Questioni di Punti e Linee




Il post di oggi è proprio da Travel inside e trova origine in un pomeriggio del 25 Aprile di tanti anni fa. Io e il mio amico Hermano Michi prendemmo la macchina e ce ne andammo a Riva del Garda, con tanto di panini nello zaino e tanta voglia di chiacchiere a 360°. Era un giorno un po' uggioso e non sapeva di primavera inoltrata.

Da dove vivevo io a quel tempo bisognava oltrepassare le montagne che più amo per arrivare a Riva e il brutto tempo sembrava non rendere il viaggio spiacevole, anzi. Le nuvole si inseguivano sulle dorsali di roccia e sembrava danzassero al nostro passaggio. Arrivati a Riva, posto che io adoro, ci sedemmo da qualche parte, su di un prato vicino al lago.

Lì ce la raccontammo molto sulla Resistenza e su quello che pensavamo e sull'importanza delle montagne che avevamo appena varcato. Dopo molte chiacchiere storiche, cominciammo a ragionare sul nostro personale e sulle nostre vite. Profondamente simili per formazione, amicizia, luoghi di crescita e interessi, io e il mio Hermano Michi eravamo persone dal "sentiero personale" completamente diverso.

Vuoi che fossero i miei ventanni da vivere intensamente, vuoi perché infondo nessuno di noi è uguale all'altro, ci trovavamo in momenti della nostra vita molto diversi. Michele cominciò a dirmi di come la sua vita era fatta di punti: le attività da fare con gli amici, l'università, le morose avute e quella che poi sarebbe diventata sua moglie. Tutto questo era come un insieme di tante puntine colorate da attaccare alla mappa mentale della propria vita.

Lui mi disse di pensare alla sua vita come ad un punto: sicuro, fermo a modo suo, piantato con le radici bene nel terreno... nel terreno dove aveva sempre vissuto. Michele vagava ogni tanto: c'era stata l'università in un'altra città, c'erano state alcune prime avventure professionali importanti ma quel punto restava una vera propria boa da mantenere come punto di riferiemento eterno. La sua famiglia era un punto: lì era nata, lì era cresciuta, lì continua a vivere.

Poi Michi cominciò a parlare di me e per la prima volta nella mia vita capii che cosa infondo fossi e perché spesso mi sentivo diversa da coloro che mi stavano attorno (e forse loro sentivano diversa me). Io non sono punto... io sono un'eterna linea che corre nel mondo e si sposta.

La mia famiglia stessa lo è ... mio padre non è originario del luogo in cui sono nata. Ci è arrivato attraverso la linea della sua vita. Il più grande dei miei fratelli a 18 anni se n'è andata per seguire la via del mare. L'altro mio fratello segue la via dell'asfalto, viaggiano a destra a manca per l'Italia e per l'Europa. Io ... dal canto mio... non appena ho potuto ho seguito la grande via dell'autostrada che mi ha portato a varcare i confini. 

Ora che ci penso anche la mia nonna non era del mio luogo originario. Ma di poco più a Ovest. E' come se la mia linea personale mi avesse messo lì temporaneamente finché non avessi trovato la mia strada o il mio personal punto al quale unirmi, ancorarmi e fortificarmi. E di nuovo una grande linea d'asfalto mi ha condotto dove vivo ora perché qui so che c'è il mio punto... ed io sono punto con lui. Lui è linea con me.

Punto e linea in una sola casa: come se tutto fosse stato già pensato.

Allora ora mi ritrovo a pensare alla relazioni umane di ogni genere: professionali, amorose, d'amicizia, di ribrezzo. Oltre a classici equilibri da due lati della stessa mela, bilanciamenti da notte e giorno o ying e yang ... ecco, oltre a tutto questo, ora so che ci sono persone punti e persone linee. E non tutti i punti vanno con la stessa linea. E viceversa.

Ho capito anche che l'importante è non forzare mai la propria natura.
Se sei linea vivi da linea. Se sei punto, respira il tuo punto.


E voi siete punti o linee?

13 commenti:

  1. Di certo sono anch'io "linea", concetto che condivido in pieno. Mi viene inoltre da pensare che chi, come noi, fa del viaggiare una condizione di vita non possa che essere "linea". Tu che ne pensi?

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  2. Sicuramente la linea si addice a chi si sente traveller inside, come noi. Quello che mi chiedo è ci possa essere un punto nella vita delle persone in cui da linee si diventa punti. Chi lo sa...

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  3. Io sono assolutamente punto. Semmai posso accettare altri punti (pochi) ma non li raggiungo con delle linee bensì a salti, da punto a punto.
    Pure la domenica è 'na gran fatica per mettere d'accordo il punto che sono io con la linea che è mia moglie.
    (p.s. i miei figli sono punti)
    Eppure ho una mia Linea.
    Questo fa di me un Hombre completo? Mi sa di no.

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  4. Forse il fatto di non completarsi mai è una gran cosa...

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  5. Sai, non so ancora cosa sono e cosa voglio essere, se un punto o una linea. Chissà..
    p.s.: leggerti è sempre un piacere!

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    1. Io c'ho messo a capirlo!! :)
      Grazie mille per passare sempre di qui!

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  6. ... io sono decisamente punto, almeno ora... :-)

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  7. Io non saprei definirmi così precisamente come fate voi, splendido post cara Giovy, ma tu sei sempre speciale, questi tuoi ragionamenti fanno davvero pensare!
    Bacio!

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  8. @Niko: magari sei stato linea in passato

    @Miss Fletcher: e tu sei sempre gentilissima a dirmi queste cose! :)

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  9. Hermano Michi9 aprile 2012 23:28

    Fantastico ritrovare questo ragionamento, grazie Giovy.
    E' stato anche questo un punto. Come sono tanti i puntini di cui è costellata la vita di chi è punto.
    Sì, perché chi è punto non è mai un punto solo, ma una moltitudine pressoché infinita di segni su un foglio. Che in principio è bianco, ma poi via via si popola di questi punti, ognuno dei quali è una persona, uno stato d'animo, un'emozione.
    Mi ci è voluto qualche anno, e un weekend di riflessione, per capire che non riuscirò mai a trasformare quei punti in linee. Io sono punto e buonanotte al secchio. Perché chi è punto vorrebbe riuscire a trovare il modo per congiungerli tutti, come fanno i bambini con quelle sequenze numerate da cui esce un disegno. Un cagnolino, un gattino, una fatina.
    Ma il punto non ci riesce. E' troppo legato a quella semplice e unica impressione della penna sul foglio. Al punto non resta altro che osservarli, cercando di capire - prima o poi - quali disegno si è nascosto tra i punti della sua vita.

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  10. Michi ... ma che bello il commento che mi hai lasciato! :)
    Bellissimo ritrovarti (anche) su queste pagine

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  11. Questa chiave di lettura è bellissima.
    Io non so se sono punto o linea, almeno non sempre. A volte so di sentirmi decisamente punto, altre sono linea. Il brutto è che ci sono momenti in cui vivo da punto ma vorrei essere linea...

    Ciao!

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  12. Mi fa piacere che il mio post ti sia piaciuto... ci sono momenti in cui non siamo in sintonia, ma si cresce sempre in quegli istanti :)

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