Tutto sembra vecchio ... ma non Cojimar

Cuba Cojmar

Ne parlavo giorni fa mentre pensavo ai libri da consigliare.
Cojimar è uno di quei posti in cui puoi passare dal paradiso all'inferno nel giro di un minuto.
Ho avuto la fortuna di visitare il luogo tanto caro ad Hemingway per ben due volte.
La prima volta ci andai in un giorno di caldo super torrido.
Visitai con molta curiosità la villa del grande scrittore a San Francisco de Paola, proprio vicino a La Habana.
Quel luogo ha in sè tutto il sapore che la parola "coloniale" si porta addosso.
Se provate a chiudere gli occhi e vi si chiedesse di immaginare il buen retiro di uno scrittore affermato in un luogo tropicale probabilmente non avreste nessuna difficoltà a delineare le caratteristiche principali di un luogo come la sua villa.
Bianca, grande ma non troppo, immersa in una vegetazione che sa di Eden dove ogni rumore "civile" è soppiantato dal rumoroggiare sereno della natura.
Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, anche per le assi scure del parquet dove tantissima gente cammina ogni giorno.
Una delle cose che più mi interessò della casa di Hemingway fu la vista della stanza dove lui era solito scrivere.
Era la più alta di tutta la casa quasi come se il buon Ernest avesse voluto conquistare una visione a 360° di quello che lo circondava.
In quella stanza  regnava sovrana una macchina da scrivere vecchissima ma preziosa come oro colato.
Ho cercato più volte di immaginare quella casa viva, con Hemingway pensieroso atto a scrivere un nuovo libro.
Ho cercato ripetutatemente di tornare con la mente a quei giorni vissuti dal grande Ernest.
Niente di più facile, direte voi.
E' vero... ma c'è un secondo luogo dove si può respirare e toccare la presenza tangibile di Hemingway.
Questo posto è Cojimar, piccolo porticciolo a misera distanza dalla villa dello scrittore.
A Cojimar, in un piccolo spazio, c'è tutto quello che si potrebbe volere da un'esperienza cubana: c'è la presenza di Hemingway, c'è una piccola ma ben conservata fortificazione spagnola del sedicesimo secolo, c'è un locale dal puro gusto anni '40 dove il buon Gregorio era così di casa dall'aver dato vita ad un cocktail in suo onore.
C'è un piccolo lungomare dove fermarsi per lasciare che il disarmante stordimento dell'alcool fresco di un mojito si prenda per un attimo cura di noi, assieme all'incessante caldo che con quel 80% minimo di umità rende il pomeriggio di Cojimar molto onirico, soffice e sicuramente avvolgente.
Il bello è proprio quello: trovare un posto su quel molo e restare lì ad osservare le barche che lasciano gli ormeggi.
La prima volta che raggiunsi Cojimar una cozzaglia di turisti con tanto di mega pullman mi rovinò l'atmosfera e la visione eterea di quel mare dove il Marlin regna davvero sovrano.
La seconda volta, invece, le cose furono diverse e davvero riuscii a vivere il mio piccolo grande stordimento in stile Hemingway.
C'ero io e al massimo otto o nove persone.
C'ero io che arrancavo con quel caldo torrido.
C'ero io con le mie treccine, sandali e bermuda e mille litri di protezione +50 sulle spalle e sul naso ... altrimenti sai che urli di notti.
C'ero io e quel retrogusto tanto buono della yerba buena (guai a chiamarla menta a Cuba!) che mi aiutava ad affrontare quel sole che spesso tanto rifuggo.
C'era il silenzio ed io nel mezzo (spesso mi sembra un totale controsenso).
C'era il ricordo di un grande scrittore e quelle parole ... tutto era vecchio tranne i suoi occhi ... che giravano a loop dentro la mia mente.

11 commenti:

  1. Risposte
    1. Sono stata a Cuba, ma non qui. E leggendo le tue parole viene da mangiarsi le manine!

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    2. Una buona ragione per tornarci :)

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  2. ;-D ho voglia di sole e d'estate... questo da te descritto sarebbe un ottimo luogo da visitare. Anch'io faccio fatica a restare troppo tempo al sole e pensare che fino a qualche anno fa ero "una lucertola". Mi farò un giro su Internet per cercare info su Cojimar, perchè dalla tua descrizione ne vale davvero la pena. Ciaoooo

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    1. Certo che ne vale la pena. Nel caso di maggiori info... sono qui! :)

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    2. Grazie Stupenda Giovy!! :-)

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  3. Adorando visceralmente Hemingway non posso non conoscere questi posti... Anche perche ho divorato ogni scritto dove trattava anche della sua vita. Ed ohe mi ci fai pensare mi rileggo "per chi suona la campana" e magari stasera mi sparo pure il film. Abbraccione!!!!!

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    1. Ma come non puoi!!! Un bel tavor quando sali in aereo e passa la paura!

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  4. Che voglia di partire all'istante!

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  5. C'eri tu e ci siamo anche noi, grazie alle tue parole.
    Bacino, tesoro.

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