Il bello di due chiacchiere in treno

Viaggiare in treno
Foto © 2012 Tony Harrison

Ci sono quei viaggi in treno che non scorderai mai.
Più che altro sono viaggi interiori, oltre che di vero e proprio spostamento fisico.
Anche se lo spostamento era davvero grande perché si trattava di attraversare il Nord Italia in largo e tra Veneto e Liguria c'è un bel po' di strada in mezzo.
Era il 1997, anno del mio diploma di maturità, e il mio liceo chiuse il programma di lezione negli ultimi giorni di maggio.
Ero messa bene a livello di studio ma, in ogni caso, quel macigno di libri che avrei portato alla maturità era bello peso. Italiano come prima materia, Tedesco come seconda. Inglese Scritto.
E poi, sempre per l'orale, via a seguire con Francese e Storia.
Era l'ultimo anno della maturità "vecchio stampo" ... e, malgrado questo, mi chiesero tutte le materie uscite. Poco male... andrò benissimo.
Ma prima di quel "benissimo" ci furono giorni in cui decisi di non starmene a casa dei miei in Veneto.
Cambiai aria... e quando lo studio si fa peso ... andare a studiare in un luogo diverso è una grande cosa. Credete a me.
Ho la fortuna di avere un fratello che col mare ci lavora e pertanto vive da moltissimi anni vicino al mare.
Lo raggiunsi e andai a studiare un po' a casa sua, in collina sopra La Spezia, un po' sulla spiaggia dell'Isola di Palmaria.
Ma non è questo l'argomento di questo post.
L'argomento è quel viaggio in treno quando attraversai mezza Italia.
Da Vicenza a La Spezia le soluzioni sono due: o si cambia a Brescia e poi di nuovo a Parma ; o si sale sul treno che porta a Livorno e che fa la tratta Milano-Genova-Spezia. Senza cambiare.
Tempo di percorrenza praticamente identico, intono alle 5 ore. Roba da 1800.
Scelsi la seconda opzione: prenotando il posto mi sarei fatta un viaggio tranquillo.
Avevo la mia musica, il mio panino, la mia acqua.
Lo scompartimento dove sedevo fu pieno fino a Milano. Poi rimasi solo io.
Fu in quel momento, quando il treno cominciava a muoversi verso Genova per poi percorrere tutta la Riviera di Ponente, che salì un signore anziano. Avrà avuto attorno ai 70 anni.
Mi soprese la sua immagine perché era super sportivo, con uno zaino da fare invidia ai migliori e più esperti viaggiatori.
Sandali ai piedi, vestiti comodi, libro in mano.
Mi chiese in un perfetto italiano, tradito solo da un forte accento krukkoide, se poteva sedersi con me.
Io annuii e lui posò il suo zaino proprio vicino al mio.
Era Svizzero, di Biel, e stava andando a Chiavari in vacanza.
Fiero del suo essere solitario, mi raccontò di andare da anni in una pensione di Chiavari per circa un mese,sempre intorno alla fine di Maggio e inizio Giugno.
Mi raccontò di aver conosciuto la Liguria durante la sua gioventù, quando girava mezza Europa suonando il Jazz. Parlammo per ore dei suoi concerti e dei suoi incontri, con musicisti più o meno famosi.
Mi disse una cosa che mi rimase impressa: più che i musicisti famosi, lui si ricordava della gente che gli sorrideva da sotto il palco. Questa sua affermazione a me sembrò totalmente genuina e molto bella.
Mi colpiva la serenità del suo volto.
Mi chiese il motivo del mio viaggio e gli parlai della mia scuola.
Poi ci mettemmo a parlare in tedesco ed io ne fui felice.
Chiavari arrivò in un lampo.
Prima di scendere mi disse di volermi spedire della sua musica e gli lasciai il mio indirizzo.
A me lui sembrava gentile e serio e non ebbi problemi a scriverglielo.
In un lampo arrivò La Spezia e sempre in un lampo mi diplomai e tornai di nuovo su quel mare.
Circa a metà Luglio i miei mi chiamarono a casa di mio fratello.
Io ero lì che folleggiavo nella mia estate da diploma.
Loro mi dissero che mi era arrivato un pacchetto dalla Svizzera.
Quel signore mi mandò una cassetta con un live dove lui suonava.
Ce l'ho ancora. E' dentro il mio baule pieno di ricordi.

6 commenti:

  1. Viaggiare in treno anche a me regala sempre grandi emozioni. Bel post, Giovy!

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  2. Molto bello. A me i viaggi in treno piacciono molto, peccato che io sia alquanto sociopatica quando viaggio, non do confidenza a nessuno e quindi magari mi perdo le storie che gli altri possono raccontarmi, però mi piace leggerle e quindi un po' compenso (ma solo un po') ;)

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  3. @Ari: grazie

    @Cla: Grazie anche a te...

    Sono terrorizzata ... qui si trema alla grande oggi

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  4. ho letto del nuovo terremoto
    tutto ok?

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  5. I tuoi racconti mi fanno sempre ricordare cose meravigliose.
    Il mio primo inter rail per l'olanda a 18 anni.
    Come va col terremoto?
    Mia sorella ieri sera ha dormito in tenda nel giardino di casa.
    Ciao Angela

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  6. Che bel racconto Giovy!!!!
    bello, bello, bello bello!

    Mi piacciono i viaggi in treno così...
    Ai tempi ne feci tanti ma... non mi era mai successa una cosa del genere... anzi... Volutamente me ne stavo in prima classe (avevo meno di 28 anni e c'era una carta di sconti) proprio per non avere a che fare con nessuno..

    Come cambia il tempo...

    Ti abbraccio e grazie del racconto :-*

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