.
E a quella cattedrale pensavo spesso e le dedicherò un post perché io già mi vedevo Torquemada camminare per quelle navate immense senza muovere un passo.
Avete presente la suora di The Blues Brothers? Ecco... lei volava e per me Torquemada volava.
Anyway, Toledo mi si è presentata proprio come la sognavo.
Non una virgola di differenza.
Faceva caldissimo in quella quasi sera estiva.
Faceva caldo ed c'era una luce bellissima.
Montammo le tende in tutta tranquillità e, dopo una doccia ristoratrice, ci mettemmo qualcosa di carino (insomma... di più carino di quanto avevamo prima) e ce ne andammo verso il centro.
Cominciammo con qualche giretto di Tapas che, visto che sei in Spagna, non possono mai mancare.
La San Miguel era più che ristoratrice e, nel pieno entusiasmo di un viaggio che era appena iniziato, ci venne fame.
Al tempo io parlavo spagnolo pochino, ma me la cavavo.
I miei hermanos proprio no.
Infondo in viaggio non ci si dovrebbe preoccupare della lingua quando si è un po' creativi.
E tre veneti che creatività vuoi che tirino fuori in quel della Spagna?
Massì dai ... lo spagnolo e il dialetto veneto sono molto simili... vuoi che non ce la caviamo?
Belli e convinti di questa cosa, troviamo un'osteria davvero niente male.
Sembrava proprio uno di quei bellissimi posti un po' sgrausi, ma sgrausi belli... ovvero alla mano.
Quei posti dove ti siedi e non ti senti al ristorante, ti senti a casa.
L'oste era di quelli genuini e un po' ruspi: avete presente quei tipi che sembrano sempre arrabbiati ma poi ti fanno un sorriso e sei felice? Ecco.
Eravamo là seduti in attesa dei nostri platos combinados e delle nostre ennesime San Miguel ghiacciate quando l'oste ruspio si apprestava a servire altri tavoli.
Era nervosetto l'uomo e, nel portare un piatto ad un tavolo vicino a noi, gli cadde un cucchiaio a terra.
Sbuffo e fu ben visibile l'incresparsi del suo nervo quando ci girò verso una cameriera e, con fare perentorio, urlò una cosa per noi incredibile.
"Mariaaaaaa, dame la cuchara!!"
Se siete veneti capirete, se non lo siete andate avanti a leggere.
Il mio Hermano Andre esplose, è proprio il caso di dirlo, in una risata che più forte non sarebbe potuta essere.
Hermano Michi ed io ridemmo fino alle lacrime.
Poco dopo tornammo composti e, in modalità iper-seria, Hermano André decretò:
"Ve l'ho detto io... è uguale al dialetto veneto".
Quello fu il primo grande assioma di quel viaggio.
Un percorso che porta davvero sempre dentro al cuore unito a molti sorrisi.

5 commenti:

  1. Haha, uguale uguale! Ma che bella Toledo, io non sono mai stata in Spagna, ma da quella foto lassù mi attira proprio!
    Ho seguito i tuoi tweet di ieri...aspetto un post eh!
    Un bacetto e buon lunedì!

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    1. Il post su questo week end arriverà prestissimo! :)

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  2. secondo assioma: te regaleremos la camiseta punto com! La nostra colonna sonora. Che radio era? una sorta di RTL iberica...

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    1. @Michi: Era "Los Quarenta Principales" ... che ridere.
      Devo scrivere anche dell'opera di convincimento verso Sandrino

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  3. Ho sempre detto che gli Spagnoli e gli Italiani siamo cugini! :).

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