Abacaxi, storia di un gusto speciale


Oggi si parla di Ananas.
Lungi da me il fatto di metter giù un trattato di botanica o simili, vi racconterò di come e quando ho cambiato idea su quel frutto.
In principio era l'Ananas, quella già fatta a fette, sciroppata che ogni tanto mi propinavano alla mensa delle elementari. Il solo odore mi faceva fuggire a gambe levate, forse perché sembrava viscido e troppo stucchevole... e quel liquidino mi faceva più schifo ancora.
Ogni volta che andavo ad un compleanno e trovavo dei dolcetti dove c'era dell'ananas, io mangiavo il dolcino ma lasciavo lì l'ananas.
Poi compii 20 anni e partii per il Brasile ed in uno dei miei momenti di decompressione mi ritrovai sulla spiaggia di Recife e godermi un po' di riposo.
Sotto le palme, ai lati della spiaggia, c'era una signora mulatta seduta vicino al suo carrettino, che altro non era che il frigo portatile che però non faceva freddo.
Preservava semplicemnte dal caldo.
Sul carettino, nella parte anteriore, era disegnata una parola a caratteri cubitali, rossi, ben visibili: Abacaxi ... che si pronuncia Abacascì.
Mi girai verso Antonio, il mio amico che raggiungemmo in Brasile quell'estate, e chiesi che frutto fosse.
In quei giorni ne imparavo di nuove ogni giorno: guaiava, maracuja, cajù ... praticamente tutti i frutti che componevano il succo Tropical che io adoravo a fasi alterne e che fa molto anni '80.
A pensarci bene era proprio strano essere in un posto dove la marmellata più comune era quella alla maracuja (e che buona!!) e dove quella ai frutti di bosco aveva un sapore e una sensazione così lontano.
Era strano non trovare gli yogurt all'albicocca e di mangiare quelli, più comuni, alla papaya.
Sicché questo nome ... abacaxi ... mi solleticava.
Il mio amico mi rispose che si trattava di ananas ed io, lì per lì, pensai subito "ananas, che schifo!"
Passai quel giorno in allegria senza pensare alla vicinanza dell'Ananas finché non arrivò il momento il cui lo stomaco si fece sentire gorgogliando un po'.
Quando gironzolavo nei miei momenti liberi e mi veniva fame la soluzione era principalmente un gran bel cocco verde dal quale, in primis, bevevo il latte spettacolarmente dissetante.
Poi, grazie alla gran maestria dei Brasiliani e del machete, me ne mangiavo a manate il contenuto che, diversamente dal cocco lasciato essicare, non è duro e fibroso ... bensì molliccio e mille volte più buono.
Lo mangiavo con lo stesso atteggiamento di una bimba che mangia lo zucchero filato.
Mi leccavo le dita ad una ad una lasciandomi avvolgere da quel gusto troppo diverso da quello del cocco al quale ero abituata.
Tornando alla mia famina, votammo a maggioranza per la merenda tra cocco e ananas... e vinse l'ananas.
Mi piegai al volere del gruppo e andai con una mia compagna di viaggio dalla misteriosa signora dell'Abacaxi.
Non appena le fui accanto notai un machete di non so che misura ... ma era enorme.
Sgranai due occhi immensi che si ingrandirono ancora di più quando la signora aprì quel frigo-non-frigo e tirò fuori degli ananas non troppo enormi come quelli che ero abituata a vedere dal fruttivendolo italiano.
Ne prese uno per le foglie e in pochi, intensi gesti di machete lo pelò con una perfezione da bisturi.
Non appena ebbe finito me lo passò ed io lo tenevo in mano come se tenessi un manufatto alieno.
Però tutti quelli che le chiedemmo e ce li consegnò. Pagammo e poi restammo lì impietriti.
Lei capì che doveva dirci di mangiare quelle ananas a morsi, come se fossero un gelato e come se le foglie fossero lo stecco con cui tenerlo.
Diedi un primo morso ancora sospesa nella mia sorpresa e mi sbrodolai di succo dolce in un modo che non potevo immaginare. Ne diedi un secondo e di nuovo il succo dell'ananas mi invase ed io sorrisi.
E via col terzo ed il sorriso divenne risata.
Mi mangia quell'ananas come se fosse il primo spuntato sulla terra e scoprii che mi sbagliavo su quel frutto.
Sapevo la differenza tra frutta sciroppata e frutta fresca ma davvero quei primi tre morsi mi regalarono qualcosa di imspiegabile e di troppo buono per essere definito.
Finita la mia merenda mi buttai in acqua per evitare che qualsiasi insetto mi attaccasse data la dolcezza del mio sbrodolamento.
Dopo qualche giorno tornai in spiaggia verso il tramonto perché avevo vissuto una giornata fin troppo intensa con i bimbi di strada che seguivo ed avevo bisogno di lasciar andare i pensieri per non diventare matta.
Fu un gesto un po' egoistico ma necessario per il mio cuore di ventenne non ancora pronto a molte cose.
Rividi la signora dell'Abacaxi (che da quel momento di merenda aveva sostituito la parola Ananas dentro la mia mente) e decisi di pendere un frutto per godermi quel momento di evasione totale dalla difficoltà.
Il sole tramonta velocemente in Brasile: non c'è crepuscolo e quella luce arancio dura per pochi minuti.
Mi sedetti sulla sabbia a gambe incrociate. Guardavo le onde. Mordevo il mio Abacaxi e, per quel momento, il mondo fini lì.

Credo di aver mangiato Abacaxi solo in altri luoghi tropicali e qui in Italia non la compro mai. Forse per la pigrizia nel pelarlo, sicuramente perché so che non sarebbe la stessa cosa.
Ma se chiudo gli occhi sento una canzone che in quei giorni passava in radio, sento lo onde e quel gusto dolce che ora custodisco gelosamente dentro me.

18 commenti:

  1. ...ma 'bbono l'ananasso!!! :-)

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  2. Buono sì... ora lo posso dire!

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  3. Ho capito, mi ci vuole un viaggio in Brasile per imparare a mangiare l'ananas...

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    1. a volte un viaggio cambia moltissime cose

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  4. Lo sai che anch'io non mangiavo l'ananas, da piccola? Poi non so quand'è successo, ma ho cominciato a mangiarlo e non era manco quello vero brasiliano :)
    Adesso lo compro spesso, anche quello nel barattolo, ma immagino non sia per niente uguale, come quando mio zio mi dà i pomodori dell'orto suo :)

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  5. Abacaxi... Giuro mai sentito dire. Pero dovrebbe essere stupendo mangiarlo come un gelato... Adesso me ne è venuta voglia ma con la psicosi che c'è in giro con sta neve i suoermercati sono quasi (anzi totalmente) vuoti e i prezzi sono alle stelle. Figurati un'ananas quanto me lo faranno pagare???? :-)

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    1. In questi giorni pieni di neve anche il pane sta diventando proibitivo...

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  6. l'Ananas è magico!! io bevo litri di succo e lo adoro come frutto fresco.. yummmm

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    1. Tutti sti commenti sull'ananas mi fanno venir voglia di andarlo a prendere :))

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  7. Mi sembra di vederti, seduta sulla sabbia, con l'ananas in mano che ti gocciolava fino ai gomiti :)

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    1. Sono una regina nell'arte dello sbrodolamento...

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  8. Io l'ananas la mangio spesso, compro quella fresca, decisamente più buona di quella sciroppata.
    Certo non la taglio con il machete :)
    Haha...mi pare di vederti con la signora brasiliana!
    Baci!

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    1. Dovevi vederla com'era veloce ed abile!

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  9. Mi è venuta voglia di ananas.Anzi,di Abacaxi.E dire che non mi piace neanche un po'!:P

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