Un luogo tutto per sé: Hermann Hesse in Ticino

Casa di Hermann Hesse in Svizzera
Foto dal sito della Hesse Stiftung
Scrivo un po' sull'onda del post di ieri.
In effetti visitare i luoghi del cuore dei miei scrittori preferiti è una di quelle cose che avrei sempre voluto scrivere su quei moduli che hanno la casellina "cosa vuoi fare da grande?"
Un'occasione d'oro m'è stata data quando mi sono trasferita in Svizzera.
Nella vita degli Scrittori con la S maiuscola ci sono tante fasi. Una di queste è quando cominciano a viaggiare per poter scrivere ancora di più-
Un'altra delle fasi tipiche prende vita quando lo scrittore in questione trova il proprio buen retiro, dove la vita sembra così bella o così interessante da poter impiegare il proprio tempo proprio nel vederla scorrere e raccontarla.
Hermann Hesse era uno dei miei scrittori preferiti quando ero appena quattordicenne.
Poi crebbi un po' e comincia a leggerlo in tedesco. Tutt'oggi è ancora una delle persone che sa parlare meglio al mio animo.
Quando andai a vivere in Svizzera avevo un sacco di week end liberi perché, infondo, a parte i miei colleghi di lavoro non conoscevo proprio nessuno.
Acquistai una guida della Svizzera perché, date le distanze brevi, avrei potuto permetter qualche week end qua e là alla scoperta di ciò che mi circondava.
Fu un pomeriggio di prima primavera che capii che uno dei luoghi che volevo più visitare era proprio a massimo venti minuti da casa mia.
Si trattava della Hermann Hesse Stiftung o, per dirla in Italiano, Fondazione Hermann Hesse.
Mi ricordai, infatti, che il grande scrittore aveva vissuto un bel po' di anni in Canton Ticino e proprio in Ticino morì, anni e anni dopo aver scritto in terra svizzera tanti capolavori.
Trovai la fondazione con un po' di difficoltà perché non ero pratica del luogo.
Entrai, come successe per Joyce, con un po' di timore reverenziale quasi volessi portare un eterno rispetto ad una persona che aveva saputo parlare alla me più interna in un modo che nessuno aveva fatto.
Visitai il museo con gli occhi di una bimba che per la prima volta vede il mondo.
Guardavo gli acquerelli di Hesse come se per la prima volta vedessi un qualcosa di dipinto.
Qualche giorno prima, infatti, avevo letto Favola d'amore e l'edizione di cui ero in possesso riportava moltissimi acquerelli di Hesse.
Fu quasi una sorpresa vederli dal vivo come fu altrettando sorprendente poter esplorare il giardino bellissimo della villa dello scrittore potendo addirittura sedersi ad ammirare la stessa vista che tanto lo ispirava.
Mentre stavo seduta nel giardino, guardando verso quel lago che con gli anni amai intensamente, pensai a quello che la guida mi aveva detto poco prima.
E' proprio restando seduto in quel giardino che Hesse pensò e scrisse Siddharta nel 1922 ed io, seduta nello stesso punto, pensavo a chi sarei voluta essere (di nuovo ... lo so... penso tanto) nella mia vita.
Imperdibile, per me, fu una passeggiata sulle orme dello scrittore, con tanto di audioguida. Un'esperienza a cavallo tra il fantastico ed il reale perché ancora non riuscivo a concepire il fatto di camminare dove aveva camminato uno dei miei punti di riferimento.
Quel giorno, per la mia mente, aveva avuto qualcosa di magico che non sapeva definire.
Fu dura andarsene la sera ma tornai qualche settimana dopo perché avevo preso con me il programma delle letture che, ripetutamente, vengono organizzate sia in tedesco che in italiano.
Per me assistere a Siddharta letto in lingua originale con tanto di suono del Sitar dal vivo in sottofondo è stato un qualcosa di indescrivibile.

Una delle cose che più mi scorrono sulla pelle di esperienze a contatto degli scrittori che amo è proprio quel sentirmi infinitamente piccola e incapace ... sentendomi allo stesso tempo grata al mondo del fatto di esserci e del fatto che uomini come Hermann Hesse abbiano scelto la professione giusta.

Da grande voglio essere Hermann Hesse (un po' Adele e un po' Hermann Hesse... giusto per mescolare le cose).


2 commenti:

  1. Questo è un grande post...
    Hesse è un mito...in tutti i sensi.
    E anche tu lo sei...
    Davvero incredibile che nello stesso giorno citiamo Siddharta.
    Ma qualcosa tra noi esiste....
    I know it. You know it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si chiama telepatia... oppure ci conosciamo e non lo sappiamo :)

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