A Prien con Ludwig e Richard

Prien am Chiemsee Baviera

Giorni fa mi è tornata in mente una piccola cittadina della Baviera chiamata Prien am Chiemsee.
Se non fosse per il bellissimo Chiemsee che le sta vicino, probabilmente poca gente la conoscerebbe.
Se non fosse per lo splendido paesaggio che le fa da cornice, probabilmente il caro vecchio Re Ludwig di Baviera non ci avrebbe costruito la sua Reggia.
Io conosco Prien perché è gemellata con il mio paese natale.
Il mio cuore ha imparato a amarla ancora prima di arrivarci. E per arrivarci sono stati fatti vari tentativi.
Spesso mi capita di sentire gente che viaggia verso la Baviera e dice "Ah... facciamo la Romantische Strasse" oppure "andiamo a vedere i Castelli di Ludwig" e al mio chiedere "ah beh... allora andate anche a Prien, vero?" mi sento rispondere solo "No... andiamo a vedere il castello incantato, quello che assomiglia a quello della Disney".
Ora io capisco che, per chi non sa il tedesco, pronunciare correttamente Neuschwanstein non sia facile ma è un bene per l'umanità ricordare che, in primis, quel castello ha un nome e, in secondo luogo, fu la Disney a copiare il design di quel castello, non viceversa.
Detto ciò, mi vien da dire che Re Ludwig II di Baviera ne ha combinate tante e aveva principalmente due grosse fissazioni: I castelli e Wagner. Probabilmente gli piacevano anche i laghi e morì dentro ad uno di essi spinto da non si sa che strana forza.
Fortunamente, nella sua pacifica pazzia, riuscì ad appassionarsi a questo piccolo lago della parte est della Baviera. Capì che lì si stava bene, il panorama meritava e chiese ad un architetto di costruire in quei luoghi una replica della reggia di Versailles.
Il Chiemsee possiede al suo interno due isolette di antica memoria: una è chiamata Herreninsel (l'isola degli uomini) e l'altra Fraueninsel (isola delle donne): su entrambe, dall'epoca medievale, risiedono religiosi di ogni sorta. Ovviamente ognuno nell'isola corrispondente al suo sesso.
Ludwig impreziosì la Herreninsel con una reggia degna di questo nome che ora giace là, felice di essere visitata ora dopo ora da tanta brava gente quasi sempre solo tedesca perché gli italiani vanno a vedere il castello incantato.
Detto ciò (e due), io cominciai a sognare Prien quando ancora credevo che la principessa Sissi fosse una donna dolce e virtuosa. Avevo circa 10 anni quando, nel mio paese, si cominciò a parlare di gemellaggio ed io già mi ci vedevo, da grande, gironzolare per la Baviera a fare non so che cosa.
Cominciai le medie dove, ovviamente, studiavo tedesco per bene. Il preside della mia scuola aveva molta cura per la mia sezione e spesso prometteva gite scolastiche a Prien.
Arrivò la terza media, quel momento in cui si procede con la gita all'estero, ma niente... quell'anno andammo in Sicilia e quidi ebbi la mia prima delusione legata a Prien.
La Sicilia mi piacque un tot ma capite bene che passare 2 anni e passa di scuola sognando la Baviera più Baviera che ci possa essere e poi trovarsi ad Aci Trezza possa generare, nella bacatissima mente di me quanttordicenne, molta delusione.
Ma poi ci furono gli esami, io andai benissimo e i miei volevano mandarmi a studiare tedesco in Germania quell'estate. Mia madre è sempre stata fiera oppositrice dei viaggi studio in gruppo (e ora la ringrazio a mille) sicché, se mai fossi andata all'estero a studiare, sarei andata da sola ... così avrei dovuto parlare tedesco per forza.
Complice la bellissima parola "gemellaggio", cercammo di farci strada in comune per far fruttare questo gemellaggio... ma niente. Non si poteva... e di nuovo fui delusa... e piansi anche la sera in cui mi dissero che non sarei andata a Prien. Rimediai, andai in un altro paesino della Baviera (merito del gemellaggio del paese vicino al mio). Fu una bellissima estate ma Prien mi rimase lì come una briciola che ti si incastra in gola e non va giù.
Passarono gli anni ed io non ci pensai più molto. Chissà come mai.
Mi diplomai, cominciai a lavorare e a fare l'università.
Era il 15 Aprile piovossissimo del 1999, non lo scorderò mai. Il coro della mia cittadina doveva andare a Prien ad onorare sto benedetto gemellaggio. Nel coro c'erano alcuni dei miei più cari amici ed amiche.
Al coro serviva qualcuno che parlasse tedesco. Ed eccomi qui!
Preparo la borsa, cambio i marchi (ah... quando c'era il cambio!), faccio la cassettina per il walkman per il viaggio. Chiedo ferie. Saremmo partiti di pomeriggio perché, infondo, la Baviera è vicina. 5 ore bastano e avanzano.
Salgo sul pullmann, ci siamo tutti. Evviva!! Finalmente... Prien!
Arrivati poco prima del Brennero restammo bloccati in autostrada causa... neve!
Ne era venuta giù così tanta che restanno lì, fino al mattino seguente quando il pullmann si girò e tornammo a casa. Si vede che tra me e Prien non era destino.
Ma poi arrivò il 2002, eravamo già in epoca Euro e a degli amici saltò in mente di andare a Prien.
Io mi misi in modalità "anatema" e dissi di non pronunciare più quel nome fino a quando non l'avrei detto io.
Partimmo... e udite udite arrivammo a Prien poco prima di mezzanotte.
Non ci potevo credere. Io e Prien finalmente assieme... dopo tutti quegli anni!
Quella notte si dormì in macchina perché Prien è, fondamentalmente, una tipica cittadina bavarese placida e tranquilla. Di notte è tutto chiusissimo.
Il giorno dopo trovammo una Gasthaus che meritava davvero. Come meritano tutte le piccole birrerie che costellano la cittadina, sia nel lungolago che nel centro.
Felice come una bimba alla sua prima gita arrivai sull'Herreninsel e mi esercitai nella simultanea perché trovammo solo guide per tour in tedesco. Ed io fui l'interprete per i miei amici. Che fatica!
Dentro la reggia di Ludwig ce n'è per ogni tipo di gusto e se chiuderete gli occhi dentro i saloni immensi vi sentirà di sentir passeggiare Wagner intento nel pensare alle sue composizioni.
Già, perché mentre ero dentro la reggia, io pensavo al Tannhäuser e lo risentivo rieccheggiare.
Quella sera ci dedicammo alla cucina bavarese.
Il giorno dopo saremmo andati a Monaco, passando per Rosenheim prima e poi per l'immancabile Possenhofen sullo Starnbergersee.
A Possenhofen avrei scatenato tutta la mia volontà storica più grande per far capire alla gente che Sissi, infondo, era davvero una poco di buono e che non ha niente a che vedere con l'immagine ovattata che la splendida Romy Schneider aveva portato sullo schermo.
E così feci, sconvolgendo un piccolo gruppo di turisti italiani che avevano saldamente cucito l'immagine cinematografica a quella storica e reale.
Al mio "Signora, ma lei lo sa che il figlio che ha avuto era dell'ungherese e non di suo marito?" la signora in questione mi rispose che non era vero e che lei amava Franz Joseph.
Io sapevo solo che sarei voluta tornare a Prien, dentro la sua wagneriana atmosfera, seduta nel parco della reggia a raccontare a chiunque passasse la storia di un re tanto strano, quanto pazzo, quanto amato dalla sua gente. E un po' anche da me.
Come già scrissi per un'altra nazione, un'altra Baviera è possibile.

6 commenti:

  1. Ma che meraviglia!!! Un altro posticino (e alla faccia del posticino!!!) che non conoscevo... Tanto è vero che ho fatto anche diverse googlate per saperne di più!!!
    Grazie infinite cara per farmi viaggiare (anzi, fantaviaggiare) così... E' una manna per lo spirito!!!1
    GRAZZZZZZIIIIEEEEEEEEE

    Buona giornata cara!!!!!

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  2. @Devis: Grazie a te!! E qui ci puoi arrivare anche in auto! Niente aereo!!

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  3. Infatti!!! Proprio per questo mi sono informato maggiormente sull'amico google!!! :D

    (hahahahaha oramai mi conosci della fobia aerea vero?)

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  4. Se hai bisogno di altre info... chiedi pure!! :-)

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  5. E qui ci sono stata :-)
    Ho delle splendide foto, in tutti i posti che hai citato e in quelle isolette, che nostalgia, ero giovane giovane! E ho sempre desiderato tornarci, perfezione assoluta, la Baviera...a me era tanto piaciuto Hohenschwangau, l'avevo trovato più affascinante, non so perché...e il lago era un incanto, lo ricordo come fosse ieri.

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  6. Ah che bello, cara Miss Fletcher.
    Anche Hohenschwangau è bellissimo e pochi lo conoscono!

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