Esiste il Mal di Svizzera

Viaggio in Svizzera

Quando ero piccola piccola, mi capitava spesso di passare i pomeriggio con un mio grandissimo amico.
Eravamo in età da asilo e spesso mi ritrovavo a fare la bimba impertinente e chiedevo a sua madre mille cose sulla Svizzera.
La mamma in questione, infatti, era nata e cresciuta a Neuchatel, nel cantone che porta lo stesso nome.
Non troppo distante da Lausanne.
Io le chiedevo sempre com'era questa Svizzera e lei aveva gli occhi pieni di nostalgia.
Le brillavano però, forse si commuoveva, e mi raccontava di una casa vicina ad un corso d'acqua.
E poi mi raccontava del lago.
Dentro la mia mente di bimba di 5 anni, le case che lei mi descriveva erano tutte marrone scuro perché erano fatte di cioccolato.
Una cosa però riuscivo, fin da quell'età, ad immaginare in modo tangibile: il rumore di quel ruscello di cui lei mi raccontava.
Lei è figlia di immigrati, partiti dalla Sicilia per andare a lavorare alla Suchard, che poi era quella della Milka.
Di come si sia innamorata di uno dell'Alto Vicentino proprio non ve lo so dire, quello che però posso dirvi con certezza è che la Svizzera le è sempre rimasta nel cuore.
"Non la puoi dimenticare", mi diceva e mi raccontava anche di quel tonfo al cuore che percepiva non appena passava la frontiera per tornare in terra elvetica.
Poi è arrivata la fine del 2002, era arrivato il mio turno.
Da brava veneta, sono emigrata anch'io.
A differenza della madre del mio amico, io sarei finita in Ticino, molto più vicino.
Poco importava.
Quello che importava realmente era quella sottile linea chiamata confine.
Quello che contava era che la mia vita sarebbe andata avanti oltre quella linea.
Non so dirvi se i miei anni Svizzeri siano stati un'esperienza, un viaggio lungo, un cambiamento o cosa.
Probabilmente mi vien da dire che quella è stata una fetta davvero bella della mia vita.
Dopo la mia partenza dall'Italia, tornavo spesso a casa dai miei.
Prima ogni due settimana, poi una volta al mese.
Negli ultimi tempi se tornavo due volte l'anno era tanto.
Non perché non stessi bene con i miei, ma perché "casa" era diventata la Svizzera e il tornare a Valdagno solo un diversivo per un week end dove volevo rincontrare amici tanto cari.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno, la Svizzera è entrata nel mio DNA.
Certe cose che mi sembravano strane appena trasferita, non lo erano più.
Al contrario, sono 4 anni che sono tornata in Italia e non riesco ancora a capacitarmi di molte cose.
La Svizzera mi aveva abituata bene.
Un giorno, durante i miei primi mesi Svizzeri, comprai la Lonely Planet della Svizzera.
Ero lì... valeva la pena di conoscere quei luoghi, no?
Allora un giorno, in primavera, sono andata a Neuchatel e pensavo alla Terry (la madre del mio amico) con tutto il mio cuore.
Avevo cercato con tanta curiosità i luoghi di cui mi aveva parlato e li trovai.
Passai una buona ora nel pomeriggio ad ascoltare il gorgoglio dell'acqua che avevo immaginato tantissime volte durante la mia infanzia.
Non mi ero sbagliata, la mia fantasia aveva fatto centro.
Ricordo che le mandai una cartolina e la prima volta che tornai dai miei passai a trovarla e lei pianse ai miei racconti su Neuchatel, Yverdon les Bains e quel lago che è a dir poco magnifico.
Mesi fa tornai in Svizzera, ve lo raccontai.
Non appena passammo la frontiera in direzione elvetica mi scoppiava il cuore di felicità.
Al ritorno mi misi a piangere come una bimba.
Ieri pensavo che davvero esiste il Mal di Svizzera.
A dire il vero dovremmo definire un nuovo male per ogni luogo che ci entra nel cuore.
E poi... "male" è una brutta parola.
E' il Bene di un luogo che ci fa provare nostalgia.
Quindi mi proclamo ufficialmente portatrice del "Bene di Svizzera", pieno di nostalgia e voglia di varcare quel confine tutte le volte che si può.
Grazie Svizzera perché sei vicina e a portata di auto!


Aggiornamento del 20/11/2012:
Liletti mi ha scritto oggi via mail.
In uno dei commenti qui sotto mi diceva che mi avrebbe mandato una foto dello stesso luogo che raccontavo... ed eccola qui.
Oggi ho il cuore ancora più in Svizzera.
Grazie Liletti per questa foto!

Foto di Liletti

8 commenti:

  1. Cara Giovy, sai io lavoro proprio su quel ruscello, accanto alla ex factory della Suchard. Faro' una foto e te la mandero' via email, cosi' spero di alleviare il tuo mal di Svizzera, che comprendo benissimo! se hai nostalgia della Svizzera, o se la mamma del tuo amico ha nostalgia di neuchatel, posso fare foto, foto, foto e ve le invio...cosi' vi faccio un po' felici!

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    1. Magari Liletti, magari.
      Mandamela quando vuoi... così la aggiungo al post :)

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  2. Che bello quello che dici alla fine di questo post....allora io mi definisco portatrice del bene di Irlanda....nonostante io non sia rimasta in questa terra così tanto come te in Svizzera...mi manca da morire :(

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    1. Che bello essere portatrici sane di un luogo, no?

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  3. che bell'effetto.. la mia foto sul tuo blog... ora magari mettoil link su fb..
    alla prossima!

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    1. E ti ringrazio ancora. E' davvero bellissima!
      Linka linka! :)

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  4. Ciao Giovy... mi sono commossa! Un racconto sentito e verace. Sto imparando a conoscere anch'io questo minuto Paese, ricchissimo di sorprese che scardinano i soliti luoghi ccomuni. Ci vediamo in Svizzera allora :-). Ciao, Veronica

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    1. Grazie Veronica! Spero davvero di mettere presto piede di nuovo in Svizzera!

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