Castlerigg: uno stone circle umano e magnifico


Inghilterra Castlerigg
Foto © 2012 Gianluca Vecchi

Difficile mettersi qui, guardare queste foto e poi riordinare le idee e ripensare a quel giorno, di quasi esattamente un mese fa quando, passo dopo passo, io e Gian raggiungemmo Castlerigg.
Come già scrissi per il Galles, cè un regola applicabile a tutto il Regno Unito: ti devi conquistare ciò che è bello a suon di passi, salite, discese e sentieri.
Avete presente la copertina della Lonely Planet dell'Inghilterra?
Ecco... Castlerigg è proprio lo stone circle che vi è raffigurato.
Non è Stonehenge, non è Westminster, non è la Cattedrale di Canterbury.
A rappresentare l'Inghilterra c'è proprio uno sperdutissimo Stone Circle del Lake District dove conviene arrivare a piedi perché, malgrado sia segnalato, il parcheggio prioprio non esiste.
Quando cominciai a pensare al viaggio che volevo fare e a dove volevo soggiornare nel Lake District ero molto indecisa. Poi lessi di Keswick e soprattutto lessi della vicinanza di quelle pietre e del villaggio.
Detto... fatto. Ero decisa. Saremmo andati lì.
Gli Stone Circle affascinano molte persone e probabilmente in tantissimi collocano queste meraviglie nel periodo storico sbagliato.
Siamo abituati, infatti, a pensare a druidi e riti celtici e collochiamo tutto questo in un primo Medioevo già molto distante da noi.
Ma per compredere davvero gli stone circle sparsi nel Regno Unito e non solo il salto da fare è molto più grande. Vi basti pensare che Castlerigg è di mille anni più vecchio di Stonehenge e pertanto va collocato nel Neolitico.
Credetemi, le pietre di Castlerigg (circa una quarantina) non sono dei megaliti ma variano gran parte tra il 1,40m e 1,60m.
Stonehenge è immenso, alto e grande, raggiunbile.
Castlerigg è più "umano" a livello di dimensioni, è disperso e va conquistato.
Partendo dal centro di Keswick vi basterà attraversare il parco e tenere la direzione dei vostri passi verso Est. Alla fine del parco (seguite la via pedonale dentro il parco, non sbaglierete) incrocerete la vecchia ferrovia del paese, ora in disuso. Salite sul tracciato della ferrovia che ora è diventato un sentiero e seguitelo finché la strada non si dividerà. Il sentiero della ferrovia andrà avanti dritto e una piccola deviazione sulla destra vi farà salire sulla strada asfaltata.
Quella strada porta verso Chesnut Hill. Lì troverete i segnali per Castlerigg e, gambe in spalla perché la pendenza è pesa, salirete finché la strada non tornerà pianeggiante. Lì troverete lo stone circle e dovrete fare un bel respiro perché non è un qualcosa di semplice pensare di stare al cospetto di un qualcosa che ha 5000 anni circa e rimane ancora un mistero.
E' un po' come succede con le piramidi in Egitto.
Non c'era molta gente quel giorno ed io ne ero felice. Sia io che Gian eravamo molto straniti dal luogo.
Si percepisce una specie di forza quando si è lì. Saranno i monti, saranno le pietre o sarà anche suggestione... chi lo sa... ma quel luogo è davvero magico.
C'è chi ci va per il solstizio d'estate, c'è chi vuole semplicemente ritrarlo, fotografarlo e osservarlo.
Io toccavo le pietre perché questa è una di quelle cose che a Castlerigg puoi fare e che a Stonehenge no.
Una signora che visitava Castlerigg nel nostro stesso momento raccontava ad una sua amica di andare in cerca di stone circle. Amava particolarmente Castlerigg per il mistero, l'età e per il fatto che tra te e le pietre non c'è niente e tu le puoi, a modo tuo, amare.
Io le ho osservate con tutto il cuore e il cervello possibile.
A minuti alterni mi chiedevo chi le avesse messe lì e per che motivo.
In altri momenti invece non mi chiedevo niente e contemplavo quella meraviglia antica davanti ai miei occhi.
Sono rimasta seduta su quel prato per un bel po' di ore e, che strano, le uniche parole che sfioravano la mia mente erano quelle iniziali di un poema di Wordsworth.
A slumber did my spirit seal, I have no human fears...
Wordsworth lo scrisse con un intento diversissimo dal mio pensiero in quel momento ma, dentro di me, ci stava tutto.
Seduta là, immersa in un verde che solo lì è possibile, pensavo di essere in un sogno.
Un sonno particolare mi aveva portata via ed io non avevo paure umane.
Come se per un momento pensassi che fosse tutto possibile.


9 commenti:

  1. Quel luogo deve anche ispirarti poesia... Il finale del tuo post è splendido, magico come lo stone circle di cui parli :)

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  2. Adoro posti come questo, che splendido post!

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  3. La cosa che ammiro di quei luogo solitari, oltre alla bellezza naturalmente, è il rispetto e la cura del posto, niente recinzioni, niente biglietto da pagare, tutto all'aperto però niente scritte, niente immondizia, solo tanta tantissima civiltà.
    Perchè spesso da noi non è così?
    Amo quei luoghi anche per quello e quella gente anche per quello.
    Angela

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  4. Giovy finalmente tante e splendide foto, adesso si che il sogno dei tuoi racconti si materializza. Sono passata dal blog di Gian, sono incantata davanti a tanta bravura.
    Grazie per avermelo fatto conoscere.
    Angela

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  5. @Angela: Mi fa davvero piacere che le foto di Gian ti piacciano.
    A lui l'immagine e a me la parola :)
    Concordo con te con quello che dici relativamente alla quantità di civiltà.

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  6. che meraviglia Giovy...ci voglio andare!!

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