Bandiere all'alba a Tian'anmen

Pechino Piazza Tian'anmen
Picture from Quotidiano.Net.China Channel
Succede che quando sei in viaggio perdi la cognizione dei giorni e ti ritrovi a Pechino, di nuovo, dopo aver gironzolato un po' tra il Nord della Cina e il deserto dei Gobi.
Hai preso treni, bus, sei andata a piedi, sei stata bene con il maglione e ti ci è voluto anche il piumino a volte.
Torni a Pechino e tutto ti sembra ancora più caotico di quando l'hai lasciata, un tot di giorni prima.
Guardi le tue compagne di viaggio, gli zaini sfatti sul pavimento dello stesso hotel dove avevi dormito i primi giorni e, grazie anche a quell'ansia da viaggio che hai sempre dentro, ti dici che non puoi partire prima di aver visto ancora una cosa.
Una sola cosa ti mancava della tua wishlist cinese di quei giorni: Piazza Tian'anmen all'alba, quando dalla città proibita esce la bandiera della Cina popola e viene issata sul pennone che è proprio vicino al mausoleo di Mao.
A vedere la tomba di Mao mica ci sono andata.
Non perché non volessi, ma davvero le code erano interminabili: orde di scolari da tutta la Cina venivano messi in fila lì dai loro insegnanti. E non scendo nei particolari sul fatto che volessero o meno rendere omaggio al signor Mao.
Quella mattina la sveglia suonò presto prestissimo.
Ci vestimmo di tutto punto (per il freddo ... era Marzo) e camminammo pochi minuti fino alla piazza che, credetemi, a vederla quasi vuota fa ancora più impressione che immaginarla piena di gente.

E' davvero grandissima ed io facevo le prove per vedere quanti piedi ci sarebbero stati dentro una mattonella.
Secondo calcoli cinesi, ogni mattonella può contenere due persone.
In una piazza di 440 mila metri quadrati quanta gente ci sta? Tanta, ce ne sta davvero tanta.
La piazza era leggermente bagnata dalla pioggia della notte.
Guardavo l'entrata della Città Priobita e la trovavo quasi magica.
Mi girai verso il pennone della bandiera e rimasi sbalordita.
Malgrado l'ora (era prima delle 6 del mattino), un folto gruppi di scolari con tanto di insegnanti, divisa, ordine e tutto il resto erano schierati militarmente alla base del pennone.
File regolari, ordinate, fisse e decise: come se non avessero fatto altro nella loro vita che restare in fila in quel modo. Non sapevo se il mio cuore ammirasse quella fermezza e autorità o se la deprecasse in modo più assoluto.
Ad un certo punto gli scolari si accorsero di tre tipe senza occhi a mandorla lì vicino a loro.
Primo: non eravamo cinesi.
Secondo: avevamo le giacche a vento e loro no

Terzo: cosa ci fanno queste qua all'alba in Piazza Tian'anmen?
Anche gli insegnanti ci squadrarono ma prima che potessero concentrare totalmente la loro attenzione su di noi, ecco uscire dalla Città Proibita la bandiera, scortata da 6 militari.
Aveva inizio la cerimonia dell'alza bandiera in Piazza Tian'anmen.
Quando la bandiera fu sul pennone, ci fu il saluto militare da parte dei soldati.
I bimbi intonarono l'inno.
E poi finì tutto.
I bimbi si misero in fila per vedere il Mausoleo di Mao.
Io rimasi per un po' silente ad osservarli.

La luce dell'alba arrivava su quella vastità di luogo.
Noi tornammo verso l'albergo, era ora di colazione; era ora di risistemare gli zaini e pensare al ritorno in Italia.

9 commenti:

  1. quando ti leggo, mi sembra di essere lì con te... dev'essere bella Pechino... dev'essere bella Pechino all'alba!

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    1. Pechino è piena di contraddizioni ma è una città che affascina.
      Ti ringrazio per quello che hai scritto.
      E' proprio quello che vorrei sempre: portare con me la gente che mi legge.

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  2. Devo dare ragione a Silvia, la tua visione introspettiva lascia immaginare ancora di più quanto hai visto. Non ti sei negata momenti esclusivi di una Pechino insolita. Questo è il vero spirito del viaggiatore. Avrei voluto esserci.

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  3. Sei proprio una grande...che bello essere li in mezzo a tutti e nel frattempo in mezzo a nessuno quasi un'osservatore esterno che cerca la pace in mezzo una folla che non gli appartiene, l'alba deve aver corniciato questo momento culturale.....Sei stato proprio ovunque Giovy.....sei il mio doctor who reale ;)

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  4. Brava, Giovy, gran bel pezzo! Mi hai riportato in quella piazza, che Cri ed io la prima sera a Pechino abbiamo cercato per ore nella nebbia senza trovarla...

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  5. I tuoi racconti sono sempre speciali, questo non fa eccezione.
    Sembra di vederli qui bambini, brava Giovy!

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  6. Bello! :-) Sembra davvero di essere catapultati là, mentre si legge il tuo racconto di viaggio...

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  7. @WYW: grazie davvero. Che complimento speciale mi avete fatto! :)

    @Ari: che bella la piazza nella nebbia :) L'avete trovata poi?

    @Miss: :) Lo sai che il mio compito è quello di farvi viaggiare (anche) con la fantasia

    @Niko: grazie :)

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