Solo a Berlino... Il Punkabbestia ti controlla

Berliner U-Bahn
U-Bahn- Foto © 2012 Thorsten Frisch

Capita che un pomeriggio si sia a Berlino.
Ero proprio lì, con la mia migliore amica, a prendere la U-Bahn in quel di Postdamer Platz.
Io amo Postdamer Platz. Mi è capitato di passare una sera intera seduta su di una panchina ad ammirare il sony center, il pezzo di muro e l'architettura della piazza.
Restai immagata a dir poco.
Quella volta che ora sto raccontando, come ho detto, era pomeriggio.
La metropolitana è un qualcosa che mi piace, a meno che non sia quella di Milano. Quella la odio e mi fa sentire vulnerabile.
Le altre metropolitane in giro per il mondo no.
Nemmeno quella di New York alle 3 di notte presa all'altezza di Washington Heights in direzione Downtown.
Quel giorno a Berlino invece capii che dalla cara U-Bahn berlinese mi posso aspettare di tutto.
Vicino a noi, sulla banchina in attesa del convoglio, c'erano un gruppo di ragazzi italiani con il solito fare fastidioso e rumorosco degli italiani che non si sanno comportare in vacanza.
Quando assisto a scene del genere mi difendo cambiando idioma. In quell'istante divento tedesca e sfido chiunque a dire il contrario. Anche la mia migliore amica tenta la tedeschizzazione ma viene spesso scambiata per un'israeliana. E non ci spieghiamo come mai.
Anyway, il nostro trenino U-Bahn arrivò e salimmo tranquille trovando posto perché avevamo un po' di strada da fare.
Il gruppo rumoroso di italiani in vacanza non perdeva tempo a rumoreggiare anche in viaggio e i Berliner, più o meno autoctoni, si giravano a guardarli con occhio sprezzante.
Ma il peggio doveva ancora venire.
Il vagone si svuotò dopo un paio di fermate e uno di loro si mise a fare lo scimpanzé dondolandosi grazie agli appoggi per sorreggersi.
Stavo quasi per esplodere nel dir loro qualcosa ma mi trattenni.
E il fato mi fu amico.
In quel momento salì sul nostro vagone un punkabbestia in piena regola, con tanto di cane al seguito.
Alla prima impressione sembrava un passeggero come tutti noi e lì ci sbagliavamo.
Con molta calma e in tutta tranquillità si avvicinava alle persone mostrando un tesserino. Queste persone, da lui interpellate, sorridevano e mostravano a lui il biglietto per quella corsa in metro.
Arrivò il mio turno e feci come tutti. Sui mezzi pubblici in giro per il mondo non si va mai in "schwarz", come si dice in Germania. In Italia si ha la tentazione di farlo perché, diciamocelo, a volte non si arriva nemmeno all'obliteratrice da quanta gente c'è sul mezzo.
Ad aggiunta a ciò ci metto la bruttissima questione del fatto che il biglietto spesso lo si debba comprare a priori. Bisogna dirlo ... quando c'era il bigliettaio era tutto più semplice.
Anyway... il punkabbestia in questione altro non era che un controllore.
E come lui lo erano (e lo sono probabilmente) vecchiette insospettabili o chissà che persona. A Berlino, fare il controllore è un lavoro socialmente utile. Hai bisogno di soldi e sei disoccupato? Eccoti pronto un posto da controllare. Hai voglia di fare qualcosa per la tua città? Accomodati.
Poco dopo il mio turno di mostrare il biglietto al control-punkabbestia, fu il momento di quel gruppo di italiani non del tutto illuminati nella mente.
Si misero a ridacchiare verso il punkabbestia e lui, in un inglese perfetto, mantenne la calma e disse loro che era autorizzato a fare dei controlli.
Nessuno, e dico nessuno, di quegli italiani aveva un biglietto valido.
Detto, fatto. Alla fermata dopo il Punkabbestia scese, trascinandoseli dietro ... e loro, forse minacciati da quel pitbull amico del Punkabbestia ... che era sì un pitbull ma era tedesco, ligio e tranquillo nel suo atteggiamento. Scendemmo anche noi perché era la nostra fermata.
I tipi dovettero pagare la multa seduta stante.
Io mi limitai a tradurre loro il verbale ma, dentro di me, me la ridevo come non mai.

8 commenti:

  1. L'U-Bahn di Berlino è meravigliosa, senza le barriere a regolare l'accesso e l'uscita. Mi ha fatto pensare a un senso civico più sviluppato del nostro (come volevasi dimostrare). Cmq, qui da noi, i punkabbestia capita ti prendano in giro quando vai a fare jogging (e dire che alcuni ne avrebbero da smaltire...)
    Barbara

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    Risposte
    1. Hai detto proprio le parole giuste: senso civico.
      E' una cosa di cui la Germania intera è permeata e si vede in tutte le situazioni e aiuta ad andare al di là della semplice apparenza.

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  2. Il senso civico dei tedeschi, Berlinesi in primis, è davvero esemplare e il tuo racconto, cara amica, ne è esempio illuminante.
    Quanto avrei voluto essere anch'io là a vedere la scena...

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  3. E' stata una scena pazzesca... :)

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  4. Cara, avevo già letto questo post senza avere il tempo di commentare.
    Ecco, a Berlino ci sono stata, però non mi ricordo simili controllori...mi sembra una cosa fantastica!
    Baci!

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  5. Fantasticissima... e mi è capitata anche una vecchietta con tanto di bastone!

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  6. Ti invidio per aver assistito alla scena! Ma devo dire che anche solo leggerla è stato spassoso! :)

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