Criccieth, il suo castello e il buon gusto di un re

Visitare il Castello di Criccieth
Il castello di Criccieth

Nei vari viaggi fatti in Galles ho capito una cosa: se c'era una persona che aveva del gran gusto, quello era un Re chiamato Edoardo I. E lo si capisce perfettamente visitando il piccolo villaggio di Criccieth. Diciamo pure che questo re non fosse uno stinco di santo e sicuramente una personcina tanto semplice. Una cosa che si può dire con certezza è che Edoardo I ha fatto vedere i sorci verdi sia ai Gallesi che agli Scozzesi... che a tutti coloro che cercavano di sbarrare la sua strada. Era bravo, però, a costruire castelli.


La storia ci racconta che, in Galles, Edoardo I ebbe da ridire con Llywelyn ap Gruffydd rubandogli terra, sposa e sovranità. A riguardo della Scozia, beh... William Wallace non vi dice niente? Di sicuro Edoardo I non è stato un sovrano semplice e un pezzo di pane in quanto a carattere. Egli ha però dato prova di gran gusto in quanto archittettura e scelta di location, doti che non sarebbero di certo sottovalutate nell'attuale momento storico se egli fosse un event planner.

Che cosa facevano i re una volta conquistato un territorio? Ci costruivano sopra una loro proprietà in modo da abitarvici (o metterci qualcuno) e controllare meglio il territorio. Potreste fare il giro di Galles, Inghilterra del Nord e Scozia semplicemente saltellando di qua e di là cercando quanto Edoardo I ha lasciato. Ce ne sono di più o meno interi, finiti e non finiti, spettacolari o inquietanti. C'è l'imbarazzo della scelta. uasi come fossi un'agente immobiliare, vi porto oggi a visitare la prima proprietà scelta per voi, il primo di una lunga serie dei castelli di Edoardo I in Galles

Oggi, Signori Miei, si va a Criccieth.
Criccieth è un paesino (village è proprio la parola adatta) che si trova all'inizio della Penisola di Llyn, uno dei luoghi più remoti e al tempo splendiderrimi (concedetemi il termine) di tutto il Galles. Arrivare a Criccieth in treno è una gran bella esperienza, anche se richiede un bel viaggione se non siete già in prossimità di quella parte di Galles.

Il mio viaggio è stato a dir poco un sogno. Sono partita attorno alle otto e mezza da Llangollen, in piena valle del Dee. L'autobus (il numero X94, due ore circa di viaggio) mi ha guidata in un percorso molto lungo che ha attraversato quasi in diagonale un territorio che in apparenza sembra piccolo ma che in realtà si è rivelato ben vasto. La parola d'ordine è pazienza... e occhi aperti per cogliere le mille declinazioni che il colore verde può assumere lungo il percorso. Il capolinea dell'autobus è Barmourth, in piena Cardigan Bay.

Ed è proprio la Cardigan Bay una delle meraviglie che il secondo mezzo di trasporto, il treno, permette di osservare viaggiando da Barmouth verso Criccieth. Il viaggio in treno durerà circa un'oretta e vi permetterà di osservare un'altra delle opere di Edoardo I. Il Castello di Harlech infatti è ben visibile per gran parte del viaggio ed è sicuramente un qualcosa di imperdibile. Quello che soprende di uno spostamento così trasversale come quello dalla valle del Dee alla costa è la molteplicità di aspetti che il territorio attraversato mostra.


Ed è proprio per questo motivo che è bello il viaggiare lento. Permette di osservare da un finestrino, proprio come quando eravamo piccoli e nessuno ci disturbava nel nostro sognare mete lontane. Arrivati a Criccieth non perdetevi il mitico Pub Y Castell che si trova sul piazzale della stazione. Può sembrare un brutto posto ma si mangia assai bene. Come imperdibile è il Fish & Chips spettacolare che si trova poco distante, dopo la posta. Criccieth è un paesino che non dice molto, se non fosse per il castello ma nasconde delle gemme che val la pena di cogliere: la prima è una bella pinta di Snowdon Ale in quel del Prince of Wales, dove si può cenare a prezzi buoni con piatanze ottime. La seconda perla è meno veniale e più naturalistica: si tratta del paesaggio, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Sarà per quello che a Criccieth ci viene sempre molta gente. Tornando al motivo della nostra visita, il castello è facilmente individuabile. Situato sull'unica altura della città, si raggiunge dopo aver percorso una bella salitina con tanto di gradini. Una volta arrivati sulla cima però lo stupore è assicurato come è sicuro il fatto di doversi chiedere... ma come cavolo sarà stato quel luogo quando il castello era intero? Me lo immagino illuminato dalle fiaccole e mi sembra di vedere le stanze piene di dame e cavalieri intenti a domare il brutto carattere di Edoardo I. Mi immagino lui, Edoardo I, pensare a territori da occupare e me lo immagino ricevere le prime notizie dalla scozia.

C'era tantissimo vento quel pomeggio che io passai là in alto. Lo passai quasi tutto osservano il sole che illuminava forte la Penisola di Llyn, della quale si distingueva perfettamente la sagoma stagliata nel mare d'Irlanda. Avrei raggiunto la penisola qualche giorno dopo e ci avrei lasciato un pezzo di cuore, l'ennesimo in terra gallese. Infondo sono stata una Pollicina sui generis ed ho lasciato parti di me ovunque con la speranza che germogliassero, forse o chi lo sa... che mi richiamassero lì.

Seduta là, a guardare verso un luogo da raggiungere mi dissi davvero che certi Re hanno buoni gusti.



12 commenti:

  1. ma Edoardo ce l'aveva la squadra di rugby o no?
    prima o poi devi farci un post su questo, sul rugby intendo...
    Uno vero con cazzi e controcazzi per intenderci..
    E spiegarci anche come la nostra nazionale perda sempre comunque sia

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    1. Ahhhhhhh ... vade retro!! :)
      Su questo blog non si parlerà mai d'Italia se non nel momento in cui se lo meriterà davvero. Scherzi a parte, nella lista dei tag trovi "Rugby" e qualcosina ho già scritto.
      Su Cardiff, sui Cardiff Blues e sul Galles. Ci ho aggiunto poi Tolosa e il suo mitico Stade Toulousain.
      E con questo il lato rugbistico del mio cuore è pieno :)

      Edoardo I di certo non aveva una sua squadra ma avrebbe potuto formarne una coi fiocchi :)

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  2. Hai visto? Se non fosse stato per Edoardoprimo e per le sue bizzarrie,quello che tu adesso hai raccontato nel tuo post... te lo sognavi.
    Ti chiedo una cortesia, questa estate desidero andare in Australia,
    tu ci sei stata?
    Se, si, dammi delle delucidazioni. Grazie.
    Cordialità, Edo

    piesse: ieri volevo commentare su: "Personal Belongings: Bagagli & Ricordi", ma il mio antivirus mi avvertiva di non aprirlo perché era rischioso per il computer, perché?

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  3. Eheheh ... ma tu come mai ti sei scelto questo nickname?
    L'australia mi manca ... ma forse qualche consiglio riesco a tirarlo fuori comunque. Quanto ti fermerai?
    Per quanto riguarda il Personal Belongings... vai direttamente su Non Solo Turisti, così lo leggi da lì.

    http://www.nonsoloturisti.it/2012/02/viaggiare-e-portarsi-a-casa-unemozione/

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    1. Un mese.
      Ti lascio una dedica:
      "Il paradiso è sempre dove l’amore si esprime."
      Jean Paul F. Richter

      Un abbraccio, Edo

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  4. Giovy siamo telepatiche. e telematiche.
    più leggo i tuoi viaggi e più mi viene voglia di viaggiare insieme a te, credi sia possibile organizzare una trasferta nella perfida Albione?

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    1. Cara Agnes,
      mi fa male al cuore a leggere la parola "trasferta" vicino ad "Albione" e se fosse possibile prenderei un aereo già domani mattina.
      Prima o poi sarà possibile un Giovy Travel... promesso! :)

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  5. ... in attesa della Giovy Airlines... viaggiamo con la tua memoria e foto di turista... fantastica!

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    1. Grazie Niko!! Tu hai già un posto prenotato ... anzi due!

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  6. Adoro questa storia... Mi ha sempre affascinato...
    Ps ieri sera non mi faceva entrare nel tuo blog, mi dava malware :-(

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    1. Brutto cattivo blogger che non fa entrare Devis.
      Nessun pericolo in queste pagine :)

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    2. E ci credo! Adesso hai messo un captcha che ci impiego piu a scrivere e a decifrare quello che commentarti. Ma non esiste su blogger un anti spam? Un abbraccio!!!

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