Il Grande Campeggio


Ho fatto delle gran vacanze in campeggio. Sempre.
I miei mi portarono in campeggio la prima volta quando avevo nove mesi. Era l'Agosto del 1978 ed io me ne stavo tranquilla e beata davanti alla veranda di una roulotte.
Le cose continuarono così almeno fino ai miei 18 anni.
Io in campeggio ci stavo bene.
Praticamente cenavo e dormivo coi miei genitori ma per il resto della giornata non mi vedevano mia.
Ho fatto anni e anni di campi scout e di tende (e di come montarle bene e viverci degnamente) ne so qualcosa.
La tenda per me è sempre stata sinonimo di vacanza avventurosa e di libertà.
Ci sono certe immagini che tirano fuori dalla mia mente il sentore di campeggio.
Avete presente quelle azioni da voi reiterate o fatte da altre persone che vi fanno dire "ah... è proprio tempo di campeggio?" e se non lo è di campeggio che sia di qualsiasi cosa vi piaccia.
Sono giorni, troppi giorni mi vien da dire, che vedo le persone girare con la carta igienica sotto braccio o con tanto di necessaire e asciugamano. Li vedo dirigersi da una tenda piantata in un luogo di fortuna verso la loro casa... magari nel bagno di servizio che si trova a piano terra o nel garage.
Sono giorni che, come in un qualsiasi campeggio, vedo la gente trovarsi per cena e mettere vicino tavolate su tavolate. Tanto ... quando si griglia carne per 7 cosa vuoi che sia farne per dieci?!
Sono giorno che vedo gente fuori nei giardini con le sedie sdraio e li vedo in tuta da ginnastica ... li vedo intenti a chiacchierare, proprio come si fa in certe sere in tutti i campeggi delle nostre riviere.
Sono giorni che noto tutto questo e sono giorni che il mio cuore e il mio animo somatizzano paura e terrore.
Somatizzano anche l'aspettativa ... che in giorni normali sarebbe anche una bella cosa... ma c'è aspettativa positiva... quella che ti carica e ti fa sentire come un bimbo prima di natale.
C'è anche l'aspettativa negativa, quella che ho sempre combattuto e che ho sempre cercato di tenere fuori dalla mia vita.
E quando non la tenevo fuori la razionalizzavo.
Ora vivo squazzando nel brodo di questa aspettativa.
Mi chiedo quanti giorni passerranno prima che la paura mi abbandoni.
Mi chiedo se io mai sarò di nuovo quella di prima o se schizzerò verso un'uscita ogni volta che un tonfo o un rumore sordo mi faranno fermare il cuore.
Mi chiedo quando finirà tutto. 
Mi chiedo quanto resisterà la mia casa.
Mi chiedo quando sarà la prima sera normale.
Quelle sere che tanto mi piacciono, quando mi siedo sul divano col mio Gian a mangiare le ciliegie, a scherzare e a beccarci come fossimo una coppia sposata da 50 anni ma con tanto tantissimo futuro davanti.

Verrà il giorno, come scriveva qualcuno più autorevole di me, in cui il Grande Campeggio chiuderà i battenti e lo farà non per mancanza di clienti o chissà perché motivi economici.
Lo farà perché la paura si vaporizzerà.
Quel giorno io mi ubriacherò di felicità e speranza.

10 commenti:

  1. e io, anche, brinderò alla tua rinnovata serenità con una bella birra inglese!

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  2. Grazie Ari... è proprio la cosa giusta da fare...

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  3. Mi hai ricordato la mia nonna, che mi raccontava della prima volta in cui era andata ad assistere ai fuochi d'artificio, poco tempo dopo la fine della guerra. Malgrado le avessero detto di non preoccuparsi, al primo botto è scappata via disperata, pensando fosse l'ennesimo bombardamento.
    Dopo tanti anni, abbiamo guardato i fuochi d'artificio insieme centinaia di volte.
    Il lato positivo della paura è che pian piano se ne va, perché noi ce ne dimentichiamo.

    Auguro a te e a tutti che la situazione si calmi al più presto, che possiate rientrare serenamente nelle vostre case e nelle vostre vite.
    Il campeggio lasciamolo solo ai tempi e ai luoghi decisi da noi.

    Ti abbraccio, cara Giovi!

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    1. Grazie Giuly!
      Sapere che c'è chi mi pensa mi fa tanto bene...
      Voglio pensare che la serenità torni in me.

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  4. ... speriamo la terra si plachi per sempre... Un abbraccio forte

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  5. Cara Giovy, che giorni terribili questi.
    E io sai, ho pensato tanto a te, alla tua terra, alla paura, al senso di incertezza che lascia un'esperienza devastante come un terremoto.
    E' poca cosa, ma ti sono vicina, a te e agli emiliani, persone meravigliose e ricche di risorse.
    Spero che la pace e la quiete tornino presto, cara, spero davvero...un abbraccio grande amica mia.

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  6. Grazie davvero a tutti e scusate i pochi post e anche il fatto che magari non riesco a leggere i vostri stupendi blog.
    Passerà dai ... voglio pensarla così... e tornerò lo stessa di prima.

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    1. Non preoccuparti, ci vuole tempo. Blogs e Bloggers non scappano.. :-)

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  7. Ciao Giovy,
    la mia prima vacanza da sola da maggiorenne, in tenda con la mia R4 in Jugoslavia, arrivata a Maribor in serata, monto la tenda, tutto perfetto, durante la notte uno strano prurito, accendo la torcia, formiche dappertutto, avevo montato la tenda su un formicaio. A pensarci adesso mi vien da ridere, pensa una poverella che smonta la tenda a mezzanotte, ma siccome iniziavo a disturbare i vicini, ho preferito dormire in macchina. In quella che è stata per un bel pò di tempo il mio adorato hotel a 5 stelle, la mia R4.
    Ciao
    Angela
    Ciao

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