Stoccolma gioca a nascondino

Viaggio a Stoccolma
 Foto © 2012 Gianluca Vecchi

Sto ascoltando Yann Tiersen e, invece di abbinare la sua Comptine d'une autre été con la Francia, la mia mente parte e approda a Stoccolma.
Ho tante cose da dire del mio viaggio a Stoccolma ma oggi vi racconterò di quella bellezza mista a leggerezza che mi arrivò addosso come una nuvola quando, uscendo dalla metropolitana al Gamla Stan, mi ritrovai vicino al Riddarholmen.
Avevo proprio voglia di cominciare la mia visita da quel luogo perché, non so dirvi come, la mia immagine tipica di Stoccolma era proprio legata alla guglia in ferro della chiesa.
Inoltre... mi incuriosiva il nome del luogo ... Riddar come Reiter, Holmen come Hof ... il luogo dei cavalieri.
Aveva, dentro il mio cuore, già un piccolo posto tra la sacralità e il misterioso.
Grazie alla mitica e immancabile Stockholm card, all'entrata non occorre prendere il biglietto.
La chiesa è propria del gusto nordico verso la religione...molto pulito, lineare, semplice... molto importante per la monarchia svedese e per tutta la tradizione a cui legata.
E', infatti, una sorta di Sacra Sacrorum o Valhalla del posto, dove pullulano le tombe di cavalieri o persone influenti per la monarchia.
Fa un certo che, lo ammetto, camminare sul tale conte di nonsochecosa o su di un nobile le gesta del quale sono cantate in un epitaffio lì vicino.
Però non c'è niente di pomposo o di chissà che esagerato... ma è proprio quella semplicità che mi ha conquistato.
Quando sono uscita da lì, mi sentivo già parte di un certo vivere nordico che tanto amo.
Mi lasciavo prendere dal vento che lambiva il baltico... chiudevo gli occhi e mi sembrava di volare sopra quella guglia in ferro, sopra quegli edifici e vicino a quel sole che era brillante, chiaro e quasi unico.
Di Stoccolma mi restano dentro molte cose ma sono particolarmente legata alle emozioni del Riddarholmen proprio perché hanno costituito il mio incontro con la città.
Avete presente quando vi presentano qualcuno che avevate già occhiato e provate quella strana emozione dentro? Ecco... tra me e Stoccolma è andata così e il Riddarholmen è segnato da questo incontro.
Un'altra cosa che mi ha pienamente conquistato era il cielo che sembrava vicinissimo e non mi sono mai spiegata il perché.
Ero felice quel giorno, felice felicissima per la Svezia, perché ero lì e, soprattutto, perché ero con Gian e l'avevo portato per la prima volta in viaggio con me.
E anche lui ha vissuto e "subito" il fascino di quella giornata di inizio estate.
Ha amato e si è lasciato conquistare da quella luce magnifica e praticamente indescrivibile se non tramite foto e immagini.
E sul Riddarholmen la luce era speciale perché il Baltico rifletteva il sole e tutto si fondeva in un tono di chiarezza che non può essere definito a parole.
Lì cominciò la nostra esplorazione della capitale della Svezia.
E questa esplorazione è diventata immagine.
E l'immagine è diventata, in parte, un E-Book bellissimo da sfogliare, comprare, amare.
Perché è fatto di mente e cuore.
Perché è nato da un viaggio che è stato un inizio importante.
Perché è Stoccolma è arte per suo stesso modo di essere.
Come passeggiare in un museo a cielo aperto, dove le opere giocano a nascondino e tu non devi far altro che trovarle.
E noi l'abbiamo fatto. Andate a vedere.

3 commenti:

  1. Bello! Il mi sogno è andare in Svezia e prima o poi ci riuscirò!

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  2. Questo caldo mi manda in tilt e un bel viaggetto in Svezia non sarebbe male.
    La Svezia non l'ho mai visitata e come sempre tu mi incuriosisci,
    quindi prendo appunti sul mio taccuino,
    un giorno non si sa mai, un volo ryanair e via a Stoccolma.
    Buona domenica
    Angela

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  3. Felice che la mia stoccolma vi sia piaciuta :))
    Andateci, merita davvero...

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