Faanara Beach: il Mar Rosso parla Arabo

Mar Rosso Faanara Beach
© 2012 Giovy
Quando mi è saltato in mente di andare in Egitto da mio fratello, le esigenze alle quali il mio viaggio si doveva adattare erano proprio quelle del mio caro Fratellone.
Lui era lì per lavoro, è un militare e quando gli dissi che volevo prenotare per andare a passare qualche giorno con lui l'unica condizione che mi diede era di dimenticare Naama Bay.
Chiesi spiegazioni ma furono davvero pochine, tipicamente in linea con il suo lavoro.
In tanti anni ho imparato ad incassare da lui mezze spiegazioni e di prendere così, come se fossero un assioma.
Per questo, una volta arrivata in aeroporto, l'unico taxi che non portava verso Naama Bay fu quello che presi io.
Noi ci dirigevamo dall'altra parte, verso Old Sharm.
Dentro di me ne ero molto felice.
Volevo conoscere un po' più di realtà di quel paese del Mar Rosso.
Poco mi ci vedevo in mezzo a tanti turisti e mio fratello mi aveva parlato un gran bene della zona dove saremo andati a dormire.
"E' autentica", mi disse e così fu.
C'erano un po' di alberghi ma erano tutti frequentati da famiglie egiziane.
Il direttore dell'albergo dove dormivo mi venne a chiedere scusa fin dal primo mattino perché in menù non c'era nulla di italiano. "Ben venga", pensai io.
Tutte le sere camminavo nel buio (incosciente!!) verso Old Sharm e mi perdevo in mezzo a tutti quei negozietti più o meno carini o pacchiani.
Adoravo quella sorta di casbah incasinata anche a mezzanotte!
Il corrispettivo giornaliero del "non andare a Naama Bay" mi imponeva di trovare una bella spiaggia dove poter ammirare il reef.
Davanti al mio albergo c'era un piccolo luogo carinissimo e ben gestito.
Il mare era bello ma non c'era reef da vedere.
"Ti portiamo a Faanara Beach", mi disse il solito direttore.
C'era un pulmino scalcagnato che partiva ogni mattina dall'albergo.
Non era dato di sapere quando tornasse ma quella punta di ignoto mi piaceva molto.
Viaggiava veloce su strade sabbiose e impolverate.
Io, con la t-shirt per un certo rispetto verso gli egiziani, e le donne egiziane bardate a più non posso.
Una volta scesi, dovevamo prendere una stradina che si apriva magicamente su di una scalinata di quelle che tolgono il fiato per due motivi: la vista e il numero di gradini.
Poco male, scesi tranquilla, mi accapparai un ombrellone per non rischiare la morte e schiavizzai mio nipote per aiutarmi a mettere la crema protezione totale.
Altrimenti tornavo a casa senza pelle.
Me ne restai in acqua quasi una giornata...sempre con la t-shirt... altrimenti sai che dolori.
In spiaggia ero l'unica... per così dire... di colore latteo e non egiziana.
Una bimba venne a chiedere una foto con me e mio nipote e suo padre, che parlava benissimo inglese, ci disse che era per i capelli biondi.
Sorrisi e feci la foto.
Quella sera, in piena casbah di Old Sharm, cenai con mio fratello e gli raccontai quella normale giornata di spiaggia. Giornata nella quale non sentii mai parlare italiano.

7 commenti:

  1. Marooonnna oggi c'ho il collo impastato... nonostante il sole, l'umidità di ieri mi ha messo ko... voglio subito partire per Faanara Beach! :-)

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    1. Guarda Niko... se vuoi prenotiamo un charter e partiamo in massa.
      Messa come sono messa negli ultimi giorni, sogno solo un luogo dove stare bene :)

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  2. Fanaara ha un reef molto bello, nonostante sia vicino al porto. Ricordo nel 2000 una bellissima giornata con mio fratello. Non solo eravamo gli unici italiani. Eravamo proprio gli unici! anche se credo che i tempi siano un po' cambiati purtroppo...

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    1. Io ci sono andata nel 2007 ma mi è stato detto che l'anno scorso Faanara avesse lo stesso fascino. Speriamo resti così.
      Grazie per il commento! :)

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  3. Un'altra delle tue splendide avventure!
    Mi sembra di vederti su quella spiaggia :)
    Bacioni!

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  4. che bella avventura, carina anche la foto iniziale! :)
    Ti seguo con piacere!
    Barbara di
    www.thenaturejotter.blogspot.it

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  5. @Miss: Grazie cara... mi piace sempre farvi sognare. Magari un giorno si parte davvero assieme.

    @Nature Jotter: grazie mille Barbara :)

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