Colpa di Blarney (Castle)

Irlanda Blarney Castle
(Foto © 2012 Giovy)

Antefatto: dal mio Baule pieno di ricordi ho tirato fuori la foto qui sopra e l'ho portata nel terzo millennio.

Sottotitolo all'argomento del post: ho capito perché parlo sempre troppo.

Giorni fa, mentre scrivevo il post su Cork, ho pensato subito al quel giorno in cui andai a visitare il Castello di Blarney.
I castelli mi sono sempre piaciuti e, quando ero piccola e viaggiavo con i miei, non appena ne vedevo uno diventavo matta e mi chiedevo sempre due cose: la prima era se mai fossi andata a visitarlo. La seconda riguardava la sua storia: chissà che cosa avrebbero potuto raccontare quelle pietre.
Quando andai in Irlanda ne vidi di castelli... più o meno interi, più o meno misteriosi.
Quando arrivai a Blarney, un temporale aveva appena lasciato spazio al cielo azzurro (ne ho presa di acqua in quei giorni), proprio come il giorno prima, quando arrivai a Cork.
Notai subito che il tempo, nella parte Ovest dell'Irlanda era molto più mutevole che nella parte Est.
Mi diedi subito una spiegazione a dir poco nozionista, richiamando alla mia mente la presenza vasta dell'oceano Altlantico.
Camminavo sull'erba bagnata e sentivo le gocce d'acqua sfiorare la mia pelle.
Se c'è una cosa che ho imparato quando si visita d'estate un luogo dove piove molto (Nord del Globo o Tropico che sia) è che è inutile girare con le scarpe chiuse se il tempo cambia almeno due volte al giorno. I piedi si bagnano e dopo si asciugano. Con le scarpe chiuse invece restano del tutto bagnati,.
Mi godevo quel piccolo piacere tipicamente estivo e tipicamente countryside quando mi accorsi che nell'avvicinarmi al castello, non so perché, provavo un senso di ... come dire... soggezione nel confronto del luogo in cui ero.
Quel castello risale al 1200 circa ed è sempre stato molto importante per la storia dell'Isola verde tanto che proprio lì venivano incoronati tutti i re d'Irlanda.
Adoro quel sentore di ufficialità e regalità che aleggia attorno alle residenze reali, contemporanee o antiche che siano. Mi fa specie pensare alla figura di un Re o di una Regina.
Per me sono sempre persone (o personaggi) dall'alta caratura morale. Se dico re penso ad Edoardo I, a Carlo Magno (anche se era un imperatore... ma prima è stato solo Re), Enrico V e se dico Regina ce ne sono solo tre nella mia mente: Elisabetta I, Vittoria e Elisabetta II.
Pensare che i miei piedi calpestano il loro stesso suolo mi fa sentire proprio in soggezione.
Mi avvicinai con questo sentimento al castello di Blarney ... che ora, a dirla tutta, è in rovina.
Si può calpestare il pavimento della sala centrale, al piano terra e si possono risalire le torri.
Per il resto, poverino, ne ha viste di cotte e di crude ma le pareti esterne, vero baluardo medievale, hanno resistito ... e con esse ha resistito il ballatoio di guardia, quello più in alto.
Ma perché tanta gente va a vedere quella fortezza medievale quando ci sono miliardi di residenze più conservate in quel della Repubblica d'Irlanda?
Semplice... una delle pietre facenti parte del Blarney Castle è magica.
Magica al punto da regalare a chi la bacia il dono dell'eloquenza.
Le leggende sono varie sull'origine di questa pietra: alcuni sostengono che i suoi poteri siano stati infusi dai druidi altri invece ritengono che la resistenza del Blarney Castle agli atticcati della poc'anzi citata Elisabetta I abbiano contribuito a rafforzare la convinzione che quel castello possieda qualcosa di magico.
Credete alla teoria che sentite più vostra ... ma se ci andate, avventuratevi a baciarla.
E che ci vuole?? Eh no cari miei ... non è mica così semplice!!
La pietra è posta sul parapetto del ballatoio... una parte di esso però è crollato.
Dovrete pertanto sdraiarvi a pancia in su, poggiare le mani sulla pietra, avvicinarvi il più possibile ad essa sentendo il vuoto sotto la schiena e baciarla al rovescio (siete a pancia in su, ricordate?) in perfetto stile bimba dell'esorcista. Un contorsionista la farebbe più facile.
In ogni caso ho trovato un video che illustra tutto alla perfezione.

Nella lontana estate del 2000 io feci tutta quella trafila per baciare la Blarney Stone.
Da quel momento non ho mai smesso di parlare.

14 commenti:

  1. Ma dai Giovy!!! :D
    Con l'ultima frase mi hai fatto scompisciare dal ridere!!!! :D
    E comunque... Vedendo dal giorno in cui hai parlato dei bauli, sei riuscita a scannerizzare allora?
    Ti abbraccio forte e ti auguro una favolosa giornata!!!!

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  2. @Devis: eheheh l'ultima frase racchiude davvero una grande verità. La scannerizzazione è appena iniziata... :)

    @Pupottina: il castello è sempre là. Basta solo trovare l'occasione giusta.

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  3. Ho fatto anchio la contorsione per baciarla.
    Non ha funzionato.

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  4. @Alice: bellissimo... davvero. Al primo sguardo potrebbe sembrare una buffonata per turisti ma alla fine è una bella storia.

    @Cielo: me la sono presa tutta io l'eloquenza... ci dev'essere stato qualche squilibrio

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  5. Dovrei andarci e baciarla anch'io. Un po' di parlantina non guasterebbe!

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  6. Wow, great post! I love your blog! Also, Google Translate is awesome. Will be back! :D

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  7. Complimenti per l'impresa da contorsionista!

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  8. @MM: occhio che l'effetto potrebbe essere travolgente!

    @Miss Kitty: thanks!

    @Whoever: Grazie!!!

    @Pocahontas: :-)

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  9. Ci dispiace per il mio italiano, è bello e interessante quello che scrivi. Potrei dire quasi la stessa cosa con Machupichu (Perú), è sorprendente come incas collocato enormi pietre senza avere la tecnologia che attualmente abbiamo.

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  10. Eccolo il post sulla Blarney Stone!
    Io non mi sento più chiacchierona dopo il bacio, solo più scribacchina! Vale lo stesso?! :)

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