La Grande Guerra da scoprire, rispettare

Campogrosso Sentieri della Grande Guerra
Foto di Gianni Pasquale/ www-magicoveneto.it

O meglio... i luoghi della Grande Guerra, da scoprire, da rispettare.
La settimana scorsa, come ho già scritto, ero dalle mie parti.
Per ritrovare la spinta a ripartire dopo giorni che non augurerei a nessuno ma che la natura ci attacca addosso, ho guardato Gian e gli ho detto "adesso andiamo per trincee".
Ho la fortuna di essere cresciuta ai piedi di alcuni dei monti che furono teatro del primo grande conflitto mondiale.
Non manca molto al centenario di uno dei conflitti che ha cambiato la Geografia Europea ed io, dato che sono una donna avanti, vi voglio indicare uno di quei percorsi che meritano di essere vissuti col giusto spirito.
La Guerra non è una cosa bella, lo sappiamo tutti, ma l'insegnamento che una guerra ci lascia è sempre quello di non dimentare cosa è successo e chi è stato protagonista di giorni atroci.
Ricordare dovrebbe voler dire imparare e troppo spesso si passa accanto a qualche luogo e non si pensa minimamente quale possa essere il suo significato nella Storia.
Oltre ad avere avuto la fortuna di crescere vicino ai monti, ho avuto una grande Nonna ... la Cecilia ... che di guerre se n'è fatte due e che non perdeva tempo a portarmi in corriera là dove i luoghi urlavano ancora per la crudeltà del conflitto.
Ed è in quel modo che ho imparato a gironzolare, anche da sola, per l'Anello Storico che il Cai di Valdagno ha ricavato per percorrere quella che era la linea di fuoco degli Alpini contro gli Austriaci durante il conflitto del 15/18.
Si tratta di un percorso a circa 1500 metri d'altezza e che non presenta particolari difficoltà alpinistiche.
E' una passeggiata montana da fare in piena consapevolezza e sicurezza, con il giusto equipaggiamento e lasciando che gli occhi si riempiano di tutto ciò che ci circonda.
Un percorso come quello che vi descriverò è affrontabile in un paio d'ore al massimo di cammino e può benissimo essere abbinato ad un week da trascorrere tra l'Alto Veneto e l'Alto Lago di Garda.
Siete pronti? Partiamo subito!

In primis, raggiungete da ovunque voi siate, il Rifugio Campogrosso.
Trattasi del confine Veneto/Trentino e si trova in provincia di Vicenza. Il rifugio è raggiunbile in auto tramite una strada di montagna quindi... pay attention!
Una volta parcheggiato la vostra auto, armatevi del vostro equipaggiamento e, col rifugio alle spalle, avviatevi lungo la strada asfaltata davanti a voi. Dopo circa 200m troverete sulla vostra sinistra il cartello ritratto nella foto ad inizio post.
Non vi resterà che seguire le indicazioni del sentiero che è ben segnato con la consueta simbologia del Cai bianca/rossa.
L'Anello Storico inoltre è costellato di paletti gialli che segnano il sentiero. E' impossibile sbagliarsi.
Ciò vi porterà col pensiero al Primo Conflitto Mondiale sarà essenzialmente il primo bunker che incontrerete.
Tutto ciò che seguirà vi troverà già con la mente lanciata dentro un viaggio temporale immenso.
Il primo bunker è un qualcosa di incredibile e vi farà pensare alle condizioni difficilissime che quegli Alpini si trovavano ad affrontare.
Seguiranno altri bunker, postazioni di artiglieria, trincee scavate nel sasso.
Quando vi serete dentro e guarderete avanti vedrete una serie di "ceppi" in sasso che altro non erano che il confine dell'impero Austro-Ungarico. 
Una linea totale di ceppi che segnava ciò che era Italiano e ciò che non lo era.
E tutto sarà davanti ai vostri occhi ... in una tranquillità che quegli antichi uomini di inizio '900 tanto sognavano per loro stessi.
L'Anello ... per suo stesso nome... è un percorso completo e, una volta fatto tutto, ritornerete come per magia proprio al rifugio dove avete lasciato la macchina.
Il mio consiglio è quello di fermarvi e chiedere un bel tagliere di affettati e formaggio.
I formaggi che assaggerete sono prodotti dalle malghe che si trovano a pochi metri dal rifugio e sono di una bontà incredibile. Per gli affettati è lo stesso e mi raccomando di non perdervi la Sopressa, delizia vicentina DOP che l'aria del Monte Pasubio, vicinissimo a dove siete, rende speciale.
C'è la possibilità di pernottare al Rifugio ed io ve lo consiglio nelle notti di luna piena dove le montagne brillano quasi fossero d'argento.
Se invece vorrete continuare il vostro viaggio, non vi resterà che proseguire per l'unica strada che scende verso il Trentino.
Lungo la strada potrete ammirare la bellezza della Vallarsa e potrete interrogarvi su tutti i toponimi che leggerete. Arlanch, Foxi, Anghebeni ... tutto retaggio dell'invasione Cimbra dell'Alto Veneto.
Quella Cimbritudine che forse mi porto dentro anch'io mescolata all'Austricità della mia bisnonna.
I kilometri da lì a Rovereto sono davvero pochi.
E' la montagna a far sembrare la strada lunghissima.
E la sua immensa bellezza rendono quei posti dei luoghi immensamente radicati dentro al mio cuore.

Quando lascio la mia "terra natale" per tornare in Emilia sento la distanza dai miei affetti ma non sono quelli a mancarmi.
A me manca la mia montagna, Cima Carega, il Pasubio. E tutta la loro storia.


Alto Vicentino Campogrosso
Le mie montagne - fotografate con il mio telefono

4 commenti:

  1. Che passeggiata Giovy, tra le tue montagne...e sulle tracce della storia, una cosa incredibile.
    Grazie di averla condivisa con noi, tesoro!
    Un bacetto

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  2. Grazie Cara Miss... spero che un giorno potrai raggiungere le mie montagne! :)

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  3. Amo molto la montagna, le passeggiate... E i luoghi della Grande Guerra!
    Solitamente mi spingo tra le montagne del Friuli, anche quelle sono state teatro del grande conflitto mondiale. Ma mi piacerebbe conoscere meglio anche i luoghi del mio Veneto, sicuramente questa escursione me la segno! Grazie Giovy!

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  4. Sono felice che anche tu abbia la mia stessa passione.
    Sarà per la vicinanza ai luoghi dove sono cresciuta ma certi posti mi prendono davvero il cuore.

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