Long Island from the sky

Viaggio a Long Island

C'è questo posto... Long Island ... di cui spesso ho sentito parlare.
Stava quasi succedendo, anni fa, che ci dovessi andare per lavoro ma poi non fu così.
Ne avevo sentito parlare molto, quello è vero, ma infondo non mi ero mai spinta a cercarla per bene sulla cartina. Sapevo che era parte dello stato di New York, sapevo che su Long Island si trovano molti di quei quartieri residenziali in stile Westeria Lane.
Sapevo anche che la parte estrema a Nord Est dell'isola era molto conosciuta perché patria vacanziera di gente che qualche soldino in banca ce l'ha.
Quella parte di Long Island è meglio conosciuta come The Hamptons e lì ci sono tante di quelle ville e tante di quelle case da sogno da poterle immaginare solo nella mia mente.
Un bel giorno di tanto penso fa pensavo che mi sarebbe piaciuto tornare negli States e visitare dei luoghi un po' insoliti per i tipici itinerari di viaggio legati agli Stati Uniti.
Pensavo a Nashville, perché mi piacerebbe vedere la patria di una musica molto lontana dal mio modo di sentire ma che in qualche modo riesce a parlare al mio cuore.
Pensavo alla natura selvaggia del Montana.
Pensavo all'estremo nord, dove solo il vento e le aragoste sono di casa.
Ed è proprio in quel momento lì che mi venne in mente che un giorno forse avrei portato nel mio cuore i paesaggi di Long Island.
Strano a dirsi... e probabilmente se qualche americano mi avesse sentita avrebbe sorriso nel conoscere i miei intenti. Chi lo sa...
Due anni fa, in questo periodo, mi stavo proprio preparando per raggiungere il Nuovo Mondo.
Mi preparavo tra uno sproloquio, una qualche parola brutta, tanta speranza e chissà quante preghiere perché il famosissimo vulcano islandese s'era messo d'impegno per tentare di bloccare la mia indole da viaggiatrice.
E' stata dura ... ma sono riuscita a partire e a raggiungere la Grande Mela.
Ci rimasi poco e in testa avevo troppe cose da fare; fossi riuscita a partire il giorno giusto, sarei stata capace di prendere un pullman per farmi un paio di giorni alla scoperta di Washington per andare a trovare un carissimo amico che è come un fratello.
Ma se la Giovy non riesce andare a Washington è Washington che va dalla Giovy e così ci si vide in quel di NY. 
Questo genere di ragionamento va bene quando si parla di amici ma quando si parla di luoghi, l'unico che riuscì a spostare una montagna fu Maometto. Almeno stando al famoso detto popolare.
Mi restò un po' sul groppone il fatto che avrei potuto raggiungere qualche altro luogo... partendo dalla Grande Mela. 
Mi restò un po' sul groppone che a Long Island sì ci misi piede... ma per raggiungere l'aeroporto JFK che, guarda caso, si trova proprio sull'isola più grande degli Stati Uniti d'America.
A colmare i miei potevo, dovevo, volevo (e a chi trova la citazione cucinerò una cena) ci pensò poi quel gran pezzo di Boeing 747 marchiato Delta Airlines.
A dire la verità anche il fato ci mise qualcosa di suo e favorì la mia assegnazione dei posti sull'aereo portandomi vicina al finestrino e dal lato giusto del velivolo.
Non so se capita anche a voi... ma se c'è qualcosa di interessante da vedere dall'alto, io sono puntualmente dall'altro lato dell'aereo. E se sono dalla parte giusta, viaggio di notte e non vedo niente.
Quel giorno di due anni fa non fu così.
Ero al posto giusto, all'ora giusta del giorno, con le giuste condizioni meteo e con tutto al suo posto. Incredibile a pensarsi, dirsi e anche a scriversi.
L'aereo si alzò con tutta la sua potenza... vedevo New York allontanarsi da me ed io da lei e da tutto quello che era stata in quei giorni.
Poi ci fu una virata e poi apparve sotto di me in tutta la sua pienezza.
Stavo volando proprio sopra Long Island, proprio sopra l'isola che per molti vuol dire un comune luogo  di residenza e case tutte uguali ma che per me resta un posto da vedere e dove poter, per il momento, fantaviaggiare.
Era proprio bella vista dall'alto.
Era bella e verde e le spiagge degli Hamptons si delineavano chiaramente lì sotto, dove i miei occhi guardavano.
E' stato come quando il padre di Rossella O'Hara disse a sua figlia "un giorno tutto questo sarà tuo".
In quel momento la mia me stessa più viaggiatrice diceva alla mia me stessa più stupita delle bellezze del mondo dall'alto che un giorno, tutto quello, sarà toccato dai miei sandali, dai miei piedi, dal mio zaino. Piccola schizofrenia da viaggiatrice incallita.
Piccola grande bellezza dell'eterno fantasticare e fantaviaggiare.

6 commenti:

  1. Abbiamo lo stesso sogno, Giovy! Anche io, guardando con i miei occhi da bambina curiosa la lunga fetta di sabbia che l'aereo sorvolava velocemente atterando al JFK, ho provato le stesse emozioni. Chissà, magari riusciremo ad andarci...

    RispondiElimina
  2. Magari questa comunanza di sogni è un segno del destino :)

    RispondiElimina
  3. Io ho sempre viaggiato, come dice Ferrara, dal "mio letto e con la mente". Vari motivi e la mia realtà oramai mi dicono che i viaggi reali per me dovranno essere messi nella casella dei sogni irrealizzabili.
    Grazie per il bel racconto ed aver parlato di un luogo sognato.
    Gingi

    RispondiElimina
  4. Spero che non restino solo sogni.
    Come dice lo stregatto "niente è impossibile, forse impassabile!"

    RispondiElimina
  5. Ecco, questo è uno di quei posti dove andrei immediatamente.
    Io e te quando partiamo :-) ?
    Un bacetto tesoro, che bello è viaggiare tra le tue parole!

    RispondiElimina

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...