Papas Y Pimientos scendendo dal bus

Messico Tortillas
Picture from Mama'sMinutia
 Sono un bel po' di giorni che non riesco a mangiare niente di gustoso causa "Gola fuori uso".
Non ho combinato niente di strano ma una sorta di virus ha pensato bene di prendersi gioco della mia gola ed infiammarla e gonfiarla.
Per questo motivo, niente di solido va giù da quasi una settimana.

Non dovrei lamentarmi: ho del cibo per nutrirmi, sia esso solo in forma liquida o si tratti del grandioso stracchino, che mi piace molto.
Però ho fame... ve lo dico...ho quella fame che ti fa immaginare i gusti e per questo ho ripensato ad uno di primi viaggioni in autobus in Messico.
Si è trattato del più corto, in realtà.
Circa 500 km e più, da Città del Messico a Oaxaca.
I km sarebbero dovuti essere meno ma l'autobus che prendemmo faceva il giro per i villaggi delle pendici del Popocatepletl, immenso e alto vulcano. Il più alto dell'America Centrale.
Luogo di misteri, eruzioni e di tanta vita, questo vulcano sovrasta gli altipiani messicani con i suoi 5452m.
Il punto è che l'autobus si inerpica fino a quasi 4000 metri e vi lascio solo immaginare la strada.
Io ero molto emozionata perché per la prima volta mi trovavo sul percorso della Panamericana e pensavo intensamente al Sogno grande di molti uomini che hanno dato la vita per un Centro-Sud America migliore.

Mi godevo ogni attimo ed ogni immagine di quel percorso in bus.
Rimasi sorpresa quando, uscendo dall'immensità di Città del Messico, vidi una distesa arsa dal sole e piena dei classici cactus che ti aspetti da un paesaggio Tex-Mex.

Trattenevo il respiro ad ogni curva e non mi chiedevo se la strada che stessimo percorrendo fosse a doppia circolazione oppure a senso unico.
Guardavo il cielo, di un blu intenso costellato da puntini bianchi di nuvola.
Messico e nuvole... la faccia triste dell'America... cantavo dentro di me.
Per quel viaggio ci eravamo attrezzate con dei biscotti e dell'acqua. Pochissimo altro.
Non sapevamo che tipo di guida aspettarci.
Né io né la mia migliore amica soffriamo la strada ma non sapevamo davvero come avremmo reagito ad un tot di ore su strade impossibili.
L'autista annunciò la salita al vulcano, dicendo che se qualcuno provava stordimento forte o malesse doveva avvertire.
Cavoli! 4000 metri non sono una cosa affrontabile sempre.
Quando si arriva in Messico, soprattutto se si atterra nel Districto Federal, si è già a 2600m circa.
Quasi tutto il Messico è in altura e per questo, durante le prime ore ci si può sentire un po' così.
A Città del Messico manca l'aria per l'inquinamento, per la quantità di persone e anche l'altitudine aiuta in questo senso.
Vi assicuro che la prima ora è stata strana, non appena arrivata.
Avevo uno zaino sui 12 kg circa e arrancavo non appena c'erano delle scale o una salita.
Non mi era mai successo e col passare dei giorni sono migliorata.

Tornando al mio viaggio, io sentivo la testa che girava e mi veniva da ridere.
Era una sensazione così bella che non dissi nulla all'autista. Mi sentivo per aria, così... gratuitamente.
Ed era tutto bellissimo.
Ci fermammo in un villaggio di cui non vidi il nome.
Da lì poi sarebbe cominciata la discesa verso Puebla, per poi arrivare a Oaxaca.
Alle porte dell'autobus arrivarono viaggiatori e molta gente con gesti di vimini.
Dentro quei cesti c'era il Paradiso delle Tortillas, di quelle buone, fatte in casa da mani sapienti.
Io e la Fra (la mia amica) ci guardammo e decidemmo che non era il caso di temere ancora il bus e la reazione del nostro stomaco.
Una signora mi mostrò delle tortillas papas y pimientos, alla lettera patate e peperoni ... ma non erano peperoni bensì peperoncini.
Ve lo dico con certezza perché non posso mangiare peperoni ma in Messico non sono mai stata male.
Quella tortillas fu una delle cose più buone che mai assaggiai.
Le patate erano stata schiacciate, salate e speziate con i pimientos.
La signora ci aveva aggiunto un po' di salsa piccante e del formaggio.
Ne comprammo due e le mangiammo in un secondo.
Gliene chiedemmo altre 4.
Le mise in un canovaccio e ce le diede. Le dicemmo che le avremmo portate via e che non saremmo state in grado di restituire il canovaccio.
Sorrise e ci disse che andava bene così.

Oggi ho voglia di quelle tortillas, di quel sorriso e di quel gusto tanto buono.


La strada verso Oaxaca - © Giovy 2012

12 commenti:

  1. che bellissima avventura!!! mi ci voglio sentire anch'io "per aria, così... gratuitamente", ma un pò mi ci hai fatto sentire... thanks!

    RispondiElimina
  2. @Silvia: Un bel giretto in quota e ti senti ubriaca senza aver preso nulla! :)
    La grauitità del viaggio e delle sensazioni grandi.

    RispondiElimina
  3. che bei ricordi che hai tirato fuori .... il nostro viaggio in Messico meriterebbe un racconto breve :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il nostro viaggio in Messico, meine kleine Schwester, varrebbe un romanzo intero a quattro mani. Pensiamoci davvero :)
      Ich vermisse dich zu viel. Denke immer an dich.

      Elimina
  4. Che bel viaggio che deve essere stato questo!
    Anche il cibo fa parte della cultura di un paese, è bello che ti sia venuta voglia di qualcosa provato a così tanti km di distanza!
    (p.s w lo stracchino, io lo adoro!) :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poco fa, sulla chat di FB, io e la mia migliore amica (La Fra che ha commentato qui sopra) ne parlavamo con un bel po' di nostalgia.
      E' stato un viaggio lungo e molto intenso. Speciale.

      (ps: ieri sera ho mangiato cose solide ma lo stracchino è nell'olimpo dei cibi sempre)

      Elimina
  5. La parte di Oaxaca mi manca: il centroamerica è un puzzle da completare.
    Però da quel viaggio ho (abbiamo) portato a casa il gusto di mangiare tortillas e ogni tanto mi/ci concediamo un po' di Mexico e Nuvole casalingo!
    Barbara
    reporterpercaso.com

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La zona di Oxacaca è davvero interessante.
      Noi l'abbiamo usata come tappa per spezzare il viaggio fino al Chiapas ed è stata una grande scelta.

      Elimina
  6. Ma povera Giovy! Riprenditi prestooooo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Niko!
      A parte un po' di svarione da antibiotico, ora sto meglio e ieri sera sono riuscita a fare un pasto normale.
      Dopo una settimana... ne sono stata molto felice.

      Elimina
  7. Mi spiace per la tua gola...prova a prendere un pò di erismo con me funziona sempre ;)
    Per il resto ti invidio soprattutto per il canovaccio...sembra stupido, ma questi sono le migliori cose che ad un viaggiatore possa capitare, regali locali....sono i migliori souvenir ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo i rimedi naturali non ce l'hanno fatta.
      Mi ci è voluto l'antibiotico. Purtroppo.

      Elimina

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...