Roncisvalle: quando volevo la Durlindana

Roncisvalle Carlo Magno
Picture from Pitt.edu
Qui lo dico apertamente: durante il viaggio on the road dell'estate del 2007 in quel di Francia e Spagna sono stata un po' un despota su alcune cose.
Volevo per forza andare a Tolosa, volevo andare al Guggenheim a Bilbao e volevo Guernika.
C'era poi un altro punto segnato a forza sulla cartina: Roncisvalle. E lì si è aperto il dibattito.
Non si discusse sull'andare o no; da qualche parte dovevamo pur passarli i Pirenei e sconfinare in Spagna.

Si discusse a lungo (ovvero finché non vedemmo il cartello) se Roncisvalle fosse Francia o fosse già Spagna. Alla fine capimmo che Roncisvalle è in Navarra.
La Navarra è una provincia Basca e pertanto Roncisvalle si chiama Orreaga. Cosa c'era poi da vedere in quel luogo lì? Nulla... no dai ... forse poco ma il sapore della leggenda c'era tutto ed io volevo gironzolare per i campi un pomeriggio intero a far finta di essere parte della Chanson de Roland.
Alzi la mano chi nella sua vita non ha mai sentito parlare della Canzone di Rolando!
Io adoro andare a vedere i luoghi dove sono ambientati racconti, libri e poesie (noooo, non si era capito) e quando capii che potevo "scollinare" i Pirenei a Roncisvalle non c'è stata più ragione plausibile che potesse impedirmi di fare quelle strada.
Lasciare Tolosa fu triste per me ma il paesaggio dei Pirenei che diventava sempre più concreto mi rallegrava. Forse dopo tanto "Sud", dopo tanto color sabbia e ocra e dopo tanta pianura e colline dolci avevo bisogno di qualcosa di più aspro, di più verde.

Avevo bisogno di una conifera diversa dall'Arbre Magique della macchina.
La strada verso Roncevaux passa prima da un luogo simbolo per molti viaggiatori: Saint Jean Pied-de-Port, paesello sperduto e piccolissimo che non sarebbe di certo noto al mondo se non fosse per la partenza del Cammino di Santiago.
Era pieno di anime viaggianti quel giorno: zaino in spalla e conchiglia di capasanta legata addosso, a simboleggiare la forza da tenere vicino a sé per tutti quei 790 km che separano il paesino Aquitano da Santiago de Compostela.

Ci fermammo: mi misi ad ammirare con tutta me stessa quelle persone che, per i motivi più svariati, intraprendevano una simile impresa.
Che lo si faccia per religione, che lo si faccia per sfida o per ritrovare se stessi, il Cammino di Santiago è davvero un viaggio all'ennesima potenza e quelle persone avevano tutta la mia stima e il mio rispetto. Riprendemmo il viaggio, da lì a Roncisvalle il passo è breve ed io entrai in modalità "ho studiato" per ripassare assieme ai miei amici proprio i fatti di Roncisvalle decantati nel famosissimo poema medievale.

Era il 15 Agosto del 778 quando Carlo Magno e il suo esercito (di cui il buon Rolando era parte) affrontarono i Saraceni in quel di Roncisvalle.
Rolando combatteva con la sua Durlindana, la fedelissima e magica spada capace di grandi cose.
L'esercito del Sacro Romano Impero venne tradito da Gano.
Rolando, sentendo la morte vicina, cercò di distruggere la Durlindana su di un masso (quello bianco che si vede nella foto) ma non ne fu capace. Finì quindi per nasconderla, nella terra di Roncisvalle, prima di essere ucciso.
Quando arrivai sul luogo della battaglia mi trovai di fronte ad una vasta radura dove era presente una piccola cappella e qualche panchina.
Forse mi aspettavo figuranti vestiti da Carlo Magno & Co ma fui felice di non vederli.
Roncisvalle era pervasa da quel senso di raccoglimento che contraddistingue certi piccoli paesini in montagna. Il tutto sembrava reso ancora più sacro dal fatto che il cammino di Santiago passasse di lì.

Rimasi seduta sull'erba un bel po', proprio vicino a quel masso dove Rolando avrebbe cercato di distruggere la Durlindana.
Io amo toccare certi luoghi perché mentre lo faccio loro mi parlano.
Tenni le mani su quel masso e cercai di immaginarmi la battaglia.
Era composta e sacra anche quella.
C'era del vento quel pomeriggio sui Pirenei.
Era Agosto ma non sembrava.

Sembrava una cavolata fermarsi a Roncisvalle. Ma non fu così.

2 commenti:

  1. Ribadisco che tu sei una grandissima storica nonché un intenditrice di letteratura ne sai a palate (come si dice in gergo). Hai proprio ragione toccare i luoghi dove la storia ha lasciato il segno mette i brividi, emozioni che vengono trasportate dalla natura a volte e dalle creazioni umane ( o aliene ;) ) altre!

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  2. Grazie Wyw, questo commento mi fa iniziare bene la giornata :)

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