Un pezzo di Capo Verde in piena Alfama

Visitare Lisbona

Un bellissimo post di Serena aka Mercoledì mi ha fatto venire in mente un momento splendido dell'improvvisatissimo viaggio a Lisbona con i miei due hermanos.
Siamo arrivati a Lisbona proprio allo sbaraglio e, in pieno sbaraglio, abbiamo trovato la Pensao Estrela che per noi è stata un po' come la casa della zia lontana che non vedi mai.
Avevo appena fatto a tempo a leggere la guida recuperata, se non erro, in una libreria di Cordoba per puro caso, dato che il Portogallo non era in programma.
Una sera, credo fosse la seconda a Lisbona, decidemmo di voler provare per cena qualcosa di diverso.
Come dicevo ieri per Berlino, le capitali regalano quel meltin pot tutto particolare.
Lisbona, che è una città di mare e la capitale di un popolo di navigatori e conquistatori enfatizza questo concetto all'ennesima potenza.
La mescolanza delle razze è un qualcosa di tipicamente portoghese, tipicamnete lisbonese.
Girando per strada si incrociano di quegli sguardi e certi colori che solo una lavatrice storica può aver creato.
Ripensando a tutte le nazioni che il Portogallo ha conquistato (nel bene o nel male), mi è venuto in mente Capo Verde.
Nell'arcipelago Capo verdiano non sono mai andata ma ho conosciuto la gente che lo abita.
Quando ero in Senegal, il Ramadan era nel suo pieno e uno dei modi per reperire cibo durante il giorno era mangiare dai Libanesi, che sono cristiani. L'altro modo, al quale attingevo spesso la sera, era andare dai Capo Verdiani. I Senegalesi mi dissero che i capo verdiani sono cuochi spettacolari ed io avevo troppa voglia di provare.
Si tratta di cucina povera, essenziale ma estremamente gustosa.
I piatti sono quasi tutti a base di pesce o di pollo.
Di norma contengono condimenti fatti di verdura (carote, patate e poco altro) e molto riso.
I piatti sono speziati e il sughetto nel quale sono, spesso, annegati è un toccasana per riuscire a rendere tutto più fluido.
Memore di quelle bellissime cene africane, dissi ai miei due Hermanos che avremmo potuto cercare un ristorante Capo Verdiano a Lisbona.
Michi era entusiasta, Andre forse un po' meno ma ci avviammo comunque su per le pazzesche salite dell'Alfama perché, ci dissero, che da quelle parti Capo Verde imperava.
Ci mettemmo circa 5 minuti a trovare un ristorante senza nome che sembrava casa di qualcuno.
Ci fecero accomodare proprio al centro di una stanza che aveva altri 4 tavoli da due/tre persone.
Proprio di fronte a noi c'era una coppia, probabilmente di Lisbona ... chi lo sa.
Nel guardarli durante la cena ci venne proprio in mente che fossero al primo appuntamento. Captavo i discorsi e, per quel poco di portoghese che capisco, erano in piena fase conosciutiva.
Ma si piacevano, Dio mio se si piacevano.
Lei aveva negli occhi lo stupore e la felicità di essere lì con lui, forse soli per la prima volta.
Lui sembrava un po' timido ma estremamente interessanto.
Nei loro sguardi c'era una tensione emozionale pazzesca e, con i miei Hermanos, scommettavamo per scherzo su quanto ci avrebbero messo a baciarci una volta usciti dal quella specie di casa-ristorante.
Tutto questo osservarli potrebbe sembrare poco cortese ma erano così belli.
E sicuramente non si sono accorti di noi.
E probabilmente non si sono accorti nemmeno della bontà del cibo che la cuoca capo verdiana faceva arrivare a tutte le tavole.
Niente scelte, il menù era unico e lo faceva lei.
La cena fu ottima. I miei due hermanos apprezzarono molto.
Se mi ritrovassi a Lisbona oggi credo che riuscirei a ritrovare quel portone.
Mi chiedo solo se quella mitica cuoca è ancora là.
I due commensali al primo appuntamento uscirono quasi con noi dal ristorante.
Ci misero, credo, mezzo minuto a baciarsi.
Quel giorno mi sono detta che se mai avessi scritto una qualche storia d'amore sarebbe iniziata con quella scena che, da quel momento, è una delle mie Lisbon Story.

8 commenti:

  1. Grazie Giovy! :D
    Che bella sorpresa!
    Come ti ho scritto sulla pagina Fb, spero di trovare questo ristorante capoverdiano.
    Alfama è il mio quartiere preferito!

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  2. Ed io lo spero per te perché sembrava davvero di essere a casa di qualcuno! :)

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  3. io non so come fai te Giovy ad avere questa memoria. Quando vedo il titolo mi pare di avere solo un lontano ricordo della cosa. Ah si, sono stato ad un ristorante capoverdiano a Lisbona. Poi, leggendo, i ricordi affiorano. Come la carta fotografica immersa nel liquido di sviluppo: i contorni si definiscono, i volti emergono, i dettagli prendono forma. Alla fine è un'istantanea perfettamente a fuoco.
    Sei proprio una viaggiatrice nata.
    La migliore.
    Hermano Michi

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    1. Grazie Hermano... quello che hai scritto mi rende davvero orgogliosa! :)

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  4. "Girando per strada si incrociano di quegli sguardi e certi colori che solo una lavatrice storica può aver creato." Bellissima espressione. Questo è proprio quello che penso quando mi torna alla mente il Portogallo. Che terra! Che colori! Che gente meravigliosa!

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    1. Grazie Elena! :)
      Il Portogallo è davvero una splendida terra, no?

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    2. Davvero sì! la gente è di una gentilezza rara, i colori ti entrano nell'anima e cibo e vino corredano tutto e aiutano a creare atmosfera.
      La bellezza malinconica delle sue città, i paesaggi pieni di carattere e i paesini (due su tutti: Guimaraes e Obidos, hai presente la ginjinha??) raccolti e ricchi di storia. Ce l'ho nel cuore. Due estati di fila, a girovagare per le sue strade. Quest'anno tradirò con l'Irlanda ma già mi manca.

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    3. Ahhhhhhhhhhhh la ginjinha!!!!

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