Remembrance Day: quanti ricordi nel mondo

Poppy England

Tempo fa, guardando i test match di Rugby che si tengono in Novembre, mi chiedevo come mai Gallesi e Inglesi entrasse in campo con una sorta di fiore rosso sulla maglia.
Poi ho fatto due più due e nella mia mente si è accesa una lampadina che illuminava le parole "remembrance day".
Cosa è successo nei primi giorni di Novembre del 1918 nel mondo?
C'è stato l'Armistizio che segnò la fine della Prima Guerra Mondiale.
In tutti i nostri comuni italiani c'è quella sorta di stele incisa che finisce con un fantomatico "Firmato Diaz".
Non ce lo ricordiamo mai perché i tempi sono molto dilatati orami ma quell'armistizio è un fulcro della storia contemporanea italiana.
Siamo portati a ricordarci gli avvenimenti quando c'è una festività di mezzo e, fino ad un tot di tempo fa, il 4 Novembre era festa in Italia per l'armistizio e non solo per le forze armate.
L'Italia ha abolito la festività, ma il resto del mondo no.
E' per questo che ieri, soprattutto nei paesi del Commonwealth, si è celebrato il Remembrance Day.
La guerra è una brutta rogna, si sa.
E proprio perché è brutta bisognerebbe che tutti nel mondo vadano a vederne gli effetti o i ricordini lasciati in giro per il mondo.
Anche le guerre di cent'anni (ormai) fa hanno lasciato tanti ricordi, non solo nella mente delle persone ma anche sul nostro territorio e su quello di mezza europa.
Il Confine tra la Francia del Nord (Nord Pas-de-Calais) e il Belgio insegna.
La mia zona d'origine nell'alto Veneto lo conferma.
Rovereto, appena visitata da me e Gian, non fa altro che sottolineare questo ricordo.
Oggi vi voglio indicare un luogo che, per la sottoscritta, ha un magnetismo particolare.
Siamo sull'Altopiano di Asiago, che è sempre nella mia mente ma lo è specialmente a Novembre, proprio per la storia che si porta dietro.
Quando ero piccola, la mia nonna... la Cecilia... mi raccontava della Prima Guerra Mondiale.
Lei era del 1910 sicché aveva proprio ricordi di bimba, densi di rumori sordi e forti, densi di bombe, colori scuri e tanta paura.
Proprio perché era bimba probabilmetne non aveva colto l'altrocità grande di quel conflitto fatto non propriamente di soldati mandati al fronte ma composto da carne da cannone mandata a morire.
Lei viveva proprio su quello che era il confine tra l'Impero Austro-Ungarico e l'Italia.
Lei viveva sulla terra da strappare all'Austria.
L'Altopiano era qualcosa da portar via agli austriaci.
Un pomeriggio di primavera, andammo a fare un giro sull'Altopiano di Asiago con i miei e mia nonna.

Mia nonna volle passare dal Boscon.
Io ero piccolina e non capivo dove stessimo andando.
Capivo la nostra passeggiate nel bosco ... che bello nonna che siamo qui.
Nonna mi piace il bosco, c'è il profumo di cose belle qui... ma nonna c'è un cimitero?
Così scoprii il Cimitero degli Inglesi.
Sembra uscire da un'atmosfera alla Tim Burton.
Sbuca sul fondo di una strada forestate e giace lì nel silenzio della montagna.
Mia nonna ci andava almeno una volta l'anno perché si ricordava di un inglese che fu gentile con lei e la sua famiglia. Era un modo per rendere onore a quella persona che, forse, aveva perso la vita in Italia.
Ci tornai anni dopo, da adulta, di sera ... verso l'imbrunire.
Percepii la stessa atmofera sospera, irreale.
Ora vivo distante da quel luogo ma lo penso spesso.
Poco distante da lì, se continuate la strada, stroverete il Rifugio Granezza.
E' un'ottima base per fermarvi sull'Altopiano restando defilati dalla civiltà e rimanendo a nuotare dentro l'acqua della Storia più grande, fatta di uomini normali.
Della loro vita e della loro morte.
Io lo rivorrei il Remembrance Day in Italia.
Ci aiuterebbe a pensare un po' di più a chi siamo.
Lo rivorrei anche per fermarmi a pensare alla mia propria storia, alla mia nonna e a tutti i suoi preziosi ricordi.
Grazie di averli raccontati a me!



Cimitero del Boscon - Picture by Gianni Mello #Flickr

5 commenti:

  1. :-) Grande Giovy…..
    Tu che sei una persona volitiva, sicuramente ti soffermeresti a pensare "alla storia", ma nella maggioranza dei casi, sarebbe solo un'altra occasione per stare a casa dal lavoro… e già in Italia di festività (a mio modesto avviso) ne abbiamo fin troppe!
    Un abbraccissimo!

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    Risposte
    1. Grazie per quello che mi dici Niko.
      In effetti ci vuole proprio la volontà di recuperare il vero senso di certi giorni, senza strane tristezze ma con coscienza.

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  2. Io penso che l'Italia sia svantaggiata nell'educazione storica scolastica, a cui a mio avviso si lascia poco spazio....poco spazio per capire, per essere più patriottici.... Per questo non credo servirebbe riacquistare questa festività, che come dice nikoteatime diventerebbe solo un pretesto per stare a casa :(

    A parte ciò la tua descrizione sul cimitero è davvero romantica. :)

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    Risposte
    1. Spero che la mia descrizione vi ispiri un viaggio sull'Altopiano.
      Merita da matti.

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