I Pirenei: nascosti, sconosciuti e belli

Pirenei Francia

Quando andavo a scuola mi accorgevo che era maggio per tre motivi principali: cambiava il tempo, avevo un casino di compiti in classe e al pomeriggio in Tv c'era sempre il ciclismo.
E a me non piaceva.
Maggio è il mese del Giro d'Italia. Dopo quello arriva il Tour de France.
Ormai lo sanno anche i muri.
L'estate scorsa, durante un sabato caliente di luglio, me ne stavo buona buona a padire il pranzo sul divano e sono capitata a vedere il Tour per caso.
A guardare i ciclisti mi annoio ma quella volta fui rapita dal luogo che ospitava la gara: erano i Pirenei.
Non si trattava del Tour Mallet, notissimo picco e tappa impossibile del Tour, bensì del Plateau de Beille che, in quanto a salita, non si faceva mancare niente.
Non chiedetemi chi vinse, chi perse, chi iniziò la volata... io guardavo solo il panorama.
E lo guardavo così bene che mi si è impresso il Col d'Agnes dentro il cuore.
La reazione a tutto ciò fu di dirmi stupida mille volte.
Stupida sì perché, come mi era successo con l'Appennino Reggiano, avevo considerato i Pirenei montagne di serie B.
Quando viaggiai da Tolosa alla Spagna notai la bellezza del luogo dove mi trovavo ma proabilmente non lo feci abbastanza.
Una zona che vorrei tanto visitare è l'Haut Couserans, che è proprio la regione dove si trova il Col d'Agnes.
Mentre guardavo i ciclisti pedalare, venivo rapita da una montagna molto aspra e selvaggia.
Nel contempo, stavo guardando luoghi immensamente pieni di verdi radure.
Non so come spiegarvi... ma dalla bocca continuava ad uscirmi uno splendido Ohhhhhhhhh continuo.
Sicché, manco a dirlo, mi è venuta voglia di andarci e nel frattempo mi sono fatta uno splendido fantaviaggio.
Niente aeroporti troppo vicini (per fortuna) ma, dall'Italia, è abbastanza semplice raggiungere le zone ai piedi dei Pirenei.
Se proprio si vuole, basterà considerare Tolosa come approdo principale e lì ci arrivano autostrade, treni e aerei da ogni dove.
Ci pensavo stamattina: i Pirenei possono essere chiamati Baschi, Occitani, Catalani ma mai propriamente Francesi perché delineano il loro tragitto in zone marcatamente storiche con un'identità regionale davvero importante.
Amo moltissimo caratteristiche politiche e territoriali come questa: effettivamente l'unica zona che può chiamarsi propriamente Francia è solo l'Ile-de-France. Tutto il resto è un qualcosa di così diverso da non sembrare nemmeno la stessa nazione, eccezione fatta per la costante baguette sotto braccio e il fatto che la lingua inglese non venga contemplata.
Poco male, davvero poco male quando si possono trovare paesaggi spettacolari e tradizioni secolari che ci accolgono.
Quelle zone sono piene di case di montagna ristrutturate e di chambres d'hotes di tutto rispetto.
Spesso situate tra i 600 e gli 850 metri d'altezza, sono l'ambiente ideale per chi vuole sfuggire ad un'estate mediterranea ma che nel contempo non è abituato a grandi altitudini.
Più scrivo, più mi viene voglia di essere già là.
Adoro scovare questa Francia-non-Francia, poco conosciuta e un po' nascosta agli occhi del grande turismo estivo.
Adoro pensare queste zone anche in pieno autunno, quando i colori hanno la meglio sul mondo.
Adoro pensare che potrei essere là, a dirmi stupida e a sorridere mille volte perché al mondo non esiste montagna di serie A e di serie B.
Esiste la montagna, punto.
E nel mio cuore ha un posto del tutto particolare.

2 commenti:

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...