La Donna e La Terra: Elisabetta Foradori

Foradori Teroldego Biodinamico Trentino
Per tutte le foto, thanks to www.elisabettaforadori.com

Sabato sera ho partecipato ad una cena entusiasmante sotto molti profili.
Grazie a Melinda ho avuto l'opportunità di incontrare una persona (e la sua famiglia) che ama la sua regione e ama la terra che ci dà tante cose buone.
C'è però una caratteristica senza la quale tutto sarebbe stato solo un trionfo di sapori ma non sarebbe mai diventato un pacchetto di emozioni.
Che cosa ha fatto la differenza? L'ha fatta un ristoratore che sa fare il suo lavoro e che, oltre a curare la qualità del suo ristorante, cura il rapporto con chi mangia da loro.
Sandro di Nuzzo del Ristorante Nerina è stato un vero proprio Story Teller della cena che suo fratello Mario ha creato magistralmente.
Del viaggio in Val di Non vi racconterò al più presto su NonSoloTuristi.it ma quello che mi preme scrivere oggi riguarda il vino che abbiamo bevuto.
Di norma, lo sapete, sono più appassionata di birra di qualità ma non ho mai disdegnato il buon vino, soprattutto quando si parla di Teroldego.
Io amo il Teroldego con tutto il cuore. Per me non è solo un sapore, un sentore, un gusto.
Per me quel vino racchiude vento, montagne, prati, frutta e aromi del bosco.
Per me quel vino parla di un luogo che ho nel cuore e, se mai passerete da Mezzolombardo giù di lì capirete anche perché.
Ero seduta ad un tavolo di blogger e si chiacchierava della giornata appena trascorsa quando il buon Sandro si avvicina a noi per versarci il vino.
Prima di assaggiare leggo l'etichetta perché, curiosona come sono, volevo capire che cosa stessi bevendo.
L'etichetta riportava semplicemente una parola: Foradori.



"Dopo ti racconto di quella donna...", mi fa Sandro intento a versare il vino ad altri commensali.
Sono rimasta incuriosita da quest'uscita e dentro di me mi chiedevo chissà che storia avrei ascoltato.
E la storia è questa.
C'era una volta una donna di nome Elisabetta. Questa donna amava e ama molto la sua terra, la sua vigna, la sua uva. E quando l'amore per la terra è forte, la scelta di essere Biodinamici arriva quasi da sola.
E' una scelta forte, importante e anche difficile perché il mercato è duro, competitivo e mangia chi spesso esce dalla righe.
Ma Elisabetta ci credeva e cominciò a produrre Teroldego biodinamico dal 2005, rivelando al mondo questo bellissimo segreto solo l'anno scorso.
E secondo me ha fatto bene perché spesso le critiche ammazzano l'entusiamo che sostiene certe scelte.
La produzione, poi, le ha dato ragione. Il gusto del suo vino la nomina vincitrice.
Spesso mi dico di non fare testo nel giudicare un Teroldego, proprio per l'amore che provo verso quel vino.

Mi sento però di segnalarvi quest'eccellenza tutta Trentina che arriva dal cuore, dalla mente e dalle mani di chi crede che un mondo diverso sia possibile e che crede, inoltre, che la biodinamicità possa affrontare, a livello di prezzi e mercato, anche gli Imperatori della produzione intensiva o di nicchia.

Quello che il Ristorante Nerina ci ha proposto sabato scorso non è stato solo un Teroldego legato al territorio ma ci ha presentato l'anello di una catena fatta di gente che ci crede.

A tal proposito vi racconto che stiamo parlando di un ristorante che offre solo verdura del proprio orto e che, a scapito di difficoltà anche nell'essere raggiunto non ha mai lasciato una valle che, come Madre Terra, lo tiene stretto e saldo tra le braccia.
Allo stesso modo, la produzione vinicola Foradori ama il suo territorio e vuole raccontarlo nel modo migliore possibile.
Un'esperienza di assaggio e degustazione di un vino così è un viaggio a se.
Se chiudo gli occhi ne sento ancora il sapore.
E, con la mente, sono di nuovo in Val di Non.

Teroldego DOC Trentino

2 commenti:

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
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