Teroldego: una tavolozza di sapori

Convivio e Vino, cosa c'è di meglio? © 2012 Gianluca Vecchi
Fu così che, dopo un tweet che parlava di Teroldego, ricevetti un invito per partecipare ad una serata dedicata a questo splendido vino Trentino.
Mettete una sera di quasi inverno, con la pioggia che non sa se cadere o no.
Prendete una vecchia osteria ristrutturata con la coscienza di voler sottolineare il passato senza voler cancellare nessuna orma presente su di un pavimento che ha mille storie da raccontare.
Condite il tutto con del cibo di prima qualità, scelto e composto come "stagione comanda".
Il tutto ovviamente innaffiato dalla grande eccellenza Trentina.
Cosa si può dire di una serata così?
Ve la metto giù proprio come viene.
Ogni cena che si rispetti inizia con un aperitivo che ha l'arduo compito di preparare il palato.
Mica facile il compito dell'aperitivo? E' l'apripista ... un po' come la prima linea dell'hockey su ghiaccio.
Il Trentino ha un vasto ventaglio di offerta in "bollicine" per plasmare un perfetto aperitivo.
L'Osteria della Luna ci ha portati alla conoscenza di un gusto davvero sorprendente.
Sto parlando del Cimbrus, che il buon Alfio Nicolodi produce con una pazienza e costanza che davvero fa invidia. Fa invidia, ma quella buona, la sua forza nella creazione di un vino che è tutt'altro che semplice.
Il Cimbrus è uno spumante metodo classico prodotto da vitigno Lagarino Bianco.
Questo tipo d'uva è coltivato nel territorio della Val di Cembra, posto che io conosco fin da piccola ma che, come già successo per Rovereto, non ho mai approfondito molto. Shame on me!
Il gusto del Cimbrus è davvero distinto e non confondibile con nessuna altra bollicina italiana.
Prima di degustarlo, ci è stato ampiamente raccontato dal suo produttore e devo dire che l'assaggio non ha tradito nessuna aspettativa.


Alfio Nicolodi e il Cimbrus, la sua creatura © 2012 Gianluca Vecchi
Con una entrées simile, la serata non poteva procedere poi in modo migliore.
Dopo il Cimbrus si è passati alla degustazione di ben 5 Teroldeghi, fratelli in nome dello stesso bouquet di uve ma diversi come tutti i fratelli delle migliori famiglie sono.
Pronti a segnarvi i nomi?
Cominciamo con un Terloldego "Armilo" Bolognani, anno 2010, pieno nel suo gusto e perfetto nel bellissimo color rubino.
Secondo, ma solo nell'ordine, uno dei miei preferiti.
Si tratta del Teroldego Rotaliano di Casata Montfort, sempre 2010.
Ho adorato la sua punta leggermente più dolce, nelle note di fondo e l'abbinamento a dir poco perfetto con un risotto fatto con le mele Granny Smith.
Federico Simoni - Casata Montfort © 2012 Gianluca Vecchi
La cosa davvero importante in questa degustazione e caratteristica che tutte le degustazioni dovrebbero avere è stato il contatto diretto con i produttori che ci hanno spiegato per bene le peculiarità della loro produzione.
E' l'esempio di Federico Simoni di Casata Montfort e Giulio de Vescovi di De Vescovi Ulzbach.
Quest'ultimo è stato il mio secondo Teroldego preferito della serata.
A dir la verità è stato molto difficile trovare i preferiti perché con un vino così... cosa puoi dire?
Questa famiglia dalla bontà tutta trentina si è composta anche da ben due diverse produzioni della casa Cipriano Fedrizzi, una di annata 2010 e una 2011.
Stando a quanto i produttori ci hanno comunicato, il 2009 e il 2011 sono state due annate particolarmente importanti per questo vino.
Sicché se siete in vena di un buon acquisto per queste feste di natale, sapere cosa scegliere.
Quella sera non sarei mai venuta via.
Quell'osteria, le chiacchiere, le bontà e tutto il corollario sono state il contorno perfetto per una serata che non voleva finire.
Ammetto che, oltre ai produttori, anche l'Oste ha avuto la sua parte fontamentale e, a dirla tutta, non vedo l'ora di tornare a fare una cena da quelle parti.

Venendo via pensavo ad una definizione per il Teroldego Rotaliano.
L'unica cosa che m'è venuta in mente è che quel vino è il Trentino in un bicchiere.

5 commenti:

  1. E ci credo che non saresti mai venuta via, che meraviglia e che serata goduriosa!

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  2. Oh ma sarei rimasta ben volentieri anche io lì Giovy, in quell'osteria, con quella compagnia e quel buon vino ;)
    Ciao Susanna

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    1. Sai qual è la cosa bella? (e la dico anche a Miss Fletcher)
      Che l'osteria resta sempre lì e se passate di qui, fate un fischio che si va a mangiare assieme.

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  3. Bellissimo questo premio per te e gian di sicuro un "regalo" azzeccato... tra i diversi viaggi che dobbiamo fare insieme potremmo pensare un giorno quando saremo in là con l'età di aprire qualche locale insieme con produzione nostra :)

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