In principio fu una certa terra

Viaggio in Israele e Palestina

C'è un viaggio che ho sempre voluto fare e che non ho ancora fatto.
A volte sono una persona dagli interessi strani: Dico "a volte" perché è come se tantissimi interessi vivessero dentro a me in una sorta di "potenza" e diventassero "atto" solo in certi momenti della mia vita.
Il punto è che poi non muoiono; restano lì e aspettano, continuando ad alimentarmi e a plasmarmi.
Ormani 10 anni fa feci un bellissimo esame di Antropologia e Storia delle Religioni. Quell'esame mi intrippò e non poco, presi un voto splendido e il mio interesse non finì lì.
Quel periodo (e forse anche quello che stavo studiando) alimentarono in me la voglia di imparare una proto-lingua, uno di quell'idiomi che non si parlando più ma che saltano sempre fuori nella nostra moderna vita.
Mi buttai con la testa e tutto il corpo nel sanscrito e quello studio sfociò mesi e mesi dopo nel mio terzo tatuaggio che ancora ora vive sulla mia caviglia sinistra.
Passato il sanscrito, fu la volta dello yiddish... che riesco a capire (sapendo bene il tedesco) ma che non riesco a leggere. E lì mi sono detta che l'arabo e l'ebraico potrebbero essere le mie prossime tappe. Chi lo sa... in una prossima vita o non appena questa mi lascia un po' di tempo.
Ed è proprio qui che torna in ballo quel fantaviaggio che sogno da tantissimo... da quelle notti passate a cercare di capire il sanscrito.
Quando mio fratello se ne andò in Medio Oriente per lavoro, io aspettavo solo il momento giusto per raggiungerlo e andare con lui a vedere Gerusalemme e poi andarcene in Mar Morto.
In teori il giro che avevo pensato comprendeva anche un saltino in Siria e Giordania.
Però... perché in questa terra c'è davvero un però grande... successe che mio fratello ebbe divieto di andare in certi territori ed io pertanto me ne restai con la mia sete di quei luoghi.
Gerusalemme mi prende per una certa idea mistica che, più che l'attuale religione, ha in se il nascere del monoteismo più vecchio dell'umanità.
Vorrei capire, e per farlo interrogherei ogni singola pietra, come mai è tutto nato lì ... in quei luoghi e in tempi impensabili.
Mi piacerebbe cogliere la forte contrapposizione tra Gerusalemme e Tel Aviv.
Mi piacerebbe fotografare il sole che si riflette sulla cupola della Grande Moschea.
Cercherei di parlare con ogni singolo imam, rabbino, frate o prete che sia.
Vorrei poi andare a vedere quella moltitudine azzurra e blu intenso chiamata Mar Morto dove, lo ammetto, mi godrei un po' di sano relax perché quando ci vuole ci vuole.
Me ne andrei in giro anche con Ofra Haza (pace all'anima sua) à go-go nell'ipod e cercherei di assaggiare tutto ciò che offrono i mercati e le cucine che convivono, più o meno pacificamente, così diverse (per origine, forse...) tra loro in quei luoghi.
Ma quello che mi frega, e qui ammetto molta della mia codardia, è la mancanza di pace e la paura di saltar per aria. Sarà perché se chiudo gli occhi dentro la mia mente si susseguoni mille immagini di bombe o lotte interne tra Israele e Palestina. Ed io so che finirei dalla parte della Palestina ... o forse no.
Se mi metto a pensare in silenzio risento quel che mi è stato raccontato della striscia di Gaza ed io so per certo che non resterei immune dal mettermi a disposizione di certe persone (da entrambi i lati) per aiutare con quel poco che posso.
Infondo ci andrei anche domani in quella terra ma non saprei se tornare mai.
Forse è questo che mi frema... il fatto di non saper pensare ad un ritorno ma di pensare solo al fatto di andarci. E vai a capirlo perché non penso al ritorno.
In Brasile ho visto 4 sparatorie per strada di cui una a pochi metri da me.
In Chiapas correvo via per mettermi in salvo mentre l'esecito "sgombrava" il mercato di San Cristobal da tutti gli zapatisti. Correvo via col passaporto italiano stretto in mano.

Eppure quel passaporto lo prenderei anche ora per volare in quella terrra che sa di principio.
Per quel principio che sa di terra... per i miei sandali che vogliono calpestare la Storia, l'origine, il Quid.

10 commenti:

  1. Uno dei miei post preferiti questi... Ho una cartella di preferiti sul mio browser con il tuo nome e ci metto i link di quelli più belli (per me) e toccanti...
    E questo l'ho già salvato.

    ps ti stimo per il tatuaggio!!!!

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  2. Grazie mille... :)
    I tatuaggi ora sono 5 :)

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  3. Spero che tu riesca a fare questo viaggio, solo per potercelo poi raccontare :)

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    Risposte
    1. Grazie Claudia... sooner or later

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  4. Questo post è meraviglioso...caspita Giovy, sei sempre piena di sorprese, il fatto che tu abbia studiato sanscrito mi riempe di ammirazione. Io ho sempre desiderato studiare l'ebraico e il mio viaggio dei sogni è proprio Israele, forse anche i miei sandali vogliono calpestare la storia...quando partirai annota tutto e poi raccontacelo tesoro!
    Un bacetto e grazie!

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    1. Grazie Miss... tanto bisogno di belle parole in questi giorni

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  5. Israele ha sempre attirato molto anche me: il Mar Morto meno, ma Gerusalemme la vedo come la culla della sacralità...

    P.S. Scusa ma l'yiddish ha qualche affinità con il tedesco?

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  6. Lo yiddish è un dialetto giudeo-krukko.
    Usa l'alfabeto ebraico (che non sono riuscita ad imparare) ma le parole sono molto simili al tedesco.
    Prova ad ascoltare questa canzone: http://www.youtube.com/watch?v=SA752LkpgsI&feature=related

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  7. Ed è yiddish???? Non l'avrei mai detto che suonasse quasi come il tedesco!

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  8. eh sì... è proprio yiddish :)

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