Derry: tanti anni da quel giorno

Derry Ulster
(Foto © 2012 Giovy - Entrata del Bogside)
I can't believe the news today
I can close my eyes 

and make go away
How long, How long must we
sing that song

Oggi è il compleanno di mio fratello più grande. Ma questo centra poco.
I miei fratelli sono due. Tra di loro hanno un anno di differenza. Da me undici e dieci.
Davide compie gli anni oggi: lui non mi cagava finché non ho avuto un paio d'anni. Adesso non si dimentica mai di me. Lui è quello che è andato in Antartide, lui è quello che, fin da piccolissima, mi faceva ascoltare i Led Zeppelin, i Pink Floyd, Jimi Hendrix e gli U2.
Gli U2 cantavano Sunday Bloody Sunday e, visto che parlavo del fatto di ricordare ogni giorni, eccoci qui a 40 e qualche giorno da quella sanguinosa domenica in quel di Derry, o Londonderry per i loyalisti.
A Davide chiesi, una volta, che cosa fosse il Bloody Sunday. Me lo spiegò come lo si spiega alla propria sorellina di 8 anni.
Poi andai in Irlanda. E da Sligo raggiunsi Derry.
La prima cosa che mi colpì era il fatto che gli autobus Irlandesi scrivevano come indicazione per l'itinerario la parola "Derry". Gli autobus inglesi che da Derry andavano verso qualche altra parte dell'Ulster (che mi raccomando si dice ulster con la U) scrivevano il nome English style ... ovvero Londonderry.
Ma la città è esattamente la stessa ... o meglio è una città divisa in due.
Ciò che separa protestanti da cattolici, loyalisti inglesi e irlandesi repubblicani, è un centro storico molto interessante fatto di mura antiche, strade lastricate di ciotoli e tante telecamere.
Non ci volevo credere. Anni prima di quel viaggio, quando ero in quinta superiore, lessi un libro ed incontrai la giornalista che ne aveva scritto la prefezione. Si parlò delle vicende legate alla lotta politica che ha connotato l'Irlanda del Nord e si parò di quel miliardo di telecamere presenti in luoghi "caldi" in tutto l'Ulster.
Ne ebbi la percezione totale quando scesi dall'autobus a Derry e cominciai a camminare verso il centro.
Quando salii sulle mura per osservare il Bogside (il quartiere cattolico) dall'alto mi resi conto che ovunque c'era qualcosa che osservava ogni cosa.
Scesi dalle mura con le telecamere sempre in ogni dove e mi fermai davanti al monumento al Bloody Sunday. Era il 30 gennaio del 1972 quando una manifestazione civile trovò la sua conclusione nel sangue.
Lessi con molto rispetto il nome delle persone morte quel giorno. Mi colpì la loro giovanissima età.
A parte due persone, erano tutti tra i 17 e i 22 anni.
L'età non conta quando si manifesta ma Guccini dice una cosa ben giusta e lo fa parlando di un dies horribilis che ho avuto l'occasione di vivere: Genova 21 Luglio 2001.
"Uscir di casa a 20 anni è quasi un obbligo, quasi un dovere..." e sicuramente quei ragazzi irlandesi la pensavano in quel modo quel giorno.
Camminavo per il Bogside in silenzio e con pieno rispetto. Poi tornai sulle mura dove un ragazzo mi fermò e mi chiese se avessi mai incontrato il Papa.
Guardare il Bogside dall'alto ed immaginarsi quella manifestazione è un tutt'uno.

(Foto © 2012 Giovy - Bogside dall'Alto)
Tornai in centro conn il cuore un po' stretto dal dolore di certi eventi Storici. Come sempre la Storia piega e incide le vite di ognuno.
Non feci a tempo a smettere di pensare a quel quartiere quando capitai per caso davanti alla ad una fondazione istituita per ricordare il Bloody Sunday ed imparare da esso.
Si tratta del Bloody Sunday Trust e, se passate da Derry, andate a dare un'occhiata.
Al tempo, nel 2000, era aperto da poco e venivano mostrati dei filmati originali di quel giorno.
Parlai con un signore che quel giorno sembrava fare il custode. Raccontò moltissime cose.
Il mio amico Michele, che era con me in quel viaggio, gli chiese se conoscesse qualcuno morto quel giorno.
Con gli occhi lucidi lui disse che uno di quei diciassettenni era suo figlio.
Quando uscii avevo davvero il cuore rotto dalla Storia.
Osservai gli striscioni di quel giorno appesi ai muri. Gli striscioni erano dentro ad una cornice di vetro ma erano ancora sporti di tutto quello che assorbirono quel giorno.
Ripenso a quel signore e per questo ho voluto parlare di una città che mostra con dignità le proprie differenze e le proprie cicatrici.
Oggi, thanks God and thanks diplomacy, non è necessario girare per strada stando attenti a macchine strane o bombe nei cestini.
Oggi Derry si fa conoscere, perché è giusto aprire gli occhi su ciò che è stato e vederla per quel che è: una città bellissima e ferita da anni di intolleranze.

(Foto © 2012 Giovy - Bogside- Murales a memoria del Bloody Sunday)

14 commenti:

  1. Ecco... Questa è la maniera di vederla.... Impossibile non conoscere la canzone, impossibile non sapere la sua storia... Ma cosi è meglio.
    Un abbraccio sotto la neve :-)

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    1. Quando vincerai la tua paura del volo... non perderti un giro a Derry

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  2. Evento terroristico tremendo che ha sconvolto l'intera GB, ma forse la percezione del disastro si ebbe da noi solo un po' più tardi perchè i media l'avevano un poco sottovalutato. Massimo rispetto a quelli che vennero a mancare e alle famiglie.

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    1. La cosa importante è che l'Inghilterra abbia riconosciuto l'errore e, a quanto ne so, la cosa è stata fatta.

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  4. Non ne sbagli una. Ogni post è una massacrata :)
    Oggi mando un abbraccio anche ai due fratelloni grandi.

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    1. Spero di massacrarti in senso positivo.
      E renderò noto il tuo abbraccio ai miei fratelloni :)

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  6. sono stato in Irlanda ma sinceramente nell'Ulster non ci ho messo piede. Comunque non avevamo tempo. Merita per i suoi paesaggi molto belli.
    Mi pare che ci sia una film di qualche anno fa che tratta della Insanguinata Domenica del 1972, è abbastanza impressionante vedere la polizia di un Paese democratico (non dimentichiamo che l'Inghilterra è una delle prime democrazie europee) che spara a bella posta su manifestanti inermi.
    Gli U2 hanno denunciato tutto molto bene, non dimentichiamo però che anche i lealisti avevano il diritto di vivere in quei territori, spesso sono anglo-irlandesi figli di persone emigrate moltissimi anni fa.
    ovviamente mi complimento per il post e per le belle foto ...

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    1. L'Ulster è un posto che merita da matti per capire che cosa viva in fondo al cuore di molti irlandesi.
      Grazie per i complimenti :)

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  7. Derry non l'ho visitata,
    ma Belfast negli anni '80 era da paura,
    quanti controlli sugli autobus,
    nei negozi, fuori e dentro le red zone.
    M'è sembrato di trattenere il fiato per i tre giorni di permanenza.
    Angela

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